lozano napoli

Finalmente Hirving Lozano. Un altro gol contro il Genoa per il messicano del Napoli: l’ex PSV sta dimostrando di aver imparato la lezione.

L’allievo e il maestro. Massimo rispetto, duro lavoro, nessun rancore. Il rapporto tra Lozano e Gennaro Gattuso non è stato sempre rose e fiori, rischiando di terminare anticipatamente alla vigilia della finale di Coppa Italia.

Quel giorno, durante l’allenamento di avvicinamento alla sfida con la Juventus, il tecnico del Napoli aveva allontanato anzitempo il suo giocatore così come accaduto qualche mese prima con Allan. Scarso atteggiamento.

Una miccia che rischiava di far esplodere un vero e proprio caso a poche ore dalla partita fin a quel momento più importante della stagione, e che invece si è rivelata il detonatore in grado di riaccendere il sacro fuoco nell’animo intristito del Chucky.

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Mezzaluna fertile

La scalata al ruolo di titolare del giocatore più costoso della storia del Napoli, prosegue senza sosta, facendo segnare un altro evento intermedio del quale tenere evidentemente conto.

Se la rete all’Hellas Verona era stata già un chiaro segnale di come il classe ‘95 avesse recepito nel modo giusto il messaggio speditogli dal suo allenatore, quella realizzata contro il Genoa pochi minuti dopo essere entrato in campo conta tanto e non solo perché alla fine è valsa tre punti in classifica. Voglia di riscatto e di mettere in mostra finalmente le qualità indiscusse che tutti gli riconoscono e che hanno spinto il club del presidente De Laurentiis a investire su di lui.

Nel gol segnato a Marassi c’è sintetizzato tutto il repertorio tecnico di Lozano. Velocissimo nella smarcarsi, abile a intuire la giocata del compagno, freddo sotto porta. Per informazioni, chiedere al malcapitato Biraschi, letteralmente polverizzato sullo scatto dal movimento a “mezzaluna” tanto caro in passato ad Alexandre Pato.

Un taglio interno profondissimo, reso possibile dal magistrale lancio di Fabian Ruiz, che potrebbe rappresentare l’essenza del modo di attaccare del Napoli che verrà.

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Il possibile ruolo di Lozano nel Napoli del futuro

 

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Bien equipo que lindo equipo ?? dai che bella squadra #campeones

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Con Callejon probabile partente visto il contratto in scadenza, toccherebbe infatti proprio al messicano raccoglierne la pesante eredità. Proprio lo spagnolo, i cui mortiferi tagli in area di rigore sui ripetuti inviti di Insigne dalla parte opposta, hanno fatto la fortuna dei partenopei in questi anni.

Una possibile nuova variante nel modo di attaccare lo spazio alle spalle delle difese avversarie, costrette a quel punto a non concedere tanto campo e dunque a giocare più guardinghe e meno spavalde.

Del resto, la velocità e la tecnica di Lozano sono ben note, così come la sua propensione al gol. Praticamente uno ogni due partite con il PSV Eindhoven, qualcosa che in Italia ancora non abbiamo visto, almeno fin qui. 5 le reti segnate in 28 presenze complessive, spesso a far in corso, ma soprattutto in posizioni molto diverse tra loro.

Tra Ancelotti e Gattuso, Lozano ha occupato tutti i ruoli d’attacco, senza riuscire a trovare una reale collocazione tattica. Questo aspetto, unito certamente alla poca continuità, ha inciso sulla sua prima stagione italiana, facendo storcere il naso a quanti non lo consideravano adatto al nostro calcio. Gli ultimi due squilli e il deciso cambio di atteggiamento fanno ben sperare. La guida tecnica avrà certamente apprezzato i tentativi di invertire la rotta e meritarsi il Napoli.

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Una stagione difficile da decifrare

I numeri di Lozano sono tendenti al negativo, ma è evidente come vadano interpretati in base a quello che è stato fin qui il suo impiego. Basti pensare che per ritrovarlo titolare dal primo minuto in una gara ufficiale, bisogna tornare indietro al 7 dicembre 2019 (Udinese-Napoli 1-1) e che da quando Gattuso siede sulla panchina azzurra è stato schierato dall’inizio solo in Coppa Italia nel match con il Perugia.

Dando uno sguardo alle statistiche Wyscout, si può notare come calci ancora poco verso la porta avversaria (2.65 tiri in media a partita), producendo un 0.44 di xG. Davvero troppo poco, rispetto al potenziale, intravisto in queste ultime uscite.

Trovare la giusta collocazione in campo e di conseguenza lavorare per migliorare a inserirsi nei meccanismi della squadra, renderà il tutto più semplice e meno traumatico. Per Lozano insomma, il peggio sembra alle spalle. Chi l’avrebbe detto solo qualche settimana fa?

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