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Serie A a confronto: la classifica dopo trentotto giornate

La Serie A a confronto: dopo trentotto giornate di campionato la Serie A dello scorso anno appariva diversa rispetto a quella che ha chiuso la stagione.

Un altro mondo: questo era la Serie A se torniamo indietro di un anno esatto. Ma andiamo a vedere che cosa ci dice la classifica di quest’anno messa al fianco di quella di dodici mesi fa.

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Serie A: segnali da interpretare

Ecco dunque la classifica di Serie A dopo l’ultima giornata dello scorso campionato: 

  1. Juventus 83
  2. Inter 82
  3. Atalanta 78
  4. Lazio 78
  5. Roma 70
  6. Milan 66
  7. Napoli 62
  8. Sassuolo 51
  9. Fiorentina 49
  10. Verona 49
  11. Parma 49
  12. Bologna 47
  13. Cagliari 45
  14. Udinese 45
  15. Sampdoria 42
  16. Torino 40
  17. Genoa 39
  18. Lecce 35
  19. Brescia 25
  20. Spal 20

Juventus, Atalanta e Inter dominavano la Serie A in quel periodo con la Juventus prima in classifica a quota 83 punti, cinque in più dell’Atalanta formato Champions League di Giampiero Gasperini. Secondo in classifica l’Inter, che con 82 punti (nove in meno di quest’anno) inseguiva da breve distanza, appena davanti alla Lazio (78) ma distaccata ormai da Roma (70) e Milan (66). 

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La prima Inter di Conte viaggiava a -9 rispetto alla classifica attuale, che la vede nuova detentrice del titolo di campione d’Italia grazie alla vittoria sul Crotone ottenuta alla trentaquattresima giornata, combinata al pareggio dell’Atalanta contro il Sassuolo.

La “tragedia” di dodici mesi successiva al primato è dipinta di bianconero. -5 punti rispetto allo scorso anno che relegano la Juventus al quinto posto della Serie A.

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La sconfitta altisonante contro il Milan aveva aperto, a tre giornate dalla fine, la concreta possibilità di rinunciare a un posto in Champions League a favore proprio dei rossoneri e di un Napoli ritrovato. La vittoria contro il Sassuolo ha restituito fiducia nell’ipotesi di rimonta confermata dalla vittoria – dubbia – sull’Inter dell’ultimo turno.

Dopo la vittoria in coppa Italia con l’Atalanta e la grande vittoria contro il Bologna all’ultima giornata, i bianconeri di Andrea Pirlo hanno completato la rimonta posizionandosi quarti alle spalle di Inter, Milan e Atalanta nella corsa Champions League.

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Retrocessione

Ma se lasciamo per un attimo i piani alti di classifica e ci concentriamo su ciò che sta accadendo sul fondo, vediamo un’evidente analogia con la scorsa stagione: il Crotone è ormai retrocesso ufficialmente con la miseria di 23 punti conquistati, tre in più della Spal ultima l’anno scorso che retrocesse insieme a Brescia (25 punti) e Lecce (35). La squadra di Cosmi, dopo la sconfitta 2-3 contro il Bologna di Mihajlovic, subita dopo un primo tempo magistrale condotto per due reti a zero, ha incassato 4 gol anche dal Napoli, perdendo per 4-3.

Nella trasferta a Spezia ha subito 3 gol, nonostante Simy continui a segnare: sono 21 i gol in campionato del nigeriano. Altri tre gol subiti tra Udinese (2) e Sampdoria (1) hanno confermato la sesta sconfitta di fila in questa parte di stagione, striscia terminata grazie alla vittoria per 3-4 sul campo del Parma, dove Simy ha segnato altri due gol.

La sconfitta per 5-0 rimediata all’Olimpico nell’ultimo turno poi, ha confermato come il problema fondamentale dell’annata fosse proprio una difesa inadatta alla Serie A.

Davanti ai rossoblù calabresi Parma e Cagliari, le due squadre che insieme a Juventus, Lazio e Bologna hanno perso più punti rispetto alla scorsa Serie A. -29 per gli emiliani, oggi a quota 20 punti (erano 49 lo scorso anno validi per il decimo posto), -8 per il Cagliari, che dal tredicesimo posto dello scorso anno è scivolato al sedicesimo. 

