Croazia

La serata di Nations League ha proposte tra le altre Croazia-Francia, sfida che in passato ha regalato le maggiori delusioni alla Nazionale croata

Questa sera si esaurisce il ciclo di gare di Nations League, prima di un tour de force di tanti match nel giro di poche settimane tra campionati nazionali e competizione europee. Una  serata che propone diverse sfide interessanti in ambito storico, come Croazia-Francia. Un match che non vede opporsi due acerrime rivali, ma che comunque ha reso i galletti una sorta di muro invalicabile su cui si sono infranti i sogni croati nell’ultimo quarto di secolo.

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Per capire l’origine degli incubi croati nel vedere la Nazionale transalpina, bisogna tornare al 1998. È l’anno dell’ultimo Mondiale del secolo, che – oltre ai padroni di casa della Francia – vede tra le favorite le solite big: Brasile, Argentina, Italia e Germania. Nessuno alla vigilia scommetterebbe un soldo sulla Croazia, tornata alla luce nel 1990 dopo la separazione dalla Jugoslavia. Una previsione che si rivela decisamente affrettata nel corso del Mondiale francese.

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Guidata dal ct Miroslav Blazevic, la Nazionale a scacchi biancorossi si presenta alla competizione con una grande voglia di stupire. Il fantasista Zvonimir Boban e il centravanti Davor Suker sono i punti di riferimento, a capo di una squadra zeppa di talento. Il cammino dei croati diventa ogni partita sempre più esaltante: dopo il secondo posto nel Girone H (alle spalle dell’Argentina), gli slavi vincono di misura contro il Belgio e poi rifilano un clamoroso 3-0 alla Germania nei quarti di finale.

Il sogno croato termina al penultimo atto della manifestazione, contro la Francia di Zinedine Zidane. Suker illude il suo popolo, ma poi un’insolita doppietta di Lilian Thuram porta i galletti in finale (vinta per 3-0 contro il Brasile di Ronaldo). La Nazionale si consola con la conquista del terzo posto (battuta l’Olanda nella “finalina”) e con il titolo di capocannoniere raggiunto da Suker con 6 gol. Un risultato comunque storico, che viene addirittura migliorato 20 anni dopo.

Dopo un ventennio con più ombre che ombre che luci, la Croazia si presenta con rinnovate ambizioni ai Mondiali del 2018 in Russia. La squadra è qualitativamente paragonabile a quella del 1998, per la presenza in mediana di campioni come Luka Modric e Ivan Rakitic e in avanti di giocatori dalla grande esperienza come Mario Mandzukic.

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Gli slavi biancorossi fanno dunque sul serio e lo si capisce fin dalla fase a gironi. Nel Gruppo D la sfida per il primato è con l’Argentina di Lionel Messi, annientata con un 3-0 senza diritto di replica. Un exploit che dà lo slancio giusto ai croati, in grado di eliminare Danimarca, Russia e Inghilterra nei turni ad eliminazione diretta. La Croazia raggiunge quindi la prima finale della sua storia, ma ad attenderla c’è il peggior avversario che avrebbe potuto trovare.

L’altra finalista – ça va sans dire – è la Francia, che sta vivendo un periodo d’oro vantando campioni in ogni reparto (da Varane a Pogba, da Griezmann a Mbappé). Alzare la coppa del mondo in faccia ai francesi rappresenterebbe la massima soddisfazione per i croati, che vendicherebbero così lo smacco di vent’anni prima. La storia però, si ripete: aprono i transalpini con un’autorete di Mandzukic, pareggia l’interista Perisic e già nel primo tempo la Francia si riporta avanti con Griezmann. Nella ripresa i Blues dilagano con Pogba e Mbappé, in una sfida chiusa dal gol della bandiera di Mandzukic.

Ancora una volta è dunque la Francia a mettersi di traverso tra la Croazia e la storia. Come vent’anni prima, i complimenti ricevuti da tutto il mondo e le soddisfazioni raggiunte da qualche giocatore – come il Pallone d’oro dato a Modric – non bastano a lenire la delusione. Una ferita ancora aperta, il cui dolore riemergerà questa sera quando i “fantasmi” francesi torneranno a tormentare i rivali croati.