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Perché Paulo Fonseca e la stampa romana si stanno punzecchiando

Botta e risposta tra alcuni giornalisti e Paulo Fonseca nel postpartita di Europa League: il tecnico portoghese non ha gradito l’ennesima strumentalizzazione del suo rapporto con la Roma

Alla fine la goccia ha traboccare il vaso e, a tenere tutto dentro, Paulo Fonseca non ce l’ha più fatta: il tecnico della Roma, intervenuto nel postpartita ai microfoni di Sky, ha ripreso una polemica lanciata nella conferenza stampa dopo la bella vittoria sull’Ajax mettendo un punto definitivo alle speculazione che vedrebbero lo spogliatoio giallorosso contro l’attuale gestione tecnica della squadra.

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“Io le sento le critiche – ha detto l’allenatore della Roma – dite che non faccio bene questo o quello e posso accettarlo, ma spiace leggere bugie. Per me che non sono italiano è difficile capirlo, perché la Roma sta rappresentando l’Italia in Europa in questo momento. Eppure si dicono tante falsità e questo non è positivo, anzi. È troppo negativo e in questo momento dobbiamo essere tutti italiani, aiutare una squadra italiana ed è difficile per me accettare le bugie attorno alla squadra”.

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paulo fonseca
Fonte immagine: @Fantacalcio (Twitter)

Paulo Fonseca contro la stampa romana

Uno sfogo che ci sta, soprattutto in una stagione all’interno della quale Paulo Fonseca è stato letteralmente massacrato dalla stampa, e di rimbalzo da tifosi aizzati dagli stessi giornalisti locali, non si sa bene per quale motivo. I fatti, infatti, dicono che l’allenatore portoghese, a metà aprile, è ancora in corsa per due obiettivi su tre, con la concreta possibilità di avanzare alle semifinali di Europa League.

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In campionato, invece, la Roma è un po’ in ritardo sulla tabella di marcia in ottica quarto posto, ha buttato qualche punto e non ha mai vinto uno scontro diretto, ma la matematica non condanna assolutamente i giallorossi. Finché c’è vita, quindi, rimane la speranza. Lo sanno i calciatori, ma ne è consapevole anche lo stesso Paulo Fonseca: “Sarebbe il caso di rimanere tutti un po’ più uniti: devo dirvelo (rivolto ai giornalisti presenti ndr), qualcuno di voi non fa bene il proprio lavoro”.

Uno sfogo inevitabile

La resa dei conti tra Paulo Fonseca e la stampa è arrivata a pochi giorni dalle ennesime strumentalizzazioni su un fantomatico rapporto in frantumi con lo spogliatoio: “È stato riportato che i giocatori mi hanno affrontato, che abbiamo avuto una riunione prima dell’allenamento. Non è serio – ha chiuso -, ma non posso controllarlo. L’unica cosa che posso controllare è il lavoro dei miei ragazzi”. Arrivato nell’estate 2019, il portoghese ha sempre avuto problemi a inserirsi in una piazza storicamente allergica alle contaminazioni internazionali.

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Di certo, le decine di infortuni non hanno aiutato, ma anzi paradossalmente hanno esaltato – per chi lo vuole vedere – il lavoro di Paulo Fonseca, che in poco meno di due stagioni ha cambiato tre moduli, adattato e rigenerato una quantità incredibile di singoli, lanciato Villar e Ibanez. Il tutto, senza che la fortuna mai gli sorridesse. Ma lo ha fatto e, almeno per questo, il suo lavoro merita rispetto. Altro che totoallenatore.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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