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Serie A a confronto: la classifica dopo trentacinque giornate

La Serie A a confronto: dopo trentacinque giornate di campionato la Serie A dello scorso anno appariva diversa a quella che siamo vivendo oggi. 

Un altro mondo: questo era la Serie A se torniamo indietro di un anno esatto. Ma andiamo a vedere che cosa ci dice la classifica di quest’anno messa al fianco di quella di dodici mesi fa.

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Serie A: segnali da interpretare

Ecco dunque la classifica di Serie A dopo la trentacinquesima giornata dello scorso campionato: 

  1. Juventus 80
  2. Atalanta 74
  3. Inter 73
  4. Lazio 72
  5. Roma 61
  6. Milan 59
  7. Napoli 56
  8. Sassuolo 48
  9. Verona 46
  10. Parma 43
  11. Fiorentina 43
  12. Bologna 43
  13. Cagliari 42
  14. Sampdoria 41
  15. Udinese 39
  16. Torino 38
  17. Genoa 36
  18. Lecce 32
  19. Brescia 24
  20. Spal 19

Juventus, Atalanta e Inter dominavano la Serie A in quel periodo con la Juventus prima in classifica a quota 80 punti, sei in più dell’Atalanta formato Champions League di Giampiero Gasperini. Terzo in classifica l’Inter, che con 73 punti (dodici in meno di quest’anno) inseguiva da breve distanza, appena davanti alla Lazio (72) ma distaccata ormai da Roma (61) e Milan (59). 

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La prima Inter di Conte viaggiava a -12 rispetto alla classifica attuale, che la vede nuova detentrice del titolo di campione d’Italia grazie alla vittoria sul Crotone ottenuta nello scorso turno combinata al pareggio dell’Atalanta contro il Sassuolo.

La “tragedia” di dodici mesi successiva al primato è dipinta di bianconero. -11 punti rispetto allo scorso anno che relegano la Juventus al quinto posto della Serie A.

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La sconfitta altisonante contro il Milan ha aperto, a tre giornate dalla fine, la concreta possibilità di rinunciare a un posto in Champions League a favore proprio dei rossoneri e di un Napoli ritrovato. Le prossime due gare contro Sassuolo e Inter saranno dunque decisive, prima della finale di coppa Italia contro l’Atalanta e l’ultima giornata in programma contro il Bologna.

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Retrocessione

Ma se lasciamo per un attimo i piani alti di classifica e ci concentriamo su ciò che sta accadendo sul fondo, vediamo un’evidente analogia con la scorsa stagione: il Crotone è ormai retrocesso ufficialmente con la miseria di 18 punti conquistati, uno in meno della Spal ultima l’anno scorso che retrocesse insieme a Brescia (24 punti) e Lecce (32). La squadra di Cosmi, dopo la sconfitta 2-3 contro il Bologna di Mihajlovic, subita dopo un primo tempo magistrale condotto per due reti a zero, ha incassato 4 gol anche dal Napoli, perdendo per 4-3.

Nella trasferta a Spezia ha subito 3 gol, nonostante Simy continui a segnare: sono 19 i gol in campionato del nigeriano. Altri tre gol subiti tra Udinese (2) e Sampdoria (1) hanno confermato la sesta sconfitta di fila in questa parte di stagione, striscia terminata grazie alla vittoria per 3-4 sul campo del Parma, dove Simy ha segnato altri due gol.

La sconfitta per 5-0 rimediata all’Olimpico nell’ultimo turno poi, ha confermato come il problema fondamentale dell’annata fosse proprio una difesa inadatta alla Serie A.

Davanti ai rossoblù calabresi Parma e Cagliari, le due squadre che insieme a Juventus, Lazio e Bologna hanno perso più punti rispetto alla scorsa Serie A. -23 per gli emiliani, oggi a quota 20 punti (erano 43 lo scorso anno validi per il decimo posto), -7 per il Cagliari, che dal tredicesimo posto dello scorso anno è scivolato malamente al sedicesimo. 

