alessio cragno
Fonte: Instagram: @alecragno28

Il ritorno dall’infortunio, un soprannome da eroe dei fumetti e le grandi prospettive future: il Cagliari si coccola Alessio Cragno, l’ennesima plusvalenza rossoblu

Se cercate una sua immagine su Google, molto probabilmente vi uscirà un suo fotomontaggio da supereroe. E non a torto. Alessio Cragno è il baluardo numero uno del Cagliari, nonché uno dei portieri più in forma della Serie A. Dal rientro post infortunio, che gli aveva fatto perdere tutta la prima parte di stagione, l’ex bresciano è risultato – media voti alla mano – uno dei portieri più efficaci d’Italia. C’è un motivo se, nel recente passato, Roberto Mancini aveva speso ottime parole su di lui.

E, ovviamente, non c’è da chiedersi perché il Cagliari, una volta recuperato l’estremo difensore, abbia rispedito al mittente Robin Olsen, che pure aveva fatto bene a inizio stagione. Contro il Lecce, Cragno ha sfoderato l’ennesima prestazione da stropicciarsi gli occhi: sicuro tra i pali, decisivo nelle uscite, a referto ha messo anche almeno due interventi risolutivi, uno dei quali straordinario su Farias, negando di fatto i tre punti alla squadra di Liverani.

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Alessio Cragno, l’uomo dai super poteri

Lo chiamano ‘Uomo Cragno’ per l’assonanza del cognome con il celebre personaggio dei fumetti, ma anche perché – proprio come Spiderman volava da un palazzo all’altro munito solo della sua ragnatela – il portiere del Cagliari è reattivo e plastico tra i pali. Le sue leve e la sua esplosività fisica gli permettono di portare a compimento parate incredibili, proprio come quelle che hanno aiutato i sardi a chiudere la porta per il secondo incontro di fila: “Il clean sheet non è solo merito mio, ma soprattutto della squadra che mi ha aiutato tanto”, ha detto nel postpartita.

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Ed effettivamente, nonostante la sofferenza per gli attacchi salentini, l’intero reparto del Cagliari ha funzionato meglio. L’assenza di tifo sugli spalti ha aiutato a capire come Alessio Cragno sia il leader incontrastato del reparto arretrato rossoblu. Urla, incitamenti, talvolta qualche parolaccia, tenendo però sempre la concentrazione molto alta. Poi, quando la palla arrivava in porta, ci ha pensato lui: alla fine le parate messe a referto saranno ben 11, il top per la 32esima giornata di Serie A.

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Il crack alla spalla e il rientro

Eppure la stagione di Cragno era cominciata molto male. Durante un’amichevole di agosto giocata contro il Fenerbahce, il numero 28 rossoblu aveva riportato un brutto infortunio alla spalla destra, poi operata il mese successivo dopo attente valutazioni da parte dello staff medico. Così il classe 1994 originario della Toscana si era perso tutto il girone di andata, costringendo il Cagliari a prelevare in fretta e furia Robin Olsen dalla Roma.

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Contro l’Inter, a fine gennaio, il rientro in campo: “È stato un incubo – disse alla fine dei novanta minuti disputati contro i nerazzurri – solo la mia famiglia sa quanto ho sofferto. Ora però sto meglio e voglio aiutare la squadra a raggiungere grandi traguardi”. Ai tempi il Cagliari lottava per un posto in Europa, oggi invece le ambizioni si sono un po’ ridimensionate, ma la classifica è tranquilla e la società può già programmare la prossima stagione.

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L’incontro con Zenga e la Nazionale

Quella del 2020 doveva essere l’estate dell’Europeo itinerante, al quale Cragno avrebbe potuto partecipare come terzo portiere. L’infortunio alla spalla aveva però fatto valutare a Mancini qualche soluzione alternativa, anche se per il fresco 26enne lanciato dal Brescia il ct ha sempre avuto un debole. Il rinvio per cause di forza maggiore, paradossalmente, ha invece aiutato il portiere del Cagliari, che in vista dell’anno prossimo vuole farsi trovare ancora pronto.

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In tal senso, saranno fondamentali l’affiancamento e i consigli di Walter Zenga, che proprio con la Nazionale vanta un’ottima esperienza: “Quando il mister giocava ero troppo piccolo e non lo ricordo – ha raccontato -, ma avere un allenatore che capisce di portieri per me è un valore aggiunto”. Con il Cagliari, Alessio Cragno ha di recente rinnovato fino al 2024, spazzando così via ogni voce di mercato che lo vorrebbe lontano dall’isola. Ma l’impressione è che, dopo Nicolò Barella, la prossima grande plusvalenza rossoblu possa essere lui.

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