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La Serie A a confronto: dopo venticinque giornate di campionato la Serie A dello scorso anno appariva assai diversa a quella che siamo vivendo oggi. 

Un altro mondo: questo era la Serie A se torniamo indietro di un anno esatto. Ma andiamo a vedere che cosa ci dice la classifica di quest’anno messa al fianco di quella di dodici mesi fa.

Serie A: segnali da interpretare

Ecco dunque la classifica di Serie A dopo la venticinquesima giornata dello scorso campionato: 

  1. Juventus 60
  2. Lazio 59
  3. Inter 57
  4. Atalanta 48
  5. Roma 42
  6. Verona 38
  7. Parma 36
  8. Milan 36
  9. Napoli 36
  10. Bologna 34
  11. Cagliari 32
  12. Sassuolo 29
  13. Fiorentina 29
  14. Torino 28
  15. Udinese 27
  16. Lecce 25
  17. Sampdoria 23
  18. Genoa 22
  19. Brescia 16
  20. Spal 15

Juventus, Inter e Lazio dominavano la Serie A in quel periodo con la Juventus prima in classifica a quota 60 punti, uno in più della Lazio formato Champions League di Simone Inzaghi. Appena dietro l’Inter, che con 57 punti (due in meno di quest’anno) inseguiva da breve distanza, sempre davanti alla coppia Atalanta (48) e Roma (42). 

La prima Inter di Conte viaggiava a -2 rispetto alla classifica attuale, che la vede prima in classifica dopo aver battuto il Milan nel derby e confermato lo stato di forma contro Genoa e Parma, mentre la “tragedia” di dodici mesi successiva al primato è dipinta di bianconero. -11 punti rispetto allo scorso anno che relegano la Juventus al terzo posto della Serie A.

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Certo, la partita da recuperare offre uno spiraglio di roseo futuro (con la vittoria salirebbe a 52 punti, insidiando il Milan al secondo, ma l’avversario – proprio il Napoli (44 punti e +8 rispetto allo scorso anno) sesto in classifica – non è sicuramente da sottovalutare, anche in vista della gara di ritorno contro il Porto di mercoledì 9 marzo.

Retrocessione

Ma se lasciamo per un attimo i piani alti di classifica e ci concentriamo su già che sta accadendo sul fondo, vediamo un’evidente analogia con la scorsa stagione: il Crotone occupa l’ultima posizione, con la miseria di 12 punti conquistati, tre in meno della Spal ultimo l’anno scorso che retrocesse insieme a Brescia (16 punti) e Lecce (25). La squadra di Cosmi è reduce da undici sconfitte consecutive, un record talmente negativo da far pensare che il destino dei rossoblù potrebbe essere già segnato. 

Davanti ai rossoblù calabresi Parma e Cagliari, le due squadre che insieme a Juventus, Lazio e Torino hanno perso più punti rispetto alla scorsa Serie A. -21 per gli emiliani, oggi a quota 15 punti (erano 36 lo scorso anno validi per il settimo posto), -11 per il Cagliari, che dall’undicesimo posto dello scorso anno è scivolato malamente al diciassettesimo. 

I cambi in panchina, D’Aversa per il Parma e Semplici per il Cagliari, dovrebbero però restituire la convinzione necessaria per uscire da questo rompicapo che sembra di difficile risoluzione. Le concorrenti alla salvezza non mancano, ma quando due neo promosse alla Serie A come Benevento (25) e Spezia (25) fanno così bene, sembra che per Cagliari e Parma sia giunto il momento di cambiare marcia. 

 La classifica attuale recita dunque così: 

  1. Inter 59 (-2)
  2. Milan 53 (+17)
  3. Juventus 49 (-11) *
  4. Atalanta 49 (+1)
  5. Roma 47 (+5)
  6. Napoli 44 (+8) *
  7. Lazio 43 (-16)*
  8. Verona 38 (=)
  9. Sassuolo 36 (+7)*
  10. Sampdoria 31 (+8)
  11. Udinese 29 (+2)
  12. Bologna 28 (-6)
  13. Genoa 27 (+5)
  14. Fiorentina 25 (-4)
  15. Benevento 25 (Serie B)
  16. Spezia 25 (Serie B)
  17. Cagliari 21 (-11)
  18. Torino 20 (-7)**
  19. Parma 15 (-21)
  20. Crotone 12 (Serie B) 
  • * Una partita da recuperare
  • ** Due partite da recuperare
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Milan e Sassuolo

Le due squadre che sicuramente saltano all’attenzione anche dei meno preparati sono Milan e Sassuolo. A questo punto della scorsa Serie A erano rispettivamente ottavo il Milan con 36 punti conquistati, e dodicesimo il Sassuolo con soli 29 punti. Dodici mesi dopo, i rossoneri hanno appena perso la testa della classifica di Serie A, mentre gli emiliani iniziano solo ora ad allontanarsi dalla corsa per un posto in Europa. 

