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Il trequartista russo, arrivato in estate dalla Lokomotiv Mosca, ha segnato il suo primo gol con la maglia dell’Atalanta in Champions contro il Midtjylland

L’arco atalantino si arricchisce di una nuova freccia. Si tratta di Aleksej Miranchuk, trequartista prelevato nell’ultima sessione di mercato dalla Lokomotiv Mosca. Un giocatore che ci ha messo decisamente poco a mostrare le sue qualità, andando in gol all’esordio con la maglia nerazzurra nella prima sfida stagionale di Champions League contro il Midtjylland. Un debutto con i fiocchi, che spazza via i residui dubbi su un talento arrivato in Italia con qualche problema fisico.

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Miranchuk, stella della Lokomotiv Mosca

Miranchuk è dunque l’ultimo talento su cui gli abili scout dell’Atalanta hanno deciso di puntare. Quali sono i motivi che hanno spinto il club orobico a investire molto sul centrocampista offensivo della Lokomotiv Mosca? Certamente le prestazioni fornite dal trequartista classe ’95 nella società moscovita, in cui è arrivato nel 2011 dopo aver mosso i primi passi nel mondo del calcio nelle file dello Spartak.

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Dopo un solo anno nelle giovanili della Lokomotiv, entra a far parte della prima squadra e diventa progressivamente un punto di riferimento. Miranchuk si rivela un giocatore totale, riuscendo a fare la differenza sia sul piano dei gol che degli assist e dando il suo contributo in più posizioni nel settore offensivo. Grazie anche alle giocate sopraffine della sua stella, la Lokomitiv in 5 stagioni si aggiudica 1 campionato, 3 Coppe di Russia e 1 Supercoppa di Russia. Palmares di tutto rispetto per Miranchuk, così come i suoi numeri negli anni a Mosca: 231 presenze, 45 gol e 45 assist.

L’arrivo all’Atalanta da infortunato

Dopo una serie di stagioni convincenti nelle file della Lokomotiv, per Miranchuk arriva la prima grande chances fuori dal suo paese d’origine. In estate si fa avanti l’Atalanta, che si assicura il trequartista per 14,15 milioni di euro e gli offre un contratto di 5 anni a 1,7 milioni di euro a stagione. Un colpo importante, per un giocatore che tuttavia non può essere subito a disposizione.

Oltre al necessario ambientamento, Miranchuk arriva a Bergamo portandosi in dote un infortunio muscolare che lo ha tormentato nei mesi precedenti. Per il primo mese stagionale – molto importante solitamente per i giocatori che devono ambientarsi in Italia -non può essere schierato dal tecnico Gasperini. Nell’ambiente comincia a serpeggiare un po’ di malumore che, come in molti casi avviene, si rivela assai affrettato.

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Miranchuk, esordio da sogno con la Dea

In vista della gara contro il Midjylland valida per la fase a giorni di Champions League, Miranchuk torna a disposizione di Gasperini. Il tecnico lo porta in panchina e, sul punteggio di 3-0, lo fa entrare al posto di Duvan Zapata. Il russo ha un impatto devastante: al minuto 88, su passaggio dalla destra di Ilicic, lascia partire un sinistro a giro che non dà scampo al portiere avversario. Una perla che chiude il match e che regala al talento ex Lokomotiv una prima in nerazzurro con i fiocchi.

Euforico anche Gasperini nel post partita: “Miranchuk si è presentato con un infortunio abbastanza importante ed è stato fuori un mese. Ha ripreso da pochissimo e con noi non ha fatto una partita in campo aperto. Solo qualcosa con la Primavera”. Parole che descrivono la capacità del russo di essere subito decisivo nonostante i pochi allenamenti nelle gambe. Un exploit che lo rende un’opzione importante nel nutrito attacco atalantino, voglioso di dare spettacolo per tutto l’anno e in ogni competizione in cui la squadra è impegnata.

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