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Come il Bordeaux si è ritrovato sull’orlo del fallimento

Il Bordeaux, uno dei club storici di Francia, è da tempo in crisi di risultati ed economica, e la proprietà ha ora deciso di abbandonarlo, mettendolo in amministrazione controllata

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Un club storico, il Bordeaux: sei titoli francesi, la società che ha consacrato Alain Giresse, Jean Tigana, Cristophe Dugarry e Zinedine Zidane. E oggi a rischio fallimento, dopo che la proprietà ha deciso di tirarsi indietro, mettendolo in amministrazione controllata.

Una crisi, però, che durava da diverso tempo, poiché dopo lo scudetto del 2019 i Marines et Blancs non sono arrivati mai più su del quinto posto in Ligue 1. Le due scorse annate l’hanno attestato nella medio-bassa classifica, mentre al momento si trova sedicesimo, con soli cinque punti sulla zona retrocessione.

La crisi del Bordeaux

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Nel pomeriggio di giovedì 22 aprile 2021, la proprietà del club francese ha annunciato di essere più interessata a sostenere economicamente il club. Si tratta di King Street, grosso fondo speculativo statunitense che aveva rilevato il Bordeaux nel luglio 2018 come socio di Joseph DaGrosa, CEO del fondo American Capital Partners. Sebbene DaGrosa fosse stato nominato presidente, era evidente anche dalle quote azionarie che fosse King Street ad avere il vero controllo del club.

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Fonte: @girondins (Instagram)

Il Covid e il flop dell’accordo tra la Ligue 1 e Mediapro hanno rappresentato due grandi ostacoli economici per la società, e i dissapori tra DaGrosa e King Street hanno portato all’esclusione del primo dalla società a dicembre 2020. Il valore del Bordeaux ha iniziato a precipitare e i debiti ad aumentare, e già a inizio marzo in Francia si era parlato di rischio bancarotta e che King Street avesse intenzione di vendere.

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Quasi due mesi dopo, nessun acquirente è stato trovato, e il fondo americano ha scelto di farsi da parte. Nel giro di un’ora dall’uscita dell’indiscrezione sui media, la dirigenza ha comunicato ufficialmente sul proprio sito la decisione di mettere il Bordeaux in amministrazione controllata presso il Tribunale di Commercio locale. Una mossa che sa di resa, e che è l’ultima carta da giocarsi prima della bancarotta, nella speranza che il tribunale riesca a trovare per tempo un compratore.

Anni di investimenti sbagliati e delusioni

Come sottolineato nel comunicato, fin da quando ha sostituito DaGrosa King Street ha investito ben 46 milioni di euro nel club, che però non sono serviti a contenere le perdite. La crisi del Bordeaux, tra alterne vicende, va sostanzialmente avanti almeno dall’arrivo della proprietà americana.

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Nella sua prima campagna trasferimenti, DaGrosa aveva venduto a peso d’oro Malcolm al Barcellona, investendo parte del ricavato in acquisti a vuoto di giovani che non si sono confermati all’altezza: Josh Maja, Raoul Bellanova e Samuel Kalu. Un anno dopo, altre grandi cessioni (Koundé, Tchouameni) controbilanciate da scomesse sbagliate, come Remi Oudin o il veterano Laurent Koscielny.

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Fonte: @girondins (Instagram)

Tre stagioni, quattro allenatori: Gustavo Poyet è durato appena due mesi, il suo sostituto Ricardo Gomes è arrivato a sei, mentre Paulo Sousa è arrivato fino allo scorso agosto, prima di farsi da parte. La stagione attuale è iniziata con una rivoluzione: Alain Roche direttore sportivo e Jean-Louis Gasset nuovo allenatore, ma praticamente nessun rinforzo per una rosa reduce da un dodicesimo posto in Ligue 1, esclusi il prestito di Seri dal Fulham e l’ingaggio dello svincolato Ben Arfa.

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L’ultimo punto dei Marines et Blancs risale al 14 febbraio, pareggio a reti inviolate con un allora disatrato Marsiglia; considerando anche la Coppa di Francia, l’ultima vittoria è datata 24 gennaio, col 2-1 interno sull’Angers. Da giorni Gasset ha detto pubblicamente che se ne andrà a fine stagione, e sui media francesi fino a oggi si è parlato del Bordeaux più per il possibile sostituto in panchina che per i risultati.

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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