De Sciglio, così è rinato con Allegri

De Sciglio è divenuto inaspettatamente un giocatore molto importante per la Juventus. Merito innanzitutto di Allegri, che gli ha sempre dato fiducia.

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La Juve riparte da De Sciglio. Chi lo avrebbe mai immaginato, solo un paio di mesi fa? Il terzino italiano tornava a Torino dopo anni di critiche che, negli ultimi mesi, lo avevano portato addirittura a lasciare l’Italia, e molti tifosi speravano la sua partenza fosse più che scontata.

Invece è rimasto, e oggi la Juventus scopre quasi di non poterne fare a meno: suo l’assist per il gol decisivo di Kean contro la Roma, suo di nuovo l’assiste per un altro gol fondamentale, quello di Kuluveski che mercoledì ha consentito di sconfiggere lo Zenit. Dietro al rilancio del difensore c’è, ovviamente, Max Allegri.

Il tandem Allegri De Sciglio

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Che ci sia un ottimo rapporto tra l’allenatore toscano e il terzino milanese è cosa nota. D’altronde è stato proprio per volontà di Allegri che Mattia De Sciglio ha fatto il suo esordio tra i professionisti: una scelta coraggiosa, considerando che erano entrambi al Milan campione d’Italia in carica, e nel settembre 2011, quando fu lanciato in prima squadra nei gironi di Champions League, il difensore aveva appena 18 anni.

Duttilità e sacrificio sono state due caratteristiche che Allegri ha subito iniziato ad apprezzare nel ragazzo, tanto da volerlo alla Juventus nel 2017, nonostante nei tre anni successivi alla loro separazione il difensore non aveva brillato più di tanto. In bianconero fornì buone prestazioni, pur restando una riserva, ma il suo rendimento precipitò dopo il cambio in panchina, nell’estate 2019.

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De Sciglio non ha sicuramente dato quanto ci si attendeva da lui all’inizio, quando Allegri lo definiva in conferenza stampa “uno dei migliori terzini in Europa”, anche a causa di vari infortuni, e avvicinandosi ai 30 anni il suo ruolo alla Juventus è stato compromesso, anche per colpa di una generale confusione tattica della squadra nel suo insieme. Quindi, poco più di un anno fa, Pirlo aveva acconsentito al prestito al Lione, non ritenendolo più utile al club.

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Assist e rinascita

Un contesto sicuramente meno competitivo, quello della Ligue 1, ma perfetto per ripartire con calma ma senza mettere da parte l’ambizione, dato che si parlava pur sempre della squadra che aveva fatto fuori proprio la Juve dalla Champions nella stagione precedente.

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33 presenze e 3 assist tra campionato e Coppa di Francia; numeri non da sottovalutare, per un terzino che non si è mai particolarmente fatto notare per i suoi passaggi decisivi (7 assist totali nelle precedenti otto stagioni di carriera, di cui uno solo con la maglia bianconera). Ma l’ottima annata di De Sciglio in Francia era stata presa come una buona notizia a Torino soprattutto per l’accresciuta possibilità di scambiarlo per una contropartita, tecnica o economica, di valore.

Infatti nell’estate 2021 il suo nome spuntava spesso come partente quasi sicuro, magari un possibile scambio con l’ambito lionese Houssem Aouar, ma col suo ritorno (e l’addio di Paratici) Allegri ha bloccato tutto e deciso di dare di nuovo spazio al terzino. Che infatti qualche giorno fa confermava: “La sua presenza mi trasmette grande fiducia, me l’ha sempre data”.

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Chiaramente oggi il ruolo di De Sciglio non è quello del titolare, subordinato a cursori esterni come Cuadrado e Alex Sandro, ma la possibilità di coprire entrambe le fasce è un’arma fondamentale per la gestione delle energie dei bianconeri nel corso della stagione. E chissà che, continuando così, il suo nome non possa tornare a comparire anche sul taccuino di Roberto Mancini.

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