Il Crotone sta retrocedendo, ma con dignità

L’arrivo di Serse Cosmi, i gol di Simy e le giocate di Messias stanno regalando al Crotone un finale di stagione dignitoso, nonostante la classifica

La vittoria per 4-3 contro il Parma ha permesso al Crotone di vincere la prima partita stagionale in trasferta. Per farlo è servito arrivare quasi a maggio, ma con la retrocessione virtuale, se non altro, sta arrivando a testa alta. Infatti il Crotone sta onorando il campionato, almeno per quelle che sono le sue possibilità.

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Anzi, a ben vedere, l’arrivo di Cosmi ha permesso la squadra di rivitalizzarsi anche dal punto di vista mentale, tanto è vero che – al netto di errori individuali più che marchiani – i pitagorici spesso hanno venduto cara la pelle, aumentando la produzione offensiva – la solidità difensiva, invece, è rimasta la stessa – e levandosi anche qualche soddisfazione, come per esempio il colpo al Tardini o il 4-2 al Torino.

Cosmi
Fonte: @giornaledelcalcio (Instagram)

Crotone, una stagione travagliata

Arrivato in Serie A dopo un’ottima annata conclusa dietro la corazzata Benevento, il Crotone in estate ha cambiato molto, operando un profondo restyling in tutti i reparti per provare ad aumentare il tasso tecnico di una squadra abbastanza mediocre. In realtà, il direttore sportivo Ursino qualche buon prospetto lo ha portato a casa, uno su tutti Lisandro Magallan, ma per il resto il livello è rimasto sempre abbastanza basso.

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A confermarlo, è stato anche l’intero cammino stagionale: nella prime dieci partite, per esempio, sono arrivati due dei pareggi messi insieme fino a oggi, ma anche ben otto sconfitte, alcune delle quali larghe (Genoa, Sassuolo, Cagliari, Napoli) mentre altre di misura, ma costellate di errori che, vuoi o non vuoi, hanno minato la serenità con la quale a inizio anno la squadra di Stroppa provava a mettere in campo.

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La prima vittoria è arrivata solo all’undicesima giornata, contro lo Spezia, mentre la seconda è stata il 2-1 al Parma prima di Natale. Poi i quattro gol al Benevento, quelli al Torino e al Parma, queste ultime due partite con Serse Cosmi in panchina. Più in generale, il Crotone paga quindi la poca continuità di risultato, i tanti gol subiti e la poca inclinazione ad addormentare le partite equilibrate, perse per errori marchiani o, semplicemente, per non aver messo in ghiaccio il pareggio.

Cosmi e la dignità ritrovata

Serse Cosmi è senza dubbio un personaggio molto particolare. In settimana, prima della trasferta di Parma, aveva raccontato dei suoi ultimi anni di carriera, precisando i motivi per i quali da tempo non allenava in Serie A: “In realtà – ha detto – andrebbe chiesto agli addetti ai lavori. Io posso solo dire che non sono mai stato disposto ad accettare qualsiasi tipologia di proposta. Forse per questo mi sono un po’ allontanato, ma non mi pento delle scelte che ho fatto”.

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Con la stessa rosa data a Stroppa, Cosmi ha aumentato la media punti e ritrovato la squadra almeno dal punto di vista delle motivazioni. Gli uomini sono quelli, lui li ha solo pungolati: “È una delle cose incomprensibili del calcio – disse parlando di Junior Messias – Io do merito al Crotone di averlo scoperto, ma soprattutto demerito a chi non lo ha preso in considerazione, come hanno fatto a non vederlo nelle serie minori?”

 

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Ripartire da chi?

E così per molti altri, arrivando fino a Simy. Cosmi, sul nigeriano, è stato molto chiaro: “Non credo che rimarrà in B, perché si merita di vivere palcoscenici come questo. È un giocatore strano, atipico, non è facile capire le sue potenzialità, se non guardando i numeri. Andrà via da Crotone per vivere una situazione migliore, ma dovrà ringraziare molto chi l’ha portato qui”.

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In Serie B, l’anno prossimo, Simy quindi non ci sarà, così come probabilmente non ci sarà neanche Cosmi viste le voci insistenti che vedrebbero Francesco Modesto come nuovo allenatore del Crotone. Probabilmente, non ci sarà nemmeno Junior Messias, per il quale le offerte non mancheranno, così come in A rimarranno diversi giovani che rientrano dai prestiti – uno su tutti, Ounas.

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Rimarrà invece Ursino, vera garanzia e braccio destro della famiglia Vrenna. La ricostruzione dei pitagorici riparte dal direttore sportivo, che avrà il compito di affiancare ai vari elementi di esperienza tipo Cordaz dei giovani rampanti pronti a rilanciare le ambizioni di risalita del Crotone. Che, a prescindere dalla retrocessione, saluterà la massima serie con grandissima dignità.

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