fabio silva premier league

Tralasciando la solita (ma comunque sempre attuale) tiritera sulla Serie A preclusa ai giovanissimi e sempre più attratta da quelli che vengono definiti “giocatori con esperienza”, è interessante rimarcare quello che sta accadendo in Premier League. Anche il campionato inglese, in passato, è stato accusato di essere troppo conservativo da quel punto di vista, la tendenza però è cambiata, eccome.

C’è un dato, in particolare, che ben spiega come i tecnici del campionato inglese siano sempre più aperti ai “baby-talenti”: in altre parole, trovare dei nati dal 2000 in poi sui campi e sulle panchine della Premier è sempre più frequente. I numeri, dicevamo: ebbene, nel secondo turno di campionato, quello disputato lo scorso fine settimana, sono scesi in campo ben 12 giocatori nati dal 2000 e in panchina ce n’erano altri 12.

Tanti talenti negli ultimi anni

I settori giovanili dei club inglesi, d’altronde, sono stati tra i più proficui degli ultimi anni nell’intero panorama europeo. I giovani nati nel terzo millennio sono la logica conseguenza di un cambiamento culturale che ormai va consolidandosi da un decennio a questa parte.

Tornando ai “magnifici 12” schierati nell’ultima giornata, ecco la lista: Connolly e Lamptey del Brighton, Greenwood del Manchester United, Ampadu dell’Aston Villa, Foden e Ferran Torres del Manchester City, Saka dell’Arsenal, Smallbone del Southampton, l’italiano Kean in forza all’Everton, Meslier del Leeds e i due portoghesi del Wolverhampton, Neto e Fabio Silva.

I più conosciuti

Alcuni di questi nomi sono già conosciutissimi dal grande pubblico: è il caso, ad esempio, di Phil Foden (28-05-2000), autentico “pallino” di Guardiola che lo fece debuttare 17enne, in un match di Champions League col Feyenoord: il talentuoso centrocampista offensiva ha collezionato anche la prima presenza in Nazionale, ad inizio mese contro l’Islanda (titolare).

E proprio al City è arrivato in questa sessione di calciomercato anche Ferran Torres (29-02-2000), promettente ala spagnola che ha già fatto vedere cose egregie col Valencia e finito poi nel mirino delle grandi di Spagna e d’Europa. Anche Ferran, peraltro, proprio ad inizio settembre ha collezionato le prime presenze in nazionale: titolare contro la Germania e un quarto d’ora contro l’Ucraina, caratterizzato dal primo gol segnato con la maglia delle “furie rosse”.

Sulla sponda opposta di Manchester, grande amico del già citato Foden, c’è anche Mason Greenwood (01-10-2001): anche la punta dello United ha esordito nel match vinto dall’Inghilterra in Islanda, il 3 settembre. I due, però, sono stati poi rimandati a casa per aver organizzato un incontro a luci rosse in albergo con due ragazze. Greenwood, comunque, ha impressionato nel suo primo “vero” anno in prima squadra col Manchester United, al di là del pur ottimo bottino di 10 gol in Premier League e 17 stagionali. Se il Man U resta tra le squadre papabili per finire tra le prime 4 anche quest’anno, come mostrano le quote antepost dei bookmakers online dotati di tutti i giochi del casino più conosciuti, una buona parte del merito è suo.

Di Moise Kean (28-02-2000) sappiamo praticamente tutto, è stabilmente nel giro della nazionale e si parla con insistenza di un suo ritorno alla Juventus; lo scorso anno, inoltre, abbiamo imparato a conoscere le qualità di Bukayo Saka (05-09-2001), elemento particolarmente duttile dal punto di vista tattico e che con l’Arsenal ha messo insieme 38 presenze ufficiali.

Fabio Silva è il più giovane

Non può passare inosservato neppure il debutto col Wolverhampton di Fabio Silva (19-07-2002): il 18enne attaccante, cresciuto nel Porto (con intermezzo di tre anni nel Benfica), con la regia del solito Mendes è passato alla corte di Espirito Santo in cambio di 40 milioni di euro. Vedremo se l’investimento dei Wolves pagherà i suoi dividendi, di certo si tratta di una scommessa visto che parliamo di un ragazzo con alle spalle 8 presenze nel campionato portoghese.

La chiusura è per Tariq Lamptey (30-09-2000): l’esterno del Brighton è stato il migliore in campo nella partita vinta col Newcastle, decisivo nei primi due gol dei “Seagulls” e un’autentica furia in campo. Ha la possibilità di scegliere tra la nazionale ghanese e inglese (propende per quest’ultima, è già nel giro dell’Under 21) e la sua valutazione ad oggi sfiora i 20 milioni di euro.