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Fonte: Instagram @psg

Nella giornata del sorteggio dei quarti di Champions League, l’urna di Nyon ha regalato all’Atalanta l’affascinante sfida con il PSG

Il futuro prossimo dell’Atalanta parla francese. L’urna di Nyon ha riservato alla Dea un avversario particolarmente affascinante: sarà infatti il ricchissimo PSG dello sceicco a tenere a battesimo i nerazzurri per i loro primi quarti di finale assoluti di Champions League, raggiunti con impegno e sacrificio nonostante un percorso pieno di insidie. Dopo aver passato in extremis la fase a gruppi, l’Atalanta ha superato agilmente l’ostacolo Valencia, vincendo sia a San Siro che a Mestella.

La doppia sfida con gli spagnoli, molto chiacchierata per i presunti strasichi a livello sanitario, ha regalato la definitiva dimensione europea a una squadra che, in Italia, ormai da tre anni si è seduta al tavolo delle grandi. Il PSG ovviamente parte favorito, almeno sulla carta, ma nell’analizzare globalmente la partita non si può certo non tenere conto di certe situazioni venutesi a creare per cause di forza maggiore.

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Atalanta in Champions League: nei quarti di finale la sfida al PSG

Per esempio, il PSG ha giocato l’ultima partita ufficiale a inizio marzo e, di conseguenza, quando i francesi scenderanno in campo per affrontare l’Atalanta, saranno passati oltre cinque mesi dall’ultima sgambata di un certo livello. Tanti, soprattutto in un calcio come quello attuale, nel quale la componente fisica assume sempre di più un’importanza primaria nel perseguimento del risultato. Ecco, quanto potrà incidere questa pausa?

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Se lo sono chiesti anche nella capitale francese, dove da tempo il tecnico Thomas Tuchel sta facendo seguire una sorta di mini-preparazione per far sì che muscoli e fisico dei suoi ragazzi si mantengano in una condizione accettabile.

In quest’ultimo mese prima della ripresa delle ostilità – con i parigini in prima linea nella contestazione contro le misure anti Coronavirus prese dal governo centrale – si riparla di pallone, schemi ed eventuali scelte. Il tutto, con un occhio a quella che sarà la prossima stagione, con relativi ragionamenti di mercato.

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Come sta il PSG?

In questi mesi i giocatori del PSG sono stati gestiti in maniera abbastanza eterogenea. Gli stranieri sono quasi tutti tornati nei rispettivi paesi, trovando – chi più chi meno – anche diverse difficoltà per rientrare in Francia.

Tra le poche eccezioni c’è Marco Verratti, rimasto a Parigi con la famiglia: “È stato un periodo particolare – ha raccontato a L’Equipe – ma sento di aver fatto la cosa giusta a non andare via”. Sottotitolo: questa pandemia ci ha segnati soprattutto dal punto di vista mentale.

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Sarà quindi compito di Tuchel mantenere la barra dritta, (ri)motivando un gruppo che per forza di cose potrebbe aver staccato la spina. L’Atalanta, soprattutto in partita secca – dai quarti in poi la competizione si svolgerà interamente a Lisbona -, può essere un’avversaria terribilmente pericolosa, soprattutto perché è una delle poche squadre ad aver ripreso il filo del discorso abbandonato a metà marzo. La Dea non è quindi da sottovalutare: per questo motivo il manager tedesco dovrà lavorare in primis sulla testa dei suoi ragazzi.

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Una squadra più matura

In campo, prima del lockdown, il PSG aveva dato indicazioni abbastanza incoraggianti. Dopo aver vinto in ciabatte la Ligue 1, la squadra di Tuchel si è sbarazzata del Borussia Dortmund negli ottavi di Champions League, ribaltando la sconfitta in terra tedesca con un’ottima prestazione tra le mura amiche. Inoltre, Bayern Monaco a parte, i parigini stavano cominciando a far intravedere una forma fisica decisamente invidiabile.

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Ora le carte si sono nuovamente mischiate e, proprio per questo motivo, Tuchel – che avrà Cavani e Thiago Silva da gestire come separati in casa – chiederà gli straordinari ai suoi riferimenti tecnici.

Il primo è Idrissa Gueye, uno dei migliori centrocampisti difensivi d’Europa, capace – al fianco di Verratti – di comporre una cerniera mediana di ottimo livello. Poi Angel Di Maria, tra gli assist-man più efficaci della stagione, nonché un elemento tatticamente duttile capace di spaccare le partite.

Ultimo, ma non per importanza, arriva il reparto d’attacco. Il recente riscatto di Mauro Icardi viene visto come un investimento per provare a vincere nell’immediato. L’argentino, pur tra qualche difficoltà, si è dimostrato un discreto cecchino e il feeling con Neymar e Mbappé sta piano piano decollando.

Ecco, l’Atalanta dovrà stare attenta principalmente a loro, consapevole però che la difesa del PSG fatica molto se messa sotto pressione. Lì, probabilmente, si risolverà la sfida. E in una stagione come questa, sognare non è vietato.

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