andrea carboni cagliari

Dopo aver guidato la difesa della Primavera del Cagliari, Andrea Carboni ha esordito in Serie A contro la Spal. Il classe 2001, titolare nel successo per 4-2 sul Torino, è il secondo centrale più giovane ad essere partito dal 1′ in questo campionato.

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“Carboni ha giocato una partita spettacolare”. L’esordio dal primo minuto in Serie A del classe 2001 potrebbe essere perfettamente riassunto così, con le parole di quel Walter Zenga che, dopo il suo arrivo sulla panchina del Cagliari, non ha mai nascosto la stima e l’apprezzamento verso il giovane centrale. Contro il Torino, i rossoblù guidati dall’ “Uomo Ragno” hanno ottenuto la seconda vittoria consecutiva in campionato. Un successo fondamentale nella rincorsa europea dei sardi. Una sfida nella quale ha brillato la stella di Carboni.

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Ottantasette i minuti collezionati contro i granata, dopo l’unico giro di lancette che lo ha visto protagonista in casa della Spal. Con Klavan non al meglio e Pisacane infortunato, L’ex tecnico del Venezia ha deciso di lanciare Carboni nel trio di difesa, affiancandolo a Walukiewicz e Ceppitelli nel 3-5-2 iniziale e trasformandolo così nel secondo centrale più giovane ad essere partito dal primo minuto in questa stagione (il record appartiene al diciassettenne Papetti del Brescia). Una scelta coraggiosa e ponderata al contempo, premiata dalla grande prestazione del gioiellino di Tonara, paese d’origine di Marco Sau, grande bandiera rossoblù prima del suo addio nella scorsa stagione. Coincidenze importanti.

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Promessa mancata del Ju-jitsu

Da promessa sarda del Ju-jitsu a nuova stella del Cagliari di Zenga. È la curiosa storia di Carboni, cintura nera nella disciplina giapponese all’età di 12 anni, prima di trasformarsi poi in una colonna portante nei vari reparti difensivi delle giovanili rossoblù. Perché la passione  per le arti marziali è passata in secondo piano a favore dell’amore sconfinato verso il pallone. E meno male, verrebbe da dire.

Protagonista della strepitosa cavalcata della Primavera rossoblù, Carboni ha collezionato 20 presenze quest’anno, condite dalla doppietta messa a segno nel 3-0 in casa del Chievo. Numeri importanti per il classe 2001, capace di formare insieme all’amico Boccia un duo difensivo solido e a tratti insuperabile. Una sicurezza per il tecnico Canzi, promosso a secondo della prima squadra dopo l’arrivo di Zenga in panchina. Un fattore certamente importante nell’inserimento di Carboni tra i “grandi”.

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Andrea Carboni, le caratteristiche tecniche

Per comprendere al meglio il valore del giovane centrale rossoblù, basterebbe soltanto ammirare con quanta disinvoltura e sicurezza ha affrontato il “gallo” Belotti nella sfida della Sardegna Arena. Interventi precisi, anticipi puntuali e un’attenzione costante: c’è tutto nella prestazione del centrale mancino. Forte di testa e bravo nell’impostazione dal basso, il classe 2001 è stato solitamente impiegato in una difesa a quattro tra le fila della Primavera, dimostrando tuttavia contro il Torino di sapersi adattare al meglio ad una retroguardia a tre. Una dote importante per Carboni,giocatore che può già vantare una presenza con la nazionale italiana Under 19.

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Arma in più

Gli 87 minuti in campo contro il Torino potrebbero essere soltanto l’inizio di una lunga storia d’amore tra il Cagliari e Carboni. Con i tanti impegni ravvicinati e i numerosi infortuni che hanno colpito la retroguardia isolana nel corso della stagione, il centrale di Tonara potrebbe infatti rivelarsi una vera e propria arma in più per Zenga in questo sprint finale. Il Cagliari, nel frattempo, lo ha già blindato, facendogli firmare il primo contratto da professionista nel dicembre scorso. Una mossa lungimirante per il difensore, che rimarrà legato ai colori tanto amati fino al prossimo 2022.

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Dopo l’esordio in A e i tanti complimenti ricevuti, ora Carboni non vuole più fermarsi. Perché Andrea ha un altro sogno, quello di contribuire a regalare al Cagliari e ai suoi tifosi quel tanto agognato piazzamento europeo.

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