I cambi in panchina, D’Aversa per il Parma e Semplici per il Cagliari, non sono riusciti a restituire la convinzione necessaria per uscire da questo rompicapo di difficile risoluzione. Il Cagliari si è però riuscito a salvare nel corso dell’ultimo mese di campionato, sorte non condivisa con il Parma che invece ha salutato ormai la Serie A da un po’.

 La classifica attuale recita dunque così: 

  1. Inter 91 (+9) [Campione d’Italia]
  2. Milan 79 (+13)
  3. Atalanta 78 (=)
  4. Juventus 78 (-5)
  5. Napoli 77 (+15)
  6. Lazio 68 (-10)
  7. Roma 62 (-8)
  8. Sassuolo 62 (+11)
  9. Sampdoria 52 (+10)
  10. Verona 45 (-4)
  11. Genoa 42 (+3)
  12. Bologna 41 (-6)
  13. Udinese 40 (-5)
  14. Fiorentina 40 (-9)
  15. Spezia 39 (Serie B)
  16. Cagliari 37 (-8)
  17. Torino 37 (-3)
  18. Benevento 33 (Serie B)
  19. Crotone 23 (Serie B) [Retrocessa in Serie B]
  20. Parma 20 (-29) [Retrocessa in Serie B]
  • * Una partita da recuperare

Milan e Sassuolo

Le due squadre che sicuramente saltano all’attenzione anche dei meno preparati sono Milan e Sassuolo. A questo punto della scorsa Serie A erano rispettivamente sesto il Milan con 66 punti conquistati, e ottavo il Sassuolo con 51 punti. Dodici mesi dopo, i rossoneri sono secondi e ufficialmente in Champions League dopo sette anni dall’ultima volta, mentre i neroverdi hanno migliorato di 11 punti il proprio score stagionale e agganciato la Roma al settimo posto.

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Se il Sassuolo ha chiuso lo scorso campionato in crescendo (ottavo posto, 51 punti) è la complessità di questa nuova stagione a celebrare definitivamente le ambizioni dei neroverdi di De Zerbi: ottavo posto a sessantuno punti, +11 rispetto allo scorso anno, un upgrade di altissimo livello per la squadra di De Zerbi.

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Dall’altra parte invece il Milan rivelazione di questa Serie A, con un bel +13 sull’anno scorso (66 i punti alla fine del campionato) e 79 punti da esporre nonostante un’ultima parte di stagione complicata.

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La vittoria con la Roma, in una gara giocata su alti ritmi, ha fatto vedere per l’ultima volta a Pioli il Milan che abbiamo imparato a conoscere nel corso dell’anno passato, ama i risultati successivi hanno nuovamente minato le certezze rossonere.

Dopo la sconfitta con lo United maturata all’inizio del secondo tempo grazie alla magia di Pogba, il Milan ha saputo reagire contro la Fiorentina conquistando una vittoria fondamentale. I tre punti ottenuti grazie al gol di Calhanoglu hanno permesso ai rossoneri di distanziare la Juventus, bloccata dal Benevento allo Stadium.

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Dopo il pareggio casalingo con la Sampdoria, il Milan ha saputo riprendersi ottimamente vincendo in trasferta contro il Parma. La seconda vittoria consecutiva contro il Genoa non ha scacciato i fantasmi, che puntualmente si sono ripresentati a San Siro con le sembianze di Raspadori.

Il crollo fisico e psicologico con la Lazio, viziato anche da un errore arbitrale, ha fatto il resto: la vittoria contro il Benevento ha restituito il quarto posto, mentre la grande vittoria contro la Juventus potrebbe aver definitivamente consacrato la stagione dei rossoneri a quella del ritorno in Champions.

Il pareggio col Cagliari aveva lasciato una sola possibilità ai rossoneri: vincere a Bergamo nell’ultima giornata. Vittoria puntualmente arrivata grazie alla doppietta di Kessié, che porta il Milan in Champions League da secondo in classifica.

Napoli ritrovato

Dopo un anno complesso concluso al settimo posto con 62 punti e 18 vittorie, il Napoli di Gattuso è finalmente fuori dalla tempesta. La classifica attuale recita +15 punti rispetto allo scorso anno, con già 24 vittorie all’attivo e un attacco tornato a segnare tanto (86 gol fatti, dietro solamente all’Atalanta) nonostante l’assenza prolungata di Mertens e Osimhen finalmente tornati a segnare.

