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Fonte: Instagram @leedsunited

Il Leeds continua a stupire: la terza vittoria in Premier League è l’occasione per analizzare ai raggi X alcune fasi di costruzione del gioco di Bielsa

Nell’anticipo valido per il sesto turno di Premier League il Leeds di Marcelo Bielsa ha messo insieme la sua terza vittoria in campionato. Lo ha fatto per 3-0 sul difficile campo dell’Aston Villa, altra squadra partita fortissimo, grazie a una tripletta di Patrick Bamford: il centravanti inglese, sul quale molti nutrivano dubbi, si sta confermando come il terminale offensivo perfetto per la filosofia del Loco.

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Infatti, come si può ben notare guardando i calciatori del Leeds muoversi in campo, Bamford fa ‘solo’ parte di un sistema più ampio, volto a coinvolgere la totalità dei singoli in campo. Per questo le squadre di Bielsa sono particolarmente famose e le città in cui opera il manager argentino, seppure tacciato di integralismo estremo, vengono prese d’assalto da allenatori che vorrebbero carpirne i segreti.

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Tempi, passaggi e verticalizzazioni

In tal senso, è sempre interessante analizzare nello specifico le azioni che portano le squadre di Bielsa al gol. Il trait d’union di ognuna di queste è rappresentato dal fatto che, in questo caso il Leeds, difficilmente prova la ricerca del lancio lungo. Viceversa, i team del Loco forzano la giocata ai limiti dell’estremo prendendosi rischi – talvolta calcolati – per non doversi snaturare. Il primo gol di Bamford è il risultato di una manovra cominciata quasi al limite dell’area difensiva

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Dallas, il primo a toccare la palla posizionato sul centro-destra, dà il là all’azione trovando l’appoggio di un centrale di centrocampo, bravo in seguito a scaricare palla su Rodrigo. Lo spagnolo ha tre opzioni: andare avanti, leggere lo smarcamento a destra di Bamford o servire tra le linee Harrison. Sceglie quest’ultima e va ad aggredire lo spazio ricevendo in area di rigore. Sul secondo palo il numero 9 non può fare altro che appoggiare la palla in rete a porta vuota. Il tutto, dopo soli 5 passaggi.

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Klich, il risolutore della mediana

Il secondo gol ha ancora origine nella metà campo difensiva del Leeds. Dopo un bel pallone recuperato da Sheckleton, gli Whites ripuliscono l’azione e trovano la prima linea di passaggio in verticale. Klich, centrocampista polacco fondamentale per gli equilibri del Leeds, imbastisce una transizione che termina con un appoggio su Bamford.

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I centrali dell’Aston Villa temporeggiano e si allargano per anticipare la giocata laterale, ma Klich scarica sul movimento a elastico di Bamford che, dopo aver sterzato nello spazio verso destra, lascia partire un sinistro imparabile. Le squadre di Bielsa cercano poco la soluzione centrale perché amano giocare in ampiezza, come dimostra il match del Villa Park. Tuttavia, Bielsa ha ovviato a questa carenza schierando una punta – in questo caso Rodrigo – qualche metro dietro al centravanti.

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Ragnatela di passaggi: Leeds e sviluppo del gioco

Il terzo gol di Aston Villa – Leeds è forse il migliore per costruzione. Tutto parte addirittura dal portiere francese Meslier, che gioca palla al limite della propria area per Dallas, bravo a impostare dal basso per i movimenti a smarcarsi dei centrocampisti. La palla di Rodrigo stavolta trova sbocchi sulla destra, con Helder Costa che – dopo aver scambiato nello stretto con Klich – serve Bamford per il 3-0 finale.

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Tutto molto bello, ma soprattutto preparato a memoria. È questo che impressiona degli Whites e, più in generale, di tutte le squadre allenate da Bielsa. Che potrà sì essere un personaggio controverso, ma a suo modo sa dare un’impronta forte e identitaria a tutti i club in cui è chiamato a lavorare. L’impressione, quindi, è che sulle tribune di Elland Road – quando gli stadi riapriranno – ci sarà la coda per vedere all’opera questo Leeds.

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