Barcellona Real Madrid 1-3, l’analisi: le 3 chiavi del match

Barcellona Real Madrid è stato un match abbastanza basico nei contenuti, vinto da chi ha sbagliato meno. Breve analisi del Clasico in tre punti

Due squadre in crisi, tanti assenti, hype ai minimi termini: con queste premesse al Camp Nou, deserto come da imposizioni, si è giocato Barcellona Real Madrid, un Clasico in tono minore ma pur sempre una delle partite più sentite del mondo. I Merengues l’hanno spuntata giocando una prestazione intelligente e organizzata, senza strafare ma, contestualmente, individuando bene e sfruttando i punti deboli dell’avversario.

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Per correttezza, va anche detto che il gol in grado di indirizzare la partita è arrivato su un rigore più che discutibile, assegnato da un Martinez Munuera autore di una prestazione abbastanza confusa. Sergio Ramos, probabilmente, l’mvp di questo Barcellona Real Madrid, lo ha trasformato, permettendo ai Blancos di incanalare al meglio la partita.

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Barcellona Real Madrid: blaugrana carenti negli ultimi metri

Barcellona Real Madrid ha confermato, tra le tante cose, la mancanza di cattiveria blaugrana nell’ultimo terzo di campo. Messi e Coutinho sono arrivati spesso e facilmente al limite dell’area avversaria, sbagliando – specialmente quest’ultimo – la soluzione finale. L’ultimo passaggio è mancato, depotenziando così le ottime sovrapposizioni di Dest e Jordi Alba.

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Una di queste ha anche portato al gol di Ansu Fati: Messi, che spesso scalava a metà campo per ricevere palla, ha illuminato con il suo sinistro un inserimento del terzino sinistro, bravo a leggere il taglio in area del giovane talento classe 2002. Ma questa è una delle poche volte nel quale il Barça ha affondato il colpo. Per il resto, solo confusione e tanta imprecisione.

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Benzema, un valore aggiunto in costruzione

Anche il Real Madrid ha avuto il suo regista offensivo di prestigio. Benzema non ha segnato, ma ha disputato un match perfetto per quanta riguarda sacrificio e abnegazione. Il francese, dopo pochi minuti, con un movimento a elastico ha aperto le linee schierate del Barcellona, sterzato e messo in porta Valverde. Un colpo dei suoi, come spesso siamo abituati a vedere.

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Nella ripresa, quando i Merengues hanno attaccato maggiormente, spesso si decentrava sulla destra per raccogliere palla e invitare i compagni all’inserimento. Dalle sue iniziative sono arrivate tutte le palle più pericolose dalle parti di Neto. Sicuramente Benzema è da considerare una risorsa preziosa a 360 gradi: quando dirà addio, il Real Madrid dovrà essere bravo a individuarne il sostituto.

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Barcellona sconfitto, ma a testa alta

Barcellona Real Madrid ha confermato le impressioni che i blaugrana avevano dato in questo primo scorcio di stagione. La squadra deve ancora trovare una propria dimensione e Koeman, chiamato dal club in un momento storico complicato, sta cercando di capire come incastrare al meglio le tessere del puzzle. La partita, comunque, non è stata preparata male, visto che nel primo tempo i Blancos hanno faticato a contenere le percussioni culé.

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Paradossalmente, quindi, si può affermare che il Barça non esca poi così male da questo Clasico, risolto principalmente dall’episodio del rigore e chiuso nei minuti finali, quando il match sembrava già essere archiviato. Un unico appunto potrebbe essere fatto sulle tempistiche dei cambi: Koeman, sotto 1-2, ha fatto tre sostituzioni contemporanee solo all’80°. Forse un po’ tardi per pensare di cambiare l’inerzia della partita. Ma, anche in questo caso, si parla di dettagli.

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Andrea Bracco
Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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