HomeCalcio EsteroL'Inghilterra vuole ospitare i Mondiali 2030

L’Inghilterra vuole ospitare i Mondiali 2030

L’idea ambiziosa di riportare i Mondiali di calcio in Inghilterra è stata presentata dal Primo Ministro Boris Johnson, e porterebbe a una candidatura congiunta Gran Bretagna+Irlanda.

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Dopo aver dichiarato l’intenzione di convincere la UEFA a trasferire l’interno torneo Euro 2020 (pardon, 2021) negli stadi di Inghilterra e Scozia, rinunciando alla prevista edizione itinerante – anche per ovvie difficoltà logistiche derivanti dalla pandemia – il premier britannico Boris Johnson ha anche annunciato trionfalmente la sua intenzione di riportare i Mondiali di calcio in terra britannica, per l’edizione 2030.

Per l’Inghilterra si tratterebbe di una rivincita sul piano politico-sportivo, dopo il flop della candidatura per i Mondiali 2018, e anche (finalmente) un ritorno a ospitare il torneo dopo l’unica edizione accolta al di là della Manica, nel 1966.

L’idea dei Mondiali 2030 in Gran Bretagna e Irlanda

Lo slancio positivo di Boris Johnson, sulla scorta di una gestione vaccinale contro il Coronavirus iniziata con risultati eccellenti – e nettamente migliori rispetto al resto d’Europa – è stato alla base della richiesta di spostare Euro 2021 negli stadi inglesi e, ancor di più, nel cogliere l’occasione per ampliare il discorso sui Mondiali 2030.

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fonte: twitter @tutticonvocati

“La nostra determinazione è quella di riportare il calcio a casa nel 2030. Sono convinto che sia il momento perfetto, e sarebbe una cosa fantastica per tutto il Paese”, ha dichiarato Johnson, che vorrebbe soprattutto cancellare la pessima figura fatta in occasione della candidatura per i Mondiali 2018, quando l’Inghilterra spese quasi 20 milioni di sterline per un ticket che, alle votazioni FIFA, portò solo 2 punti (e vide poi il Mondiale assegnato alla Russia).

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Coinvolgere l’intero territorio del Regno Unito e dell’Irlanda garantirebbe inoltre, un aumento potenziale del valore della candidatura, tenendo presente che già per l’Europeo di quest’anno sono state selezionate Dublino e Glasgow, oltre a Londra, e l’eventuale Mondiale potrebbe diventare uno spunto da cavalcare anche in ottica di unità politica post-Brexit.

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In vista del 2030, intanto, ci sono già altre proposte, sia confermate che ipotizzate: il Marocco (già battuto nella corsa 2026) potrebbe riprovarci unendosi ad Algeria e Tunisia; in Sud America è già arrivata la conferma della proposta Uruguay+Argentina+Paraguay+Cile (a cui potrebbe seguire il blocco formato da Colombia+Perù+Ecuador) mentre in Europa è sicuro il tentativo di Spagna+Portogallo (che ci riproveranno dopo 2018 e 2022) e del gruppo Romania+Grecia+Bulgaria+Serbia.

Il format a 48 squadre

Il Mondiale a 48 squadre apre ovviamente la porta a candidature congiunte sempre più frequenti. Sembrano lontani i tempi dello stupore di fronte al ticket combinato Belgio+Olanda per gli Europei di calcio del 2000, e il primo Mondiale con il nuovo format allargato sarà quello del 2026, assegnato ufficialmente pochi mesi fa al gruppo USA+Canada+Messico.

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fonte: twitter @J_Famethrowa

Dalle 12 città (e stadi) coinvolte dal format attuale, si passerà a 16 città (la candidatura nord americana ne ha proposte un totale di 23 fra cui scegliere), e poche Nazioni al mondo possono permettersi impianti sportivi d’élite in così tante località sul territorio. A questo va poi aggiunto il tema dei centri d’allenamento e degli hotel destinati alle Nazionali che rimane in rapporto 2:1 rispetto al numero di squadre, ed è arrivato a un massimo di 150 opzioni proposte da USA+Can+Mex fra cui sceglierne 96.

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L’avvio del programma ufficiale di candidature per i Mondiali 2030 avverrà nella seconda metà del 2022, con la presentazione dei programmi definitivi di ogni Paese interessato. La scelta della sede ospitante sarà poi annunciata nel corso del 2024.

di Antonio Cunazza

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