È già arrivato il momento di tirare le somme sulla carriera di Neymar?

Neymar ha parlato a DAZN del suo futuro, affermando che Qatar 2022 sarà il suo ultimo Mondiale: ma come va valutata la carriera del brasiliano?

Il pareggio 0-0 sul campo della Colombia avvicina sensibilmente il Brasile a Qatar 2022. La nazionale di Tite ha ormai fatto il vuoto dietro di sé e sin dal principio veleggia al primo posto in classifica senza che nessuno si sia mai realmente fatto sotto.

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Il punto ottenuto contro i Cafeteros è arrivato all’indomani delle forti dichiarazioni di Neymar: l’asso brasiliano ha parlato del suo prossimo futuro, affermando che la sua carriera di fatto sta quasi volgendo al termine.

Neymar, prove di addio?

Parole forti, che hanno scosso tutto l’ambiente della nazionale e del tifo brasiliano, perché – volenti o nolenti – Neymar rappresenta uno dei talenti più cristallini nati nella decade degli anni Novanta: “Penso  che il prossimo sarà il mio ultimo Mondiale: non so se avrò ancora la forza mentale per affrontare il calcio” ha detto all’interno di un documentario a lui dedicato e prodotto da DAZN.

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“Per questo motivo farò di tutto per presentarmi bene e per vincere con il mio Paese. Voglio realizzare il sogno che avevo da bambino – ha concluso – e spero vivamente di farcela”. Neymar è un personaggio senz’altro controverso, ma alla luce di queste parole si può già tirare una prima somma della sua carriera.

Neymar, talento precoce

Neymar è esploso prestissimo nel Santos, testimoniando in pieno il suo talento precoce. A 17 anni aveva già esordito in prima squadra e, soltanto due anni dopo, aveva trascinato il Peixe alla vittoria in Copa Libertadores.

Il tutto a 19 anni, facendo sognare un intero popolo che non solo vedeva in lui la reincarnazione di Pelé – da lì il soprannome O’Ney – ma anche, e soprattutto, la prossima stella del calcio mondiale e della nazionale.

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Il suo approdo al Barcellona datato 2013 apparve così scontato: Neymar, in origine, arrivò per affiancare Leo Messi e, un domani, per raccoglierne il testimone. O, almeno, questo è ciò che si è sempre detto e programmato. Ma nel calcio, si sa, le cose non sempre vanno come previsto.

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Fonte: IG (@neymarjr)

Incetta di trofei

In ogni caso, in Catalogna il campione paulista ha vinto tutto, dalla Champions League al Mondiale per Club passando per la Liga, ovviamente, Copa del Rey e Supercoppa di Spagna. Quello dei successi di squadra, più che personali, sarà un tema che lo accompagnerà sempre.

Perché da Neymar ci si aspetta sempre il massimo: non può essere solo uno dei giocatori più forti al mondo, ma deve recitare anche il ruolo di trascinatore e protagonista. Cosa che non sempre gli riesce, anche se poi al PSG la sua bacheca si arricchirà ulteriormente.

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L’unico rammarico è quello di non aver mai portato il Brasile sul tetto del mondo. Quasi una missione, per lui, incaricato dalle decine di milioni di suoi connazionali che per anni lo hanno prima esaltato e poi scaricato, per poi nuovamente supportarlo fino alla successiva sconfitta.

Messi neymar

Come Messi e Ronaldo?

Sfortunatamente per lui, in nazionale è sempre mancato nei momenti decisivi. Al Mondiale 2014, quello casalingo, mollò i suoi sul più bello e il Brasile deflagrò in semifinale contro la Germania. Non parliamo poi della Copa America: nel 2015 scalcia un avversario e si prende quattro turni di stop, saltando il resto del torneo.

Poi, per vari motivi, salta addirittura tre edizioni rientrando in gruppo nel 2021: in casa, O’Ney si rinfranca, segna 2 gol in 6 partite ma il Brasile cade nella finalissima contro l’Argentina. Così, gli unici successi al timone della Seleçao rimangono una vecchissima Confederation Cup e l’Olimpiade del 2016.

Il tutto mentre Messi e Ronaldo, con i quali il ragazzo cresciuto nel Santos è sempre stato messo in paragone, facevano il pieno di successi a livello di club e, di recente, anche con le rispettive selezioni in tornei importanti quali Copa America ed Europeo.

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Fonte: @neymarjr
(Instagram)

Tirare le somme

E così, con il giocatore arrivato alle soglie dei 30 anni, c’è da domandarsi come sia stata veramente la carriera di Neymar. Il talento brasiliano poteva ottenere di più oppure oggettivamente è uno dei migliori di sempre?

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Ci sono alcune valutazioni oggettive, come quelle legate alle statistiche, che non mentono e pongono O’Ney in cima a tutte le classifiche realizzative della nazionale verdeoro. Poi, come detto, ci sono i trofei vinti: a parte il Mondiale, li ha alzati tutti.

Viceversa, a fare da contraltare sono i tanti what if, in principal misura uno: cosa sarebbe successo se nell’estate del 2017 Neymar non avesse fatto il diavolo a quattro per andare al PSG? Ai tempi il giocatore voleva misurarsi in un contesto cucito attorno a lui, sganciandosi dal ruolo di secondo violino di Messi.

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Ma la Francia e la Ligue 1 non gli hanno mai veramente dato ciò che cercava e, solo in una occasione, con il club transalpino l’ex Barça è andato vicino a vincere la Champions League. La sua vita personale lo ha poi portato troppo spesso a finire nel centro del mirino, cosa che di certo non lo ha aiutato.

E così, appreso di una carriera agli sgoccioli, questo Neymar va accettato così com’è. Con pregi e difetti, in attesa del suo ultimo grande ballo.

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