Se il Sassuolo ha chiuso lo scorso campionato in crescendo (ottavo posto, 51 punti) è la prima parte di questa nuova stagione a celebrare definitivamente le ambizioni dei neroverdi di De Zerbi: nono posto a trentasei punti, +7 rispetto allo scorso anno ma con una partita da recuperare contro il Torino. Oggi insegue Lazio (43) e Napoli (44 punti) per un posto in Europa.

Dall’altra parte invece il Milan rivelazione di questa Serie A, con un bel +17 sull’anno scorso (36 i punti alla ventitreesima giornata, 66 quelli totali per il sesto posto in campionato) e 53 punti da esporre in bella mostra cavalcando l’onda lunga dei successi del post lockdown. 

La vittoria con la Roma, in una gara giocata su ultimi ritmo, ha restituito a Pioli parte delle certezze perse in queste ultime due settimane, anche se il pareggio con l’Udinese e l’ennesimo infortunio di Tonali hanno resto più difficile la situazione di classifica. Chissà che l’aria della sfida contro il Manchester United di giovedì 11 marzo non sia un toccasana per i rossoneri.

Problemi a Napoli?

Dopo un anno complesso concluso al settimo posto con 62 punti e 18 vittorie, il Napoli di Gattuso è nuovamente nella tempesta. La classifica attuale recita +10 punti rispetto allo scorso anno, con già 14 vittorie all’attivo e un attacco tornato a segnare tanto (52 gol fatti, dietro solamente all’Inter di Lukaku e Lautaro) nonostante l’assenza prolungata di Mertens, finalmente rientrato. 

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Oggi la squadra di Gattuso veleggia al sesto posto della Serie A con 44 punti e una partita da recuperare, quella gara contro la Juventus incriminata nello scorso autunno, e oggi possibile altare sul quale immolare la causa scudetto bianconera. In caso di vittoria degli azzurri – che salirebbero così a 47 punti – Gattuso potrebbe finalmente tirare il fiato.

Già, perché Napoli è nel bel mezzo di una bufera: Gattuso, dopo le incomprensioni delle scorse settimane, sta facendo i conti con molti infortuni. L’ultimo in ordine di tempo riguarda il messicano Lozano, che starà ai box ancora per circa 10 giorni.

Juventus, Lazio e Cagliari 

Il dramma, oltre alle situazioni di Juventus, Parma e Cagliari già analizzate, si nota nel Torino di Nicola, e nella Lazio di Simone Inzaghi. Con un -8 (Torino, 28 punti lo scorso anno) e un -16 (Lazio, 59 punti lo scorso anno) rispetto alla Serie A passata, le due squadre stanno attraversando momenti opposti.

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Il Torino si trova al diciottesimo posto della nostra Serie A, senza possibilità di appello in questo momento. L’ultimo turno ha visto il rinvio della gara contro il Sassuolo a causa della presenza di positivi al Covid-19 in rosa. Tra i colpiti anche il gallo Belotti che pare anche essere sintomatico. Con la gara da recuperare prevista per il 17 marzo prossimo, Nicola dovrà ricostruire il Toro per una rincorsa alla salvezza prima della sosta primaverile.  

davide nicola
Fonte immagine: @OptaPaolo (Twitter)

Per la Lazio la questione è differente: falcidiata dagli infortuni e dai casi di Covid, la squadra di Simone Inzaghi ha fatto fatica in Serie A, imponendosi però come realtà importante nel girone di Champions League. Inoltre, le belle prestazioni contro Atalanta, Cagliari e Sampdoria avevano restituito condizione e convinzione ad una squadra che Simone Inzaghi ha rivoluzionato sin dal suo arrivo, ma che è inciampata su se stessa contro il Bologna, a causa della brutta sconfitta patita contro il Bayern Monaco nella settimana passata. Ora si attende la decisione sulla gara con il Torino, che potrebbe restituire alla Lazio punti e convinzioni.

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Spotlight finali

Un ultimo appunto possibile da fare a Verona (38 punti, gli stessi dello scorso anno), Udinese (29 punti, +2 rispetto allo scorso anno)  e Atalanta (49 punti, +1): sia gli scaligeri, che hanno risposto presenti alla rivoluzione del mercato estivo, che i friulani hanno conquistato gli stessi punti dello scorso anno, facendo si che la continuità sia premiata. 

L’arrivo di Pereyra e la conferma di De Paul hanno offerto una qualità importante per il centrocampo di Luca Gotti, tecnico che si trova però sempre in bilico a causa della difficoltà nel portare in gol i suoi attaccanti. 

Caso a parte per l’Atalanta, che con 49 punti ha un +1 sulla Serie A passata, il miglior girone di andata nella storia dei bergamaschi. Il caso Papu Gomez pare non aver lasciato scorie significative, mentre molto bene la Sampdoria di Ranieri, che con 31 punti viaggia a +8 rispetto alla scorsa stagione.

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