I cambi in panchina, D’Aversa per il Parma e Semplici per il Cagliari, non sono ancora riusciti a restituire la convinzione necessaria per uscire da questo rompicapo di difficile risoluzione. Le concorrenti alla salvezza non mancano, ma quando due neo promosse alla Serie A come Benevento (31) e Spezia (34) fanno così bene, sembra che per il Cagliari sia giunto il momento di cambiare marcia, mentre il Parma ha ormai definitivamente salutato la Serie A.

 La classifica attuale recita dunque così: 

  1. Inter 85 (+10) [Campione d’Italia]
  2. Atalanta 72 (-2)
  3. Milan 72 (+13)
  4. Napoli 70 (+14)
  5. Juventus 69 (-11)
  6. Lazio 64 (-8)
  7. Roma 58 (-3)
  8. Sassuolo 56 (+8)
  9. Sampdoria 45 (+4)
  10. Verona 43 (-3)
  11. Udinese 40 (+1)
  12. Bologna 40 (-3)
  13. Fiorentina 38 (-5)
  14. Genoa 36 (=)
  15. Torino 35 (-3) *
  16. Cagliari 35 (-7)
  17. Spezia 34 (Serie B)
  18. Benevento 31 (Serie B)
  19. Parma 20 (-23) [Retrocessa in Serie B]
  20. Crotone 18 (Serie B) [Retrocessa in Serie B]
  • * Una partita da recuperare

Milan e Sassuolo

Le due squadre che sicuramente saltano all’attenzione anche dei meno preparati sono Milan e Sassuolo. A questo punto della scorsa Serie A erano rispettivamente sesto il Milan con 59 punti conquistati, e ottavo il Sassuolo con 48 punti. Dodici mesi dopo, i rossoneri sono terzi dopo una prima parte di campionato in testa alla classifica, mentre gli emiliani hanno riagganciato la Roma che ora è distante solo due punti.

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Se il Sassuolo ha chiuso lo scorso campionato in crescendo (ottavo posto, 51 punti) è la complessità di questa nuova stagione a celebrare definitivamente le ambizioni dei neroverdi di De Zerbi: ottavo posto a cinquantasei punti, +8 rispetto allo scorso anno. Con ancora tre gare da giocare, la squadra di De Zerbi è stata capace di superare i punti ottenuti alla fine della scorsa stagione.

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Dall’altra parte invece il Milan rivelazione di questa Serie A, con un bel +13 sull’anno scorso (59 i punti alla trentaquattresima giornata) e 72 punti – sei in più del totale dello scorso anno – da esporre nonostante un’ultima parte di stagione complicata.

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La vittoria con la Roma, in una gara giocata su alti ritmi, ha fatto vedere per l’ultima volta a Pioli il Milan che abbiamo imparato a conoscere nel corso dell’anno passato, ama i risultati successivi hanno nuovamente minato le certezze rossonere.

Dopo la sconfitta con lo United maturata all’inizio del secondo tempo grazie alla magia di Pogba, il Milan ha saputo reagire contro la Fiorentina conquistando una vittoria fondamentale. I tre punti ottenuti grazie al gol di Calhanoglu hanno permesso ai rossoneri di distanziare la Juventus, bloccata dal Benevento allo Stadium.

Dopo il pareggio casalingo con la Sampdoria, il Milan ha saputo riprendersi ottimamente vincendo in trasferta contro il Parma. La seconda vittoria consecutiva contro il Genoa non ha scacciato i fantasmi, che puntualmente si sono ripresentati a San Siro con le sembianze di Raspadori.

Il crollo fisico e psicologico con la Lazio, viziato anche da un errore arbitrale, ha fatto il resto: la vittoria contro il Benevento ha restituito il quarto posto, mentre la grande vittoria contro la Juventus potrebbe aver definitivamente consacrato la stagione dei rossoneri a quella del ritorno in Champions.

Napoli ritrovato

Dopo un anno complesso concluso al settimo posto con 62 punti e 18 vittorie, il Napoli di Gattuso è finalmente fuori dalla tempesta. La classifica attuale recita +14 punti rispetto allo scorso anno, con già 22 vittorie all’attivo e un attacco tornato a segnare tanto (79 gol fatti, dietro solamente all’Atalanta) nonostante l’assenza prolungata di Mertens e Osimhen finalmente tornati a segnare.

