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Perché la Juventus non dovrebbe rinnovare il contratto a Chiellini

Le trattative per il rinnovo tra Chiellini e la Juventus vanno avanti: da questa scelta dipenderà il rebuilding della difesa bianconera

Il mercato è cominciato ormai da un mese e, parallelamente alle operazioni in entrata e in uscita, la Juventus sta portando avanti alcuni discorsi riguardanti i possibili rinnovi di contratto per alcuni leader della rosa.

Se il prolungamento di Paulo Dybala sembra ormai scontato, quello di Giorgio Chiellini è tutt’altro che definito: in questi giorni le due parti in causa, composte da Federico Cherubini in rappresentanza della Juventus e dall’entourage del difensore, stanno trattando per capire se esistano basi per poter continuare insieme.

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Fonte Immagine: @juventus (Instagram)

Un presenza ‘anti giovani’

Secondo indiscrezioni Juventus e Chiellini alla fine troveranno un accordo. Tuttavia, la questione merita alcune considerazioni un pochino più approfondite. Già, perché rinnovare il centrale livornese significa tenersi in casa una presenza a suo modo ingombrante, che preclude diversi ragionamenti.

Per esempio, nonostante l’età non sia dalla sua, Chiellini è un titolare ad honorem, nel senso che – quando non è in infermeria – la sua presenza in campo non è mai in discussione, a prescindere dalle esigenze di squadra.

Per questo motivo in passato a rimetterci sono stati de Ligt, in panchina soprattutto agli inizi, così come Demiral, arrivato al punto di chiedere la cessione alla dirigenza bianconera. Il turco non ha mai veramente espresso le proprie potenzialità, il che non è necessariamente ‘colpa’ del collega più anziano, ma di certo la presenza ‘pesante’ dell’ex Fiorentina non ha mai aiutato.

Questi ragionamenti valgono anche per situazioni che la Juventus ha dovuto affrontare solo marginalmente. Tenere calciatori arrivati evidentemente alla fine preclude l’inserimento di profili più giovani, come per esempio quello di Romero – sul quale la Juventus farà plusvalenza, senza però mai sapere come sarebbe andata se lo avesse tenuto – o quello di Dragusin.

infortunio Chiellini
infortunio Chiellini Foto Instagram Juventus

È giusto rinnovare Chiellini?

Questa è la domanda che la Juventus dovrebbe farsi perché, come detto, tenerlo in squadra significa implicitamente che la versione della difesa titolare sarà ancora composta da lui e Bonucci, a meno di defezioni dovute a cause di forza maggiore.

Il che non rappresenta una colpa di Chiellini, ma di chi negli anni ha permesso che alcuni calciatori della rosa raggiungessero un certo status. A livello di presenze, è evidente il calo di quelle del centrale mancino fresco campione d’Europa, che nelle ultime stagioni ha passato molto tempo fuori per problemi fisici.

Al fronte, però, di uno stipendio da top, una cifra assolutamente non sostenibile per ciò che oggi vale il calciatore. E allora ci si chiede, è giusto rinnovarlo? È lungimirante accettare la richiesta dei suoi agenti, che vorrebbero un biennale da 5 milioni di euro complessivi, portando il calciatore in scadenza a 39 anni?

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Fonte immagine: InsideFoto

Il ricambio è necessario

Eppure, prima o poi, il discorso Chiellini andrà affrontato. E allora perché non farlo subito, approfittando del fatto che, a oggi, il giocatore è svincolato? Perché non cambiare strategia di azione, cercando di sfruttare il momento per rinnovare il reparto difensivo?

Con già Bonucci over 30 e un de Ligt tra i top mondiali del ruolo, i bianconeri potrebbero cominciare a guardarsi attorno per svecchiare il reparto, liberando spazio salariale non rinnovando un calciatore che evidentemente, questione spogliatoio a parte, non dà più garanzie a livello di presenza e minutaggio.

Questi atteggiamenti, nelle stagioni passati, hanno un po’ penalizzato la Juventus, una multinazionale che talvolta fa scelte da piccola azienda di quartiere, dove il fattore riconoscenza viene giustamente messo in primo piano. A breve, sapremo se la società intenderà invertire questa rotta.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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