Roma al punto di rottura: risultati, mercato e debiti

Alla Roma le cose non sembra stiano andando come previsto, e non solo sotto il profilo dei risultati in campo. Cosa sta succedendo ai giallorossi?

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Il 6-1 subito in Norvegia potrebbe essere solo la punta dell’iceberg: a ottobre 2021, dopo pochi mesi dall’inizio della gestione Mourinho e a poco più di un anno dal passaggio alla nuova proprietà Friedkin, il nuovo progetto della Roma sembra già in alto mare.

Le parole del tecnico portoghese dopo la clamorosa sconfitta contro il Bodo/Glimt hanno subito generato polemiche nell’ambiente giallorosso, e c’è chi ha accusato Mou di aver messo a repentaglio l’equilibrio dello spogliatoio, se non addirittura il proprio rapporto con la dirigenza. Ma sotto ai guai della Roma si nascondono anche motivazioni economiche.

Mourinho contro tutti

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Mourinho è stato abbastanza chiaro nel bocciare la rosa giallorossa, intesa nella sua interezza: tra i giocatori a disposizione ce ne sono alcuni con dei limiti, e il portoghese non lo nasconde. “Adesso smetterete di chiedermi perché faccio giocare sempre gli stessi”: un giudizio molto critico sui sedici scesi in campo giovedì, tra cui è facile citare Kumbulla, Reynolds, Villar, Diawara e Carles Perez.

Roma Inghilterra
Fonte: profilo ufficiale Twitter Roma

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“Una larghissima fetta dell’organico della Roma per lui è impresentabile“, rincara la dose su Repubblica Matteo Pinci. Le parole dell’altra sera, però, fanno da eco a quelle post-sconfitta contro la Juventus, dove Mou puntò il dito contro la propria panchina, facendo proprio i nomi (Reynolds, Kumbulla e Calafiori).

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Una strategia, quella dell’allenatore, veramente rischiosa: mettere alla berlina la rosa e, di conseguenza, dirigenza e proprietà che non sono state in grado di dargli una squadra all’altezza. Il tutto con un solo obiettivo, che paradossalmente è quello opposto a quanto detto dal portoghese nel suo esordio nel post-partita in Norvegia: salvare la faccia, allontanare da sé le colpe e le problematiche, e riversale sul resto dell’ambiente.

Il mercato impossibile della Roma

Il punto è chiaramente ottenere rinforzi importanti, come sarebbe dovuto essere Granit Xhaka dell’Arsenal (oggi ormai accantonato a causa dell’infortunio che lo farà rientrare solo nel 2022). Ma siamo appena ad ottobre, e pensare di tirare fino a gennaio con dodici o tredici giocatori, per poi assistere a una massiccia campagna di rafforzamento, sembra poco credibile.

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Anche perché la situazione della Roma, a livello economico, non consente grossi investimenti, se non prima di aver ceduto i giocatori in esubero. Proprio ieri, infatti, è stato comunicato che il club giallorosso a fine giugno registrava perdite per 185,3 milioni di euro (anche se in miglioramento rispetto al precedente esercizio). La ricapitalizzazione dei Friedkin, inizialmente prevista a 210 milioni, è adesso stata aumentata a 460.

tripi
fonte immagine: profilo Ig @filippotripi

Il sospetto di questi giorni, a Roma, è che Mourinho non abbia mai parlato chiaro. Quando nella conferenza stampa di presentazione si diceva consapevole dei limiti di spesa del club e che il progetto non riguardava i risultati immediati, forse non ci credeva realmente. Così come l’altra sera, dicendo “la colpa è mia”, stava in realtà dandola ad altri.

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