Come il Real Madrid ha investito male dopo la cessione di Ronaldo

Il Real Madrid ha ceduto Cristiano Ronaldo nell’estate 2018 con l’intenzione di avviare un ricambio generazionale. 

Dopo quasi tre stagioni si può affermare che questo ricambio è praticamente fallito. Ma come ha investito la casa Blanca dopo la cessione di CR7?

304 milioni di euro in due estati non sono pochi, di certo potenzialmente abbastanza per sopperire alla mancanza di un giocatore in grado di segnare 450 gol in 438 partite con la maglia del Real Madrid. 

La speranza di Perez, con l’addio di Ronaldo e il cambio temporaneo in panchina Zidane – Lopetegui, era di rivoluzionare il Real Madrid con nuovi innesti dal potenziale immenso e dal grande talento. 

Questa rivoluzione è però fallita, e a quei 304 milioni sono corrisposti solamente 34 gol, suddivisi nei sei giocatori acquistati per far fronte alla partenza di Cristiano.

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Real Madrid: la prima estate senza Cristiano

Nel momento della partenza di Ronaldo in direzione Torino, il Real Madrid scelse di investire 65 milioni di euro per portare nella capitale spagnola Vinicius Jr (45 milioni) e Mariano Diaz (20 milioni). 

Il brasiliano, fresco della vittoria in Libertadores con il Flamengo di Paquetà, arrivava con tutti i crismi del craque di livello mondiale, facendo sì che la rivoluzione giovanile di Perez iniziasse nel migliore dei modi. Mariano Diaz, invece, tornava a casa dopo essere stato ceduto frettolosamente al Lione l’estate precedente, ed era stato scelto per coprire le spalle dell’eterno Karim Benzema. 

Due stagioni dopo i risultati di questi due investimenti sono contrastanti: Mariano Diaz è quasi totalmente fuori dal progetto Real, con Zidane che in questa stagione lo ha impiegato per 15 match, ricavandone un solo gol e nemmeno un assist. 

L’attaccante spagnolo non ha così rispettato le aspettative che si riponevano in lui, facendo fallire il primo tentativo di ricostruzione operato da Florentino. 

Vincius Jr ha invece una caratura diversa, ma le sue prime tre stagioni a Madrid lasciano comunque l’amaro in bocca: 103 presenze, 12 gol e 21 assist (dati Transfermarkt) non bastano di certo a consacrarlo come erede di Ronaldo, contrariamente a quanto auspicato dal presidente del Real Madrid. 

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La sua applicazione ai dettami tattici dei tecnici che si sono alternati alla guida della Casa Blanca è stata encomiabile, ma il suo talento non è ancora riuscito ad esplodere totalmente sotto il profilo realizzativo. 

Inverno 2019: correre ai ripari

In una stagione che si chiuderà con il terzo posto in Liga (a quota 68 punti) e con la rovinosa eliminazione agli ottavi di finale di Champions League per mano dell’Ajax di Ten Hag, il Real Madrid investì 17 milioni per portare Brahim Diaz da Manchester a Madrid. 

L’acquisto del giovane spagnolo si iscriveva nell’alveo dell’intenzione di Florentino di portare giovani talenti a Madrid per avviare un nuovo ciclo, ma il classe ’99 trovò poco spazio e non riuscì ad incidere abbastanza. 

Infortunio Brahim Diaz
Fonte immagine: profilo Ig @BrahimDiaz

Nei sei mesi rimasti della stagione 2018/19 Brahim mise insieme 10 presenze, fornendo un assist e segnando un gol. L’anno successivo furono 11 le presenze, con un gol e due assist messi a referto. 

Al termine della stagione scorsa lo scarso impiego del laterale spagnolo lo ha portato a Milano, in prestito, dove ha per ora trovato continuità e modo di esprimersi. Ennesimo investimento non calcolato del Real Madrid, che potrebbe perderlo in estate a favore del Milan di Maldini. 

Estate 2019: il grande acquisto

É l’estate 2019 a cambiare le carte messe sul tavolo da Florentino Perez: l’arrivo di Eden Hazard riaccende le speranze del Bernabeu.

Il belga arrivava da sette stagioni incredibili al Chelsea, l’ultima delle quali chiusa con 21 gol e 17 assist in 52 presenze. Le premesse per far bene c’erano tutte, tanto che l’investitura ufficiale della consegna della maglia numero sette sembrò ai più la naturale conseguenza del ricambio generazionale a Madrid. 

Al fianco di Hazard arrivarono anche Rodrygo, brasiliano classe 2001 (un anno in meno di Vinicius) che aveva incantato con il Santos e aveva in sé le stimmate del campione, e Luka Jovic. 

L’attaccante serbo aveva terminato una stagione incredibile con il Francoforte da 27 gol in 48 partite, diventando l’oggetto del desiderio di molti club in Europa. Il Real Madrid lo acquistò per 60 milioni prevedendo per lui un futuro alla Karim Benzema.

Inutile dire come entrambi abbiano fallito: Jovic non ha retto alle pressioni di una piazza enorme come Madrid, mentre Hazard sta soccombendo settimana dopo settimana a infortuni sempre più gravi. 

I 175 milioni investiti per portarli a Madrid (60 Jovic, 115 Hazard) hanno così reso in totale 6 gol (4 Hazard, 2 Jovic): non di certo il salto di qualità e passaggio di consegne previsto da Florentino. 

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Per Rodrygo, proprio come per Vinicius, la situazione è differente: 8 gol e 10 assist nelle 47 partite con il Real Madrid e una propensione a segnare in Champions League lo rendono effettivamente un ottimo prospetto per il futuro, anche in virtù dei suoi vent’anni.

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Dunque un fallimento parziale quello dell’estate 2019: l’arrivo di un grande prospetto come Rodrygo, ma anche il terribile rendimento di Hazard e Jovic. 

Gli altri fallimenti

La partenza di Cristiano Ronaldo non ha però solamente comportato che i nuovi acquisti non si rivelassero all’altezza del compito di sostituire il portoghese. Dal giorno della sua partenza ad oggi, il Real Madrid ha fallito anche nel recupero di campioni affermati come James Rodriguez (oggi all’Everton di Ancelotti), Gareth Bale (al Tottenham di Mourinho), Martin Ødegaard (Arsenal, da Arteta) e Isco. Quest’ultimo si trova ancora a Madrid, fuori dalle rotazioni di Zidane e lontano dalla forma ottimale. 

Errori di valutazione, fallimenti nelle strategie economiche e sportive che sono corrisposti alle due uscite agli ottavi di Champions League (contro Ajax prima e Manchester City poi) e alla vittoria di una Liga che il Barcellona ha deliberatamente scelto di non vincere la stagione passata. 

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Il Real Madrid che in queste ultime ore si approccia al potenziale ritorno di Cristiano Ronaldo è un Real Madrid col capo cosparso di cenere che ammette – proprio come affermato dal capitano Sergio Ramos – che la cessione di Ronaldo ha fatto male ad entrambi. 

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Cristiano nel mentre non avrà vinto la Champions League, ma da solo è riuscito a collezionare 95 gol e 22 assist in 122 presenze con la Juventus. Il triplo dei suoi sostituti a Madrid. 

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