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Eder e José Fonte, i pionieri europei degli NFT: “Gli USA ci hanno ispirati”

I due calciatori portoghesi si buttano nel mercato degli NFT: “Come le star NBA”. E, in Italia, il primo a lanciarsi è stato un rapper

Eder e José Fonte, nazionali e campioni europei nel 2016 con il Portogallo, sono i primi calciatori in assoluto a lanciare i personali NFT, acronimo di Not Fungible-Token, ovvero dei veri e propri certificati di proprietà che permettono a una singola persona di acquistare, di fatto, dei diritti d’autore e possederli fino al momento in cui non decide di cederli.

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Una sorta di investimento, che Eder e José Fonte hanno deciso di importare anche nel mondo del calcio. In collaborazione con l’azienda multimediale Jedi3, infatti, i due portoghesi hanno realizzato delle illustrazioni con il cui ricavato finanzieranno varie attività di ricerca medica, dando grossa parte della somma guadagnata in beneficenza.

nft eder
Fonte immagine: @webnowcompany (Twitter)

Cosa sono gli NFT

Gli NFT permettono all’acquirente la possibilità di dimostrare un diritto sull’opera, garantendola tramite uno smart contract. Si parte infatti una versione digitale dell’opera d’arte, per la quale viene solitamente usata una una foto digitale o una sua relativa documentazione filmata e salvata in formato digitale. Questa versione non è altro che una lunga sequenza di numeri, 0 e 1 nel linguaggio informatico, poi compressa in un hash.

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Questo hash viene poi ulteriormente compresso in una blockchain, aprendo la strada a un mercato perfettamente automatizzato in cui il creatore può vendere la propria opera venendo pagato esclusivamente in criptovaluta. L’NFT tiene conto, inoltre, delle tracce di ogni passaggio, in modo tale da fornire, contemporaneamente, prove di autenticità e proprietà dell’opera stessa.

Asta al via con Ethereum

Eder e José Fonte hanno dato il via all’asta nella giornata di venerdì 7 maggio e i rilanci continueranno per una settimana, prima dello stop definitivo. Per comprare questi diritti NFT sulle opere dei due portoghesi si potrà utilizzare soltanto la criptovaluta Ethereum, tra le più famose in circolazione.

Se Fonte ha illustrato in un disegno tutte le tappe della propria carriera, Eder ha rappresentato il suo gol alla Francia, che nel 2016 regalò l’Europeo al Portogallo.

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“È un mondo che mi ha sempre affascinato. Sta esplodendo negli Stati Uniti – ha detto il centravanti – grazie ai campioni della NBA e della NFL. Io e Fonte siamo i primi a lanciarci nel mondo degli NFT: ho scelto di riproporre l’episodio più importante della mia carriera, focalizzandomi in particolare sulla scarpa che mi ha permesso di vivere quella bellissima serata”.

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“La mia creazione – ribatte José Fonte – significa molto: ho scelto la strada degli NFT perché sono convinto possa creare una connessione mai avuta prima con i tifosi, che sono uno dei motivi che mi hanno spinto a fare quello che ho fatto. In America questa iniziativa ha preso piede da tempo, noi vogliamo importarla anche in Europa”.

 

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NFT in Italia: il primo è un rapper

In realtà, una persona che ha imboccato la strada degli NFT anche in Italia già c’è: si tratta di Michele Matera, in arte Mike Highsnob, promettente rapper avellinese ma trapiantato a Genova, dove per tanti anni ha lavorato al fianco di Samuel Heron nel collettivo Bushwaka.

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Qualche settimana fa, dal suo profilo Instagram, Highsnob ha lanciato il suo NFT personale che consisteva in un dipinto e un beat rap campionato personalmente: chiunque lo acquisti, riceverà denaro ogni qualvolta quella base verrà utilizzata da altri artisti per fare musica. Un’idea che ha avuto successo, visti i quasi 2mila euro messi insieme dal rapper in pochi giorni.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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