damsgaard sampdoria

Era passata inosservata, e qualcuno, la dava anche per spacciata. Invece la Sampdoria si è rialzata – grazie a Claudio Ranieri, pure lui come Pioli e Iachini riconfermato per meriti – e quest’anno vuole ricominciare da zero.

Adesso invece c’è un progetto più solido e con ambizioni più sincere e meno velleitarie. Un cammino che riparte dai giovani, come Mikkel Damsgaard, ala sinistra danese (classe 2000) arrivato da poco dal Nordjsaelland. E’ stato eletto come miglior giovane giocatore del campionato danese prima della sua chiusura anticipata. E in Serie A, a 20 anni, se vuoi giocare devi avere già un bel curriculum. A quanto pare ce l’ha.

INTER, AFFARE A RISCHIO: QUANTO COSTA LEO MESSI?

Dal mare danese a quello Mediterraneo: un cambio di calcio e di geografia

Un uomo, un club. O meglio un ragazzo. Mikkel Damsgaard è partito in direzione Italia proprio nel decimo anniversario del suo ingresso nell’accademia calcistica del Nordjsaelland, quando la società, ancora non in prima divisione, non era certo l’attenzionato polo attira osservatori. Infatti, il prestigio dei danesi nacque nella stagione 2012-13 con l’ingresso nella Champions League, e in Italia, in particolare, il Nordjsaelland ottenne un minimo di riconoscimento per aver incrociato la Juventus durante i gironi. Adesso, dopo un titolo vinto – nel 2012 – e qualche apparizione nei playoff di Europa League, il Nordjsaelland è diventato famoso come pozzo di talenti: Kundus (all’Ajax per 9 milioni), Skov Olsen, Lobotka, Emre Mor. E adesso, speriamo, Damsgaard.

damsgaard nordjaelland
Mikkel Damsgaard con le giovanili del Nordsjaelland (fonte immagine: World Football Scouting)

Damsgaard è stato il classico talento da sempre attenzionato. Quello che giocava con i più grandi, quello che faceva più gol, e alla fine, che ha esordito in prima squadra precocemente. La prassi per un giovane dal potenziale incredibile. Nel 2017 la prima presenza in prima squadra a 17 anni: con quella maglia, in tre formative stagioni, ha segnato 13 reti in 93 presenze.

PERCHÈ LA FINAL EIGHT PUÒ FUNZIONARE ANCHE IN FUTURO

Nella stagione finita il 26 luglio a causa del covid-19, al Nordjsaelland non è andata benissimo: sesto posto e mai un sussulto in altissima classifica. Ma a Damsgaard è andata molto meglio. Undici reti totali – 9 nella prima fase 2 nella seconda, quella finale in cui l’alta classifica si separa dal resto del torneo – e vittoria del premio come miglior giovane del campionato danese. Anche per questo, diverse società di alto lignaggio in Europa avevano iniziato a seguire il giovane talento di Jyllinge, ma la Sampdoria già a gennaio aveva chiuso per 6,5 milioni di euro con il club danese. E adesso, finito lo stage in casa, è arrivato a Bogliasco.

COME IL SIVIGLIA È ARRIVATO (DI NUOVO) IN FINALE DI EUROPA LEAGUE

Tuttofare alla Sampdoria: Damsgaard è praticamente ovunque (e occhio a Fifa), caratteristiche e ruolo

In Danimarca Damsgaard ha giocato praticamente in tutti i ruoli offensivi. Ha fatto la punta e l’esterno (su entrambe le fasce), ma anche la mezzala e il trequartista. Ufficialmente, però, la sua etichetta tattica è l’esterno sinistro, posizione che lo mette in una migliore condizione per rientrare sul destro, il suo piede. Ed è effettivamente il ruolo più idoneo. Anche in nazionale under 21 danese, l’unico gol realizzato nelle tre apparizioni totali è arrivato come esterno sinistro – per la nazionale maggiore, ancora, c’è da aspettare.

Non ha un fisico impressionante e come corporatura, anzi, sembra pure esile. Per questo – e per molti altri dettagli – ci metterà un po’ a entrare nel sistema-calcio della Serie A. Ma tecnicamente non si discute. Brevilineo, è bravo anche a calciare col sinistro e ha una gran affinità nella giocata sullo stretto, e anche se il metodo di paragone erano (fino a poco fa) i non impeccabili marcatori danesi, ha comunque dimostrato gran dimestichezza con il dribbling e le uscite palla al piede. Come attaccante, visto il fisico, sicuramente non può essere un puntero alla Bendtner – visto che parliamo di danesi -, più che altro, la sua corporatura e le capacità tecniche lo rendono più simile a un centravanti mobile, capace di giocare fronte alla porta.

TRA ROMA E FIORENTINA, DOVE ANDRÀ TORREIRA?

Visto il pragmatismo e la solidità emersi negli ultimi mesi, Ranieri difficilmente si allontanerà dal 4-4-2 per la prossima stagione. Gli uomini sono infatti gli stessi e le certezze dei quattro centrocampisti sono apparse inossidabili. Quindi, previo inserimento, il lato sinistro del centrocampo potrebbe essere il vero settore di azione per Damsgaard, che però, come detto, all’occorrenza può giocare anche in altre zone.

Su Sofifa, visto che potrebbe essere seguito dai prossimi egamers, arrivano belle notizie. Molto rapido (84 in velocità), ha un potenziale raggiungibile di 83; si distingue anche nelle abilità speciali e nell’utilizzo del piede debole.

CHI È DAOUDA PEETERS, IL CENTROCAMPISTA CHE HA STREGATO PIRLO