Psg, non solo Sergio Ramos: un altro nuovo acquisto non è felice

Anche Wijnaldum non è felicissimo per l’inizio della sua avventura al PSG: da stella del Liverpool a figura marginale nel club francese, non ha nascosto il suo disappunto

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“A essere sincero, non posso dire di essere del tutto felice. Questa non è la situazione che volevo”. Piuttosto chiaro, il concetto espresso da Georginio Wijnaldum, intervistato durante la sosta delle nazionali che venerdì scorso ha visto la sua Olanda vincere in Lettonia 1-0.

Al centro dei problemi del centrocampista è ovviamente la sua situazione al PSG, il club dove si è trasferito questa estate a parametro zero, ricevendo uno stipendio da 10 milioni l’anno, nono giocatore più pagato della rosa dei parigini. Ma, nonostante questo, le cose al club non stanno andando benissimo.

I problemi di Wijnaldum al PSG

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E come dargli torto? Al Liverpool, in particolare negli ultimi tempi sotto la guida di Jurgen Klopp, Wijnaldum si era affermato come una colonna della squadra, fondamentale sia in fase difensiva che offensiva, divenendo a tutti gli effetti uno dei migliori centrocampisti del mondo. Da un ruolo centrale ai Reds, però, l’olandese si è ritrovato in una posizione abbastanza marginale nel club francese.

Eppure, Pochettino lo ha schierato in campo in 11 partite stagionali su 12. Guardando però le statistiche dell’olandese, è chiaro che c’è qualcosa che non va, e non solo perché ancora non ha messo a segno gol o assist. Dopo essere partito titolare in tutte le prime quattro sfide dell’anno ed essere rimasto in campo per gran parte del tempo, dall’11 settembre Wijnaldum ha iniziato a veder calare drasticamente il suo minutaggio.

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In quella data, infatti, Pochettino ha deciso improvvisamente di lasciarlo in panchina. Probabilmente una decisione dettata dal bisogno di farlo riposare in vista della partita di quattro giorni dopo contro il Club Brugge, solo che poi in Champions l’allenatore lo ha sostituito dopo appena 45 minuti.

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Da quel momento in avanti, il mediano olandese è partito da titolare solo in un’occasione su cinque, giocando poco più di un’ora contro il Metz, e nelle altre quattro ha messo assieme appena 39 minuti, senza mai raggiungere nemmeno il quarto d’ora consecutivo in campo.

I motivi dell’esclusione di Wijnaldum

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Com’era prevedibile fin dall’inizio della stagione, Pochettino si trova a fare i conti co una rosa piena di talento e giocatori di primissimo piano, ma che ovviamente è sempre vincolata a schierarne solo undici in campo contemporaneamente. Esclusioni momentanee e sostituzioni sono cose con cui il tecnico argentino e i suoi giocatori devono avere a che fare di frequente, e per i più svariati motivi: d’altronde, anche Donnarumma e Messi stanno affrontando o hanno affrontato dei periodi di questo tipo.

Non è un caso che il calo di minuti di gioco di Wijnaldum sia andato in contemporanea con l’inserimento in rosa di Leo Messi, il grande colpo della scorsa campagna acquisti: Pochettino schiera tradizioalmente una difesa a quattro, e sa che, quando le condizioni fisiche lo consentono, in attacco devono giocare Messi, Neymar e Mbappé. Ciò lascia posto solo per altri tre giocatori in campo, di cui uno è senza dubbio Verratti e un altro è un faticatore di centrocampo come Gueye o Danilo Pereira. L’olandese si trova quindi a giocarsi il posto con Herrera, Paredes, Di Maria e Icardi, a seconda di come si orienta in campo la squadra.

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Il fatto di non essere più un elemento imprescindibile della squadra in cui gioca ha sicuramente spiazzato Wijnaldum, e la mancanza di gol contribuisce ad acuire la sua delusione per questo inizio di stagione.

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