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Oggi la squadra di Gattuso veleggia al quarto posto della Serie A con 70 punti grazie alle vittorie per 5-2 contro la Lazio, per 0-2 contro il Torino e per 1-4 contro lo Spezia. Tre partite in grado di restituire certezze dopo la sconfitta contro la Juventus.

L’ultimo periodo per i partenopei non era stato facile da affrontare: critiche da tutti i fronti, problemi societari e infortuni costanti avevano limitato le possibilità di scelta e di manovra di Gattuso. Nel corso delle scorse settimane però, il Napoli è riuscito a conquistare nove punti contro Milan, Roma e Crotone dimostrandosi all’altezza dell’obbiettivo Champions League posto a inizio stagione.

Juventus, Lazio e Cagliari 

Il dramma, oltre alle situazioni di Juventus, Parma e Cagliari già analizzate, si nota nel Torino di Nicola, e nella Lazio di Simone Inzaghi. Con un -3 (Torino, 38 punti lo scorso anno) e un -8 (Lazio, 72 punti lo scorso anno) rispetto alla Serie A passata, le due squadre stanno attraversando momenti opposti.

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Il Torino staziona al quindicesimo posto della nostra Serie A, dopo essersi ritrovato nelle ultime giornate. Con una partita da recuperare a causa Covid (contro la Lazio) e le vittorie contro Udinese, Roma e Parma e i pareggi con Bologna e Verona, la squadra di Nicola ha finalmente rialzato la testa. Con tre gare (più il recupero) all’arrivo, l’allenatore dovrà ricostruire il Toro per una rincorsa alla salvezza che ora sembra possibile.

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Per la Lazio la questione è differente: falcidiata dagli infortuni e dai casi di Covid, la squadra di Simone Inzaghi ha fatto fatica in Serie A nella prima parte di stagione, imponendosi però come realtà importante nel girone di Champions League. Inoltre, le belle prestazioni contro Atalanta, Cagliari e Sampdoria avevano restituito condizione e convinzione ad una squadra che Simone Inzaghi ha rivoluzionato sin dal suo arrivo, ma che è inciampata su se stessa contro il Bologna, a causa della brutta sconfitta patita contro il Bayern Monaco.

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La vittoria contro la rivelazione Udinese (40 punti e +1 rispetto allo scorso anno) ha restituito certezze e continuità ad una squadra eliminata brutalmente dai cannibali del Bayern Monaco in Europa. L’ennesima grande partita, questa volta contro il Verona, porta a quattro le vittorie consecutive, striscia allungata contro il Benevento (5-3) vittoria conquistata grazie al ritorno al gol di Ciro Immobile.

La sconfitta contro il Napoli però ridimensiona adeguatamente le ambizioni biancocelesti: il 5-2 del Maradona è l’emblema di una stagione altalenante, troppo legata allo stato di forma dei suoi uomini migliori. Caratteristica che si è riscontrata all’Olimpico contro il Milan: vittoria per 3-0, ma seguita dalla sconfitta contro la Fiorentina (2-0 al Franchi di Firenze).

Spotlight finali

Un ultimo appunto possibile da fare a Verona (43 punti, -3 rispetto allo scorso anno), Udinese (40 punti, +1 rispetto allo scorso anno)  e Atalanta (72 punti, -2): sia gli scaligeri, che hanno risposto presenti alla rivoluzione del mercato estivo, che i friulani hanno conquistato gli stessi punti dello scorso anno, facendo si che la continuità sia premiata. 

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L’arrivo di Pereyra e la conferma di De Paul hanno offerto una qualità importante per il centrocampo di Luca Gotti, tecnico che si trova però sempre in bilico a causa della difficoltà nel portare in gol i suoi attaccanti. 

Caso a parte per l’Atalanta, che con la ultime vittorie si è portata seconda in classifica, mentre molto bene la Sampdoria di Ranieri, che con 45 punti viaggia a +4 rispetto alla scorsa stagione.

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Simone Mannarino
Simone Mannarino
Classe '94 e laureato in Storia all'Università Statale di Milano, ama il calcio in ogni sua forma ed espressione. Alla costante ricerca di storie da raccontare che permettano di andare oltre ciò che vediamo tutte le domeniche.

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