Perché, nonostante tutto, Solskjaer potrebbe non essere esonerato?

La sconfitta nel derby di Manchester pone Solskjaer in una posizione di non ritorno: eppure il suo esonero non è (ancora) scontato

Il Manchester United cade ancora e questa volta lo fa nel derby, una stracittadina molto sentita che, per l’ennesima volta, spiana la strada per la fuga del Manchester City.

Ole Gunnar Solskjaer, ancora una volta, è finito sulla graticola: il manager dei Red Devils ormai non ha più nessuno dalla sua parte tra giornalisti e media, ma nonostante ciò al momento il suo esonero non è ancora stato comunicato. Conferma o rinvio? Difficile dirlo ora, tuttavia ci sono alcuni dati oggettivi che non si possono più ignorare.

Il record negativo di Solskjaer

Duncan Alexander, analista Opta per la Premier League, subito dopo la fine del derby di Manchester ha pubblicato un tweet nel quale rimarcava l’ennesimo record negativo di Solskjaer da quando guida lo United.

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Con la sconfitta incassata dal City, il norvegese ha perso il 21% delle partite casalinghe della storia dei Red Devils. Un dato clamoroso, soprattutto se messo a confronto con quello dei suoi predecessori. Il manager stacca di gran lunga tutti, da Mourinho a van Gaal fino a Moyes, per non parlare di Ferguson.

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A questo aggiungiamoci anche il peggior attacco e la peggior difesa delle cosiddette ‘big six’ della Premier League. Statistiche che condannano, oltre che le problematiche di una rosa mal costruita, anche il lavoro di Solskjaer.

manchester united
Fonte immagine: @STOCALCIO1 (Twitter)

Esonero o no?

Eppure, come accennato in precedenza, l’esonero non è scontato. A spiegare le motivazioni che si nascondono dietro questa possibile scelta da parte del Manchester United ci ha pensato Gary Neville, ex gloria del club e oggi giornalista.

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Neville rimarca come la durata del contratto di Solskjaer e il relativo stipendio portino lo United a pensare a fondo a questa eventualità, perché al momento la società ha problemi di bilancio e inserire uno ulteriore stipendio top sarebbe sanguinoso.

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Inoltre, a completamento di questo pensiero, si può aggiungere che l’unica alternativa top non è più disponibile, visto che Antonio Conte si è appena accasato al Tottenham. Quindi, chi al posto del norvegese? Anche questo è un, seppur relativo, problema, che difficilmente si risolverà a breve.

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