HomeUncategorizedMa quindi, secondo i numeri, il possesso palla aiuta a vincere?

Ma quindi, secondo i numeri, il possesso palla aiuta a vincere?

Il possesso palla aiuta concretamente a vincere più partite? Un’analisi attorno alla costruzione dal basso, in riferimento alle esperienze in Serie A

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In questo periodo si discute sull’importanza della costruzione dal basso, soprattutto dopo gli errori che sono costati la Champions ad Atalanta e Juventus. Molti allenatori fanno del possesso palla un vero e proprio mantra, su cui basano i propri principi di gioco.

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Con l’inserimento della possibilità di far entrare i difensori nell’area di rigore durante la rimessa dal fondo (cambiamento sottovalutato ma di vitale importanza) abbiamo visto un numero sempre maggiore di squadre che scelgono di partire dal portiere. Ma in Serie A, il possesso palla è sinonimo di vittoria?

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Juventus e Sassuolo regine del possesso palla, Benevento e Verona i fanalini di coda

Se osserviamo i dati sul possesso palla nel campionato italiano, troviamo nei primi due posti due squadre allenate da dei “guru” della costruzione dal basso: la Juventus di Pirlo (31’00 di possesso palla medio a partita) e il Sassuolo di De Zerbi (29’52).

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Fonte: @filippogalli63 (Instagram)

Questi due club non vivono un momento positivo e, nel caso specifico dei bianconeri, si fa fatica a raggiungere gli obiettivi di inizio stagione. La squadra di Pirlo è nel periodo più difficile della sua storia recente essendo uscita agli ottavi di Champions League (contro il Porto) e lottando per rimanere nei primi quattro posti del campionato (dopo l’addio allo Scudetto).

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Gli emiliani sono reduci dalla sconfitta con il Torino e vivono un periodo travagliato. Ai nastri di partenza, molti addetti ai lavori inserivano il Sassuolo nella lotta per la zona Europa League e invece, a causa di parecchi problemi difensivi, si ritrovano tagliati fuori da qualsiasi ambizione.

I fanalini di coda di questa speciale classifica sono due rivelazioni (per motivi differenti) della Serie A: il Benevento di Inzaghi (20’24) e il Verona di Juric (23’12). I campani sono reduci dall’impresa contro la Juventus e hanno ben 7 lunghezze di vantaggio sulla zona retrocessione, grazie a un bottino di 29 punti (-11 dalla storica quota salvezza di 40), impensabile a inizio campionato.

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I veneti, invece, erano dati per spacciati a causa delle tante cessioni estive (Kumbulla, Amrabat e Rrahmani) e dei rimpiazzi ritenuti non all’altezza. Invece, la squadra guidata del tecnico croato ha espresso un grande calcio ed è stata in lotta per le zone nobili della classifica.

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Fonte: @fallotattico (Instagram)

Il possesso palla è sempre utile?

Alcuni anni fa Pep Guardiola disse che il mantenimento del pallone è il miglior modo per non prendere gol. Semplice, ma bisogna analizzare dove io devo mantenere il possesso del pallone.

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In Italia il Sassuolo e il Parma sono le due squadre che fanno più fraseggio nella propria metà campo, esponendosi alla riconquista avversaria in una zona offensiva del campo. Infatti, le due squadre emiliane sono in crisi di risultati e di identità, soprattutto i ragazzi di D’Aversa, i quali hanno pochissime chance di rimanere in Serie A. Questo dato rimanda alle parole di Massimiliano Allegri durante la sua ospitata a Sky Calcio Club:

“Da anni le squadre costruiscono dal basso, ma bisogna capire quando non si può fare”.

Le idee di gioco degli allenatori stanno prevaricando le caratteristiche individuali dei giocatori, per questo motivo vediamo squadre cercare una fitta rete di passaggi senza mai superare le linee di pressione degli avversari. Per ottimizzare il possesso palla si devono analizzare le zone, la qualità e le scelte che vengono fatte durante le azioni di gioco (in questa analisi sarà molto utile lo studio sull’expected possession value tipico del basket).

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Fonte: @parmacalcio_passion (Instagram)

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I migliori attacchi sono quelli che giocano sempre nella metà campo avversaria?

L’ultimo dato riguardante il possesso palla è quello che avviene nella metà campo avversaria. In testa a questa speciale classifica troviamo l’Atalanta di Gian Piero Gasperini con ben 14’48 minuti di media a partita. La squadra bergamasca ha il baricentro medio di tocchi palla tra i più avanzati d’Italia (circa 52 m) e ha costruito un meccanismo ben oliato nelle zone di rifinitura.

Vediamo frequenti interscambi di posizione tra i giocatori atalantini, inserimenti da parte dei quinti e dei centrocampisti centrali oppure la creazione di triangoli stretti per aggirare la pressione avversaria. Riuscire a giocare così tanto nella metà campo avversaria non è semplice poiché gli spazi liberi da poter attaccare sono minori e la distanza tra i reparti avversari è minore.

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Queste difficoltà vengono rese più evidenti dalla seconda in classifica, la Juventus, la quale ha ben 14’42 di possesso palla offensivo. La squadra di Pirlo porta molti giocatori nella zona offensiva del campo, ma non riesce a trovare con continuità la via del gol. Come si dice nella moda, a volte less is more.

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Fonte: Atalanta

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Matteo Spaggiari
Matteo Spaggiari
Classe ’97, nato in provincia di Reggio Emilia e collaboratore da anni nelle redazioni reggiane. Allenatore Uefa C e con diversi attestati come Match Analyst, Data Analyst e diplomato all’Inter Youth Master. Nella vita mi occupo di calcio, oppure il contrario, questo è il mio dilemma più grande

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