calciatori musicisti
Fonte Immagine: iamrafaelleao93 (Instagram)

Quali sono i calciatori musicisti più noti? Rafael Leão è solo l’ultimo di una grande tradizione, e non si tratta neppure del primo milanista. Ecco i nomi più famosi.

La notizia che Rafael Leão, 21enne attaccante portoghese del Milan, stia per debuttare nella musica con un album rapBeginning, in uscita a fine gennaio – potrà far sorridere alcuni, ma non è un’assoluta novità. Sia perché il giocatore aveva già rivelato la sua passione per il rap e la trap in particolare, sia perché di calciatori musicisti, nella storia, ce ne sono stati diversi.

I primi calciatori musicisti: Glenn Hoddle e Chris Waddle

Nel 1987 i quasi omonimi Hoddle e Waddle avevano rispettivamente 30 e 27 anni, erano entrambi nazionali inglesi e due stelle del Tottenham. Divenuti amici e scoperta la loro comune passione per la musica, decisero di creare un duetto, con il nome d’arte di Glenn & Chris (nonostante Hoddle & Waddle avesse indubbiamente più potenziale).

Realizzarono solamente due canzoni, ma la prima di queste – Diamond Lights, un energico brano synth-pop che sprizza anni Ottanta da ogni nota – ottenne un discreto successo, arrivando alla posizione 12 della UK Chart. Soprattutto, diffuse in Inghilterra la moda dei calciatori musicisti.

John Barnes

Nel 1990, il centrocampista del Liverpool di origine giamaicana, che stava per prendere parte ai Mondiali con l’Inghilterra, collaborò alla canzone scelta per accompagnare i Three Lions in Italia, World in Motion.

Si tratta di un pezzo della band rock-synthpop New Order (il gruppo nato dalle ceneri dei Joy Division, dopo la morte di Ian Curtis): Barnes, che all’epoca aveva 27 anni, appare nel videoclip ma canta anche nel finale del pezzo, con una parte rappata.

Paul Gascoigne

Sempre nel 1990, il mitico Gazza pubblicava Fog on the Tyne (Rivisited), una cover di una celebre canzone del 1971 dei Lindisfarne, una band folk-rock di Newcastle, la città vicino alla quale Gascoigne è nato e cresciuto, iniziando a giocare proprio nei Magpies.

All’epoca in cui uscì il singolo, Gascoigne si era trasferito da due anni al Tottenham, che a quanto pare era la capitale calcistica della musica del periodo. La canzone, nella sua apparente semplicità, sfruttò appieno la figura iconica del centrocampista, arrivando fino al secondo posto della UK Chart.

Ruud Gullit

Nel 1984, l’attaccante olandese si univa alla schiera dei calciatori musicisti quando aveva solo 22 anni e giocava al Feyenoord, entrando nella Top 10 dei Paesi Bassi con il singolo Not the Dancing Kind. Ma quattro anni dopo, quando era già al Milan ed era uno dei calciatori più forti del mondo, pubblicò un pezzo divenuto molto celebre.

Collaborando i Revelation Time, una band reggae olandese molto nota all’epoca, Gullit realizzò South Africa, un brano anti-apartheid in cui l’attaccante originario del Suriname cantava e suonava il basso. Arrivò terzo in classifica in Olanda, e nello stesso anno Gullit vinse gli Europei di calcio.

Alexi Lalas

Sempre in Italia ha giocato uno dei più grandi calciatori musicisti della storia: Alexi Lalas, difensore della nazionale degli Stati Uniti, nel 1994 fu il primo giocatore nordamericano in Serie A, approdando a 24 anni al Padova. A quei tempi, Lalas aveva appena prodotto il suo primo album, Woodland, denso di un alternative rock veloce e aggressivo.

Durante il soggiorno veneto, durato due stagioni, il pittoresco calciatore cresciuto vicino Detroit, lavorò anche al suo secondo disco, Far From Close, uscito nel 1996 grazie alla collaborazione di due grandi musicisti italiani, Antonio Righetti e Robby Pelatti, collaboratori di Ligabue. Successivamente, Lalas ha pubblicato altri tre album: Ginger, nel 1998, mentre giocava nel New England Revolutions, e poi So It Goes (2010) e Infinity Spaces (2014), entrambi dopo il ritiro.

Andy Cole

Correva l’anno 1999, e Andy Cole trascinava il Manchester United di Sir Alex Ferguson a vincere il Treble (campionato, FA Cup e Champions League) con 24 gol in 50 partite. E debuttava nel mondo della musica, ovviamente.

