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Rabiot, la rinascita con Allegri: da esubero a risorsa

Adrien Rabiot è stato uno dei pochi a salvarsi dal disastroso Europeo della Francia: Allegri valuta per lui un’interessante evoluzione tattica

L’eliminazione della Francia da Euro 2020 ha scatenato un po’ di polemiche in patria. In pochi, soprattutto dopo il trionfo mondiale del 2018, si sarebbero aspettati di uscire subito, e soprattutto non contro una Svizzera alla quale vanno sì fatti tanti complimenti, ma certo non si può dire che a livello qualitativo valga quanto i francesi.

Tra le poche note liete della spedizione di Deschamps c’è sicuramente Adrien Rabiot, utilizzato in più ruoli dal ct transalpino che, indirettamente, ha mandato un messaggio importante a Massimiliano Allegri, suo collega e prossimo allenatore della Juventus, restituendo al calciatore certezze e certificando al collega il fatto di trovare in rosa una vera e propria certezza.

Rabiot nella Juventus di Allegri

Infatti, alla base del ritorno a Torino di Max c’è il 4-4-2 come modulo basa, da sviluppare poi in tutte le sue possibili declinazioni. Lì Rabiot potrebbe giocare partendo largo a sinistra, proprio come contro la Svizzera, ovviamente interpretando il ruolo in maniera atipica.

Infatti, la duttilità che negli anni gli ha permesso di giocare da centrale di centrocampo e poi da mezzala, lo faciliterebbe nell’immedesimazione di un ruolo nel quale dovrebbe muoversi in un certo modo a seconda della fase di gioco che la Juventus interpreta.

In possesso, infatti, Rabiot può accentrarsi, venire dentro al campo per giocare qualche pallone, soprattutto nella metà campo offensiva, lasciando spazio al terzino sinistro di accompagnare l’azione fino in fondo. Viceversa, in fase di non possesso, rimarrebbe largo a sinistra per coprire le spalle alla punta che gioca dalla sua parte.

La presenza di Ronaldo

A maggior ragione se Cristiano Ronaldo dovesse rimanere alla Juventus. Infatti, il portoghese ama partire dalla sinistra e con Allegri giocherebbe affiancato da un’altra punta. In quel caso, Rabiot sarebbe il primo giocatore a portare una riaggressione alta della palla quando l’azione avversaria si sviluppa dalla sua parte, chiudendo l’uomo di CR7.

Questo permetterebbe ad Allegri di fare altri ragionamenti per quanto riguarda la scelta dei centrali di centrocampo. Con Locatelli in arrivo, quelli già in rosa da valutare e la solita suggestione legata a Pogba, il francese diventerebbe una risorsa, una sorta di jolly per tutte le stagioni. Per un allenatore che, tra l’altro, lo aveva chiesto ai tempi senza però poi poterlo allenare.

L’Europeo di Rabiot

A proposito di Pogba, il confronto lui e Rabiot nella partita contro la Svizzera certifica l’importanza raggiunta dallo juventino, accompagnata da una maturazione che gli ha permesso di diventare sempre più centrale nel gioco di Pirlo e Deschamps.

Solo il Polpo ha fatto più azioni, tra difensive e offensive, di lui, chiudendo con 136 contro 119. Ha anche completato un passaggio in più, 75 a 74, ma nella trequarti offensiva Rabiot ha portato a termine 7 passaggi su 7. Insomma, se si volevano ottenere delle risposte, Euro 2020 le ha date. Non alla Francia, ma alla Juventus sì.

 

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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