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Tacchinardi: “Morata un gradino sotto Dzeko e Suarez, Pirlo mi sta sconvolgendo”

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Fonte: Instagram @ur_art_littlegallery

Non è Davids e forse mai lo diventerà, ma il solo paragone non può che inorgoglire Weston McKennie che è stato acquisto in sordina della Juve e piacevole sorpresa all’esordio con la Sampdoria. Con l’olandese, Alessio Tacchinardi ha condiviso 169 partite. Lo riconoscerebbe ovunque, in ogni potenziale talento. “Certo qualcosa in comune c’è, ma nelle caratteristiche sono diversi. Edgar era più potente, più elettrico. Lui, McKennie, è molto ordinato tatticamente e forse bada più alla fase difensiva. E comunque – le parole dell’ex centrocampista della Juve ai microfoni di Minuti di Recupero – non basta una sola partita per certi paragoni o giudizi definitivi. Aspettiamo…”.

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Sulle orme di Edgar ma con qualità differenti

Ne serviranno una decina, di gare, per cominciare a capirci qualcosa in più su questo americano, 22 anni, che incuriosisce. “Contro la Sampdoria mi ha impressionato, è molto dinamico, è un martello e poi gioca ovunque sempre con lo stesso rendimento“. Tacchinardi frena sui paragoni con l’ex compagno ma non pone limiti alla carriera di McKennie: “Davids era un purosangue ed è stato un fenomeno. Mi auguro che McKennie continui a fare bene e spero possa rivelarsi sempre più una piacevole sorpresa”.

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Morata e il ‘limite’ in comune con Icardi

In attacco è arrivato Alvaro Morata che è stato per giorni alternativa dei veri obiettivi: “Dzeko o Suarez sono di livello assoluto, mi avrebbe fatto piacere vederli alla Juve. Morata è un gradino sotto. Da 4 anni non è sempre titolare. Per essere un top gli manca ancora qualcosina ed è un peccato. Come Icardi, avrebbe tutto per essere titolare in qualsiasi big europea”. Tacchinardi ricorre a un altro pezzo del suo passato: “Per imporsi, Morata dovrebbe avere la fame di Gianluca Vialli, quel plus in più per fare la differenza. In sintesi, resta un ottimo attaccante, ma non è tra i primi 3-5 al mondo”.

Pirlo come Allegri: leggerezza e felicità

Pirlo legava il gioco e ora fa lo stesso con le opinioni: “Avevo dubbi sulla pressione, che alla Juve è clamorosa, ma fino a questo momento – dice Tacchinardi – dobbiamo solo fargli i complimenti. La sua forza è il distacco col resto dell’ambiente. Pirlo mi sta sconvolgendo in maniera positiva. Forse è arrivato al momento giusto nel posto giusto. La Juve, dopo Sarri, aveva bisogno di leggerezza e serenità, con una metodologia meno invasiva a livello mentale sul discorso tattico e di movimenti. Questa Juve mi ricorda la prima di Allegri dopo Conte“.

Lo strano effetto Conte e la favorita per lo scudetto

A proposito di Conte, il passato ritorna ancora: “Anche se è già trascorso un anno, vederlo sulla panchina dell’Inter continua a farmi un effetto strano“. La favorita per lo scudetto ha due colori e non sono il nero e l’azzurro: “Per rispetto dei 9 titoli di fila vinti, la Juve resta avanti: è lei la favorita. Ha valori che in pochi hanno. Ma l’Inter ora è vicinissima. Sarà un campionato super interessante”.

di Fabio Tarantino

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