Outstanding è un brano rap prodotto dal 29enne attaccante di Nottingham, in collaborazione con DJ Pied Piper, ma purtroppo è stata la cosa meno eclatante che Cole abbia realizzato quell’anno: si fermò solo alla posizione 68 della UK Chart.

Vinnie Jones

Poteva mancare il bad boy per eccellenza del calcio? Vinnie Jones, mediano passato alla storia per il suo stile duro e aggressivo, in particolare negli anni passati al Wimbledon, si è saputo costruire una carriera parallela a quella nel calcio, debuttando già nel 1998 come attore nel film Lock & Stock di Guy Ritchie.

Nel 2002, pochi anni dopo essersi ritirato, Jones, rilasciava l’album Respect, in cui era inclusa una cover di Big Bad Leroy Brown, un brano classic-rock di Jim Croce del 1973. La sua performance live a Top of the Pops, quell’anno, ha fatto storia.

Clarence Seedorf

Sulla scia del connazionale Gullit, un altro celebre milanista ha dimostrato un grande talento musicale: parliamo di Clarence Seedorf, visto in Italia anche con le maglie di Sampdoria e Inter, e grande appassionato di rock e di black music.

Nel 2007, Seedorf ha pubblicato l’album Percorsi di vita, in cui eseguiva diverse cover di pezzi più o meno noti della variegata tradizione musicale black, come l’affascinante blues di Sittin’ on the Docks of the Bay, uscita per la prima volta nel 1968 e realizzata da Otis Redding.

Slaven Bilic

La musica non è solo quella in lingua inglese, e i calciatori musicisti si ritrovano in tutto il mondo. Anche in Croazia, terra d’origine di Slaven Bilic, attuale allenatore del Beijing Guoan ed ex-difensore della nazionale che arrivò terza ai Mondiali del 1998.

Bilic, grande appassionato di musica rock e discreto chitarrista, nel 2008 era divenuto allenatore della Croazia e decise di realizzare un brano per celebrare la qualificazione agli Europei, con il supporto della sua band, i Rawbau. Si intitola Vatreno Ludilo, che in croato significa “ardente follia”.

Jesé Rodriguez

Passano gli anni, e cambiano i generi: il calcio diventa sempre meno rock e sempre più rap ed elettronico. Ed ecco così che arriva Jey M, e cioè Jesé Rodriguez, uno dei talenti più discontinui e controversi del recente calcio spagnolo.

Nel 2016, il canarino era una delle stelle del Real Madrid, quando coinvolse l’amico DJ Nuno e altri suoi storici collaboratori per realizzare Yo Sabía, classico brano latino reggaeton perfetto per essere ascoltato in estate mentre si parte per le vacanze al mare. Quell’estate, Jesé passava al Paris Saint-Germain e la sua carriera entrava nella fase calante.

Jurgen Locadia

Non sarà famosissimo, ma Jurgen Locadia ha comunque avuto una discreta carriera: originario di Curaçao ma cresciuto in Olanda, si è messo in mostra come attaccante nel PSV Eindhoven, prima di trasferisi nel 2018 al Brighton. Nello stesso anno, pubblicava due singoli per Powerhouse Music.

Locadia è infatti un valido produttore musicale improntato all’elettronica, come dimostra il brano Echoes, il suo maggiore successo. La sua carriera in campo, però, non è stata altrettanto proficua: attualmente ritorna dal secondo prestito consecutivo, con l’ultima esperienza al Cincinnati, negli Stati Uniti.

Petr Cech

Essendo uno che ha costruito i suoi successi sportivi sulla propria abilità con le mani, Petr Cech non poteva non essere un appassionato di musica: tra i calciatori musicisti, finora, abbiamo visto chitarristi, cantanti e dj, ma il portiere ceco che ha fatto la storia del Chelsea si diletta invece alla batteria.

Sul suo canale YouTube potete trovare diversi video in cui si esercita a suonare sulla base di alcuni noti brani pop di Rihanna, Ed Sheeran o dei Linkin Park.

Ma la vera chicca della carriera musicale di Cech è la canzone natalizia realizzata nel 2015 per l’Arsenal Foundation (in quel momento il ceco giocava infatti a Londra), con due ospiti musicali d’eccezione: Nacho Monreal e un talentuosissimo Alexis Sanchez alla tastiera.

Pierluigi Gollini

Anche il portiere dell’Atalanta, con un passato in Manchester United e Aston Villa, nel 2018 ha mosso i suoi primi passi nel mondo del rap, con un brano sincopato in puro stile hip-hop, che parla delle origini, della fatica per emergere, della vita giovanile nelle periferie.

Gollini ha realizzato Rapper coi guanti sotto il nome d’arte di Gollorius e con la collaborazione del produttore musicale Retraz.

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