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Fonte: Instagram @championsleague

Dalla rete di Javi Martinez alla conferma di Koundé, passando per Neuer e il confronto tra allenatori: quali sono state le chiavi di Bayern-Siviglia

Le competizioni internazionali sono quelle manifestazioni nelle quali si parte in tanti e alla fine vince il Bayern. Una celebre frase applicata al calcio, rivisitata ma veritiera, che potrebbe riassumere in pieno Bayern-Siviglia. Che, dopo aver vinto la Champions League meno di un mese fa, ha sollevato anche la Supercoppa Europea al cielo di Budapest. Lo ha fatto nel migliore e più cruento (per gli avversari) modo possibile, ovvero in rimonta e ai supplementari.

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Vittima designata, questa volta, il Siviglia, corazzata da Europa League che con la Supercoppa ha un feeling decisamente negativo: delle cinque finalissime disputate fino a oggi ne ha vinta solo una, mentre il Bayern Monaco è al secondo successo in questa manifestazione. A decidere il match è stato un gol di Javi Martinez, arrivato nell’entratime di un match aperto da un rigore di Ocampos e riequilibrato dalla rete dell’1-1 firmata da Goretzka.

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Bayern-Siviglia, all’improvviso Javi Martinez

Il gol di Javi Martinez è stato tanto provvidenziale quanto inaspettato. Primo, perché ha deciso Bayern-Siviglia, e secondo perché non era nemmeno scontato che lo spagnolo potesse giocare questa partita. Nei giorni scorsi pareva fosse fatta per il suo ritorno all’Athletic Bilbao, ma i baschi al momento non hanno l’accordo con i bavaresi e la trattativa è finita in stand-by. Entrato al 99esimo minuto, Martinez ci ha messo solo cinque minuti a trovare la via della rete. Decisivo.

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Neuer insuperabile

Ancora una volta, quando il gioco si fa duro, Manuel Neuer decide di scendere in campo in prima linea. Il fenomeno tedesco è stato decisivo con un paio di interventi straordinari. Certo, anche il fattore fortuna ci ha messo del suo, ma Neuer ha avuto il grande merito di tenere in partita il Bayern quando il Siviglia, nell’ultimo quarto d’ora, ha deciso di tentare il tutto per tutto. Sicuro in qualsiasi situazione, anche sotto pressione, provvidenziale su En-Nesyri nel finale. C’è tanto di lui in questo successo.

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Imprevedibilità offensiva

Interessante in chiave tattica il match interpretato dal Bayern, soprattutto da centrocampo in su. Flick ha schierato il suo solito 4-2-3-1 nel quale Gnabry e Sané hanno ampie libertà di muoversi e scambiarsi come e quanto vogliono, a patto che lo facciano coralmente al resto della squadra. Con Kimmich schermato da Rakitic, i bavaresi sono stati bravi a cercare alternative tra le linee. Una volta uscito il croato, poi, il baricentro si è alzato definitivamente con pressione costante e pioggia di occasioni.

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L’organizzazione di Lopetegui

Il Siviglia perde e piange, ma per l’ennesima volta gli andalusi hanno dimostrato di poter competere contro qualunque big europea ad armi pari. Era da tempo che il Bayern non soffriva così: fino a quando la condizione ha retto – il Siviglia era alla prima stagionale – il pressing alto non permetteva al Bayern di costruire bene dal basso e precludeva agli stessi tedeschi diverse soluzioni. Un primo tempo perfetto, nel secondo ci sono state diverse imperfezioni. Complessivamente, una buona prestazione.

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Jules Koundé è dominante

Una menzione la merita il giovane, ma già fortissimo, Jules Koundé, difensore centrale francese che il Bayern-Siviglia è stato sicuramente tra i migliori in campo. E poco importa se sul gol del pareggio (anche lui) si fa tagliare fuori, perché per il resto il match giocato su Lewandowski è da cineteca. Ennesima scoperta di Monchi, dopo un solo anno a Siviglia Koundé ha già catturato l’attenzione di molti top club. Il Real Madrid lo vuole, ma per quest’anno non si muove.

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