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Quali ct hanno allenato più a lungo la stessa Nazionale?

Quali sono i ct più longevi della storia del calcio? L’annuncio della prossima fine dell’esperienza di Low sulla panchina tedesca ci spinge a farci questa domanda. Ed ecco la risposta

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L’addio di Joachim Low alla panchina della Germania dopo la fine degli Europei è sicuramente una notizia di una certa rilevanza: Low allena la Nazionale tedesca dal 2006, quando prese il posto di Jurgen Klinsmann, di cui era stato per due anni il vice.

Sono quindi passati 15 anni da quando aveva assunto questo incarico incarico, particolare che ne fa uno degli allenatori più longevi della storia del calcio. Scopriamo allora quali sono gli altri.

Ct più longevi della storia: Sepp Herberger, Germania/Germania Ovest (1936-1964)

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Quando fu scelto per allenare la Germania, Sepp Herberger era un giovane allenatore di appena 39 anni che in passato aveva allenato brevemente il TeBe Berlino, club di cui era anche giocatore. Si guadagnò il posto in Nazionale dopo aver fatto da vice a Otto Netz, di cui prese il posto dopo il fallimento delle Olimpiadi casalinghe del 1936.

Herberger cercò sempre di mantenersi equidistante dalla politica nazista, e questo gli permise, nel dopoguerra, di restare sulla panchina della Germania e guidarla, nel 1954, all’impresa del titolo mondiale, quella del Miracolo di Berna. Rimase al suo posto fino al 1964, quando si ritirò.

Guillermo Stabile, Argentina (1939-1958)

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Tra i ct più longevi (e vincenti) della storia ha un posto di rilievo Guillermo Stabile, leggendario attaccante capocannoniere dei Mondiali del 1930 e poi stella del campionato italiano con le maglie di Genoa e Napoli. Proprio in Liguria iniziò ad interessarsi alla carriera di allenatore, proseguita poi in Francia e Argentina, fino ad arrivare alla Nazionale.

La sua lunga esperienza sulla panchina dell’Argentina è coincisa con il periodo d’oro dell’Albiceleste, capace di vincere ben sei edizioni della Copa America, che ne fanno l’allenatore più vincente della competizione e anche il ct di maggior successo della storia argentina. In questo periodo, fu anche allenatore di Huracan e Racing Club; nel 1960, tornò brevemente sulla panchina della Nazionale.

Vittorio Pozzo, Italia (1929-1948)

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Sostanzialmente, l’uomo che ha costruito la Nazionale azzurra. Mostro sacro del calcio italiano, divenne ct la prima volta nel 1912, per poi sedersi sulla panchina del suo Torino per un decennio. Fu nuovamente allenatore della Nazionale nel 1921 e nel 1924, quando lasciò per andare a guidare il Milan.

Infine, nel 1929 venne richiamato sulla panchina azzurra, costruendo il ciclo vincente degli anni Trenta, con due titoli mondiali e un oro olimpico. Fu convinto a dimettersi nel 1948, nell’ottica di una rifondazione del calcio italiano che voleva prendere le distanze dall’epoca fascista; rimase però in seno alla Federcalcio, collaborando alla creazione del centro tecnico di Coverciano. Alcuni lo considerano il primo tra i ct più longevi della storia in virtù delle sue varie parentesi alla guida dell’Italia.

Hugo Meisl, Austria (1919-1936)

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Hugo Meisl è il padre del calcio austriaco, presidente della Federcalcio e ct della Nazionale nel suo miglior periodo. Grazie alle sue idee innovative e alla collaborazione con il suo vice Jimmy Hogan, pose le basi del moderno gioco di posizione e fu l’artefice del Wunderteam austriaco degli anni Trenta, con cui sfiorò il titolo mondiale del 1934. Morì nel 1936, anno in cui l’Austria veniva annessa alla Germania nazista.

La carriera di Meisl sulla panchina austriaca potrebbe anche essere considerata più lunga, e fatta iniziare già nel 1912; due anni dopo, però, l’allora 33enne allenatore decise di dimettersi per andare a combattere durante la Prima Guerra Mondiale, recuperando l’incarico al termine del conflitto.

Walter Winterbottom, Inghilterra (1946-1962)

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Fu il ct dell’Inghilterra nel momento più delicato e difficile della sua storia calcistica: professore universitario con un breve passato da calciatore, Winterbottom fu il primo vero ct dell’Inghilterra, in precedenza allenata da una commissione tecnica. Ebbe il compito di guidare i Three Lions nel dopoguerra, in una fase di apertura al calcio globale, che vide l’Inghilterra prendere finalmente parte ai Mondiali.

I suoi risultati furono catastrofici: la clamorosa sconfitta con gli Stati Uniti del 1950, la dèbacle di Wembley contro l’Ungheria del 1953, le successive delusioni (mai oltre i quarti di finale). Tutto ciò non gli impedì però di restare alla guida della Nazionale per 16 anni. Si ritirò dopo il torneo cileno del 1962, cedendo la panchina ad Alf Ramsey, che quattro anni dopo avrebbe conquistato la Coppa del Mondo.

Paul Philipp, Lussemburgo (1985-2001)

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Decisamente il nome meno noto tra i ct più longevi di sempre, Paul Philipp è stato un discreto giocatore attivo soprattutto nel campionato belga (Union Saint-Gilloise, Standad Liegi, Charleroi) che, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo nel 1985, è stato scelto come allenatore della Nazionale lussemburghese, il suo paese d’origine.

Pur senza aver ottenuto alcun risultato di altissimo profilo, Philipp è stato capace di alzare il livello del calcio locale e regalare le prime gioie ai tifosi, come ad esempio col pareggio contro il Belgio nel 1989. Nella seconda metà degli anni Novanta, il Lussemburgo visse un periodo esaltante, per la sua modesta storia, arrivando per la prima volta a competere realmente per le qualificazioni agli Europei del 1996 e ai Mondiali del 1998.

Oscar Tabarez, Uruguay (2006-oggi)

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Tra i ct più longevi della storia, Tabarez è l’ultimo ancora sulla panchina della Nazionale. Era già stato tecnico dell’Uruguay tra il 1988 e il 1990, affermandosi in quegli anni come uno degli allenatori più competenti al mondo, arrivando così anche sulle panchine di Cagliari e Milan.

Nel 2006, quattro anni dopo aver lasciato il Boca Juniors, fu richiamato all’Uruguay, guidando la resurrezione della Celeste, segnata dalla conquista della Copa America del 2011 e venedo premiato due volte come allenatore sudamericano dell’anno.

Helmut Schon, Germania Ovest (1964-1978)

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L’erede di Sepp Herberger come ct della Germania è stato un altro nome fondamentale del calcio della sua epoca, capace di rinnovare la formazione tedesca, raggiungendo prima la finale mondiale del 1966, e poi i successi degli anni Settanta: il terzo posto del 1970, dopo la Partita del Secolo contro l’Italia, e poi il titolo europeo del 1972 e quello mondiale del 1974.

In precedenza, Schon era stato assistente di Herberger fin dal 1956, quando il vecchio ct lo aveva scelto dopo averlo visto allenare la Saarland, la Nazionale di un’effimera repubblica nata dopo la caduta del Nazismo, e presto riassorbita all’interno della Germania Ovest.

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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