Terzi nel girone e niente Mondiale: il flop della Norvegia

Terza nel Gruppo G di qualificazione a Qatar 2022, la Norvegia non parteciperà al prossimo Mondiale: eppure le premesse erano differenti

Prima della partita pareggiata 0-0 contro la Lituania, match che di fatto ha compromesso la qualificazione a Qatar 2022 della Norvegia, i calciatori scandinavi erano scesi in campo con uno striscione di protesta contro lo sfruttamento e le morti bianche collegate al paese emiratino.

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L’invito era quello di boicottare il torneo. Paradossalmente, la Norvegia manterrà la parola: terza nel gruppo G di qualificazione, la selezione nordica non è riuscita nemmeno a strappare il pass per gli spareggi, ai quali andrà la Turchia. Davvero un peccato, perché da loro ci si aspettava altro.

Il flop della Norvegia

Infatti, nonostante l’enorme mole di talento a disposizione, la nazionale allenata da Stale Solbakken è rimasta dietro anche alla delusione dell’ultimo Europeo.

Nonostante la qualificazione sia praticamente sfumata nelle ultime due partite – dopo il pareggio con la Lituania è arrivata la sconfitta in Olanda -, avvisaglie di una possibile delusione ce n’erano già state.

A marzo, infatti, gli scandinavi avevano malamente perso in casa contro la Turchia, passando indirettamente mano e investitura a mina vagante del girone. E così, in Qatar, non vedremo per esempio Erling Haaland, nuovo fenomeno del calcio mondiale.

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Né, tanto meno, una delle nazionali più moderne e fresche di questi ultimi anni. La Norvegia non sarà in Qatar e, numeri alla mano, è anche giusto così: rispetto a Olanda e Turchia ha vinto e segnato di meno, ma subito di più.

Un futuro da scrivere

Tuttavia, il futuro della Norvegia si preannuncia comunque molto roseo. Negli ultimi anni la federazione ha lavorato molto bene a livello, trovando nei club dell’Eliteserien un’ottima sponda per coinvolgere quanti più talenti possibili nel giro del professionismo.

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Nell’ultimo anno anche un club, il Bodo Glimt, si è imposto in Europa giocando un calcio esteticamente godibile e, alcuni di questi ragazzi, sono già nel giro della nazionale di Solbakken, la cui stella è e rimane Haaland attorniato però da tanti altri ragazzi interessanti.

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I big, ovviamente, giocano tutti all’estero: Ajer nel Brentford, Thorsby nella Sampdoria, Odegaard nell’Arsenal e Sorloth nella Real Sociedad, dopo aver passato una stagione al Lipsia. Tutto questo non è bastato per volare in Qatar l’anno prossimo, ma al 2026 – a quasi 30 anni dall’ultima apparizione mondiale – la Norvegia può seriamente presentarsi come underdog.

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