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Oggi la squadra di Gattuso ha chiuso il campionato al quinto posto, lasciando grandi rimorsi al tecnico destinato a lasciare la panchina azzurra al termine della stagione per aver perso il posto in Champions League a causa di un pareggio con il Verona.

L’ultimo periodo per i partenopei non era stato facile da affrontare: critiche da tutti i fronti, problemi societari e infortuni costanti avevano limitato le possibilità di scelta e di manovra di Gattuso. Nel corso delle scorse settimane però, il Napoli è riuscito a conquistare nove punti contro Milan, Roma e Crotone dimostrandosi all’altezza dell’obbiettivo Champions League posto a inizio stagione.

Juventus, Lazio e Cagliari 

Il dramma, oltre alle situazioni di Juventus, Parma e Cagliari già analizzate, si nota nel Torino di Nicola, e nella Lazio di Simone Inzaghi. Con un -3 (Torino, 40 punti lo scorso anno) e un -10 (Lazio, 78 punti lo scorso anno) rispetto alla Serie A passata, le due squadre hanno chiuso la stagione con due spiriti diversi.

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Il Torino si è salvato al diciassettesimo posto della nostra Serie A, dopo essersi ritrovato più volte a rischio nelle ultime giornate. La squadra di Nicola ha attraversato un anno complicato, e in estate vedrà una grande rivoluzione per prepararsi al prossimo campionato con tutti gli effettivi pronti a non rischiare un’altra stagione così difficile.

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Per la Lazio la questione è differente: falcidiata dagli infortuni e dai casi di Covid, la squadra di Simone Inzaghi ha fatto fatica in Serie A nella prima parte di stagione, imponendosi però come realtà importante nel girone di Champions League. Inoltre, le belle prestazioni contro Atalanta, Cagliari e Sampdoria avevano restituito condizione e convinzione ad una squadra che Simone Inzaghi ha rivoluzionato sin dal suo arrivo, ma che è inciampata su se stessa contro il Bologna, a causa della brutta sconfitta patita contro il Bayern Monaco.

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La vittoria contro la rivelazione Udinese (40 punti e -2 rispetto allo scorso anno) ha restituito certezze e continuità ad una squadra eliminata brutalmente dai cannibali del Bayern Monaco in Europa. L’ennesima grande partita, questa volta contro il Verona, porta a quattro le vittorie consecutive, striscia allungata contro il Benevento (5-3) vittoria conquistata grazie al ritorno al gol di Ciro Immobile.

La sconfitta contro il Napoli però ridimensiona adeguatamente le ambizioni biancocelesti: il 5-2 del Maradona è l’emblema di una stagione altalenante, troppo legata allo stato di forma dei suoi uomini migliori. Caratteristica che si è riscontrata all’Olimpico contro il Milan: vittoria per 3-0, ma seguita dalla sconfitta contro la Fiorentina (2-0 al Franchi di Firenze).

Infine, dopo la sconfitta nel derby e il pareggio nel recupero con il Torino, la sconfitta con il Sassuolo ha solamente certificato la fase calante della squadra di Inzaghi verso la fine di questa stagione. La qualificazione in Europa League è magra consolazione, per una squadra che ha collezionato dieci punti in meno rispetto all’anno scorso.

Spotlight finali

Un ultimo appunto possibile da fare a Verona (45 punti, -4 rispetto allo scorso anno), Udinese (40 punti, -5 rispetto allo scorso anno)  e Atalanta (78 punti, gli stessi dello scorso anno): sia gli scaligeri, che hanno risposto presenti alla rivoluzione del mercato estivo, che i friulani hanno conquistato gli stessi punti dello scorso anno, facendo si che la continuità sia premiata. 

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L’arrivo di Pereyra e la conferma di De Paul hanno offerto una qualità importante per il centrocampo di Luca Gotti, anche se il prossimo anno potrebbe perdere l’argentino. 

Caso a parte per l’Atalanta, nuovamente in Champions League ma sconfitta in finale di coppa Italia, mentre molto bene la Sampdoria di Ranieri, che con 52 punti ha chiuso a +10 rispetto alla scorsa stagione.

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Simone Mannarino
Simone Mannarino
Classe '94 e laureato in Storia all'Università Statale di Milano, ama il calcio in ogni sua forma ed espressione. Alla costante ricerca di storie da raccontare che permettano di andare oltre ciò che vediamo tutte le domeniche.

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