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Chi è Matteo Lovato, la nuova scommessa di Juric

Lovato

Alla scoperta di Matteo Lovato, la nuova scommessa di Juric all’Hellas Verona. Il difensore ha l’arduo compito di sostituire Kumbulla e Rrahmani.

Pochi fronzoli, idee chiarissime e un pizzico di sana incoscienza. Ivan Juric sta riuscendo a ricostruirsi una carriera che sembrava essersi interrotta bruscamente proprio sul più bello.

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L’ampio credito di cui il tecnico croato gode attualmente, deriva soprattutto dall’ottima stagione disputata lo scorso anno alla guida dell’Hellas Verona, il club che più di tutti ha creduto in lui in un momento non facile e che ora se lo gode appieno.

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Fare di necessità virtù. Cercando di valorizzare il materiale tecnico a disposizione e lanciando qualche giovane di talento su cui investire tempo ed energie con l’obiettivo di ritrovarsi tra le mani un possibile tesoretto in grado di arricchire le casse del club, da riutilizzare all’occorrenza sul mercato.

In questo senso, l’ultimo nome è quello di Matteo Lovato, difensore classe ‘00, volto nuovo della difesa meno perforata della serie A tra le quadre che hanno disputato due partite al pari di Napoli e Milan. 

Una storia nella quale si intrecciano opportunità e lungimiranza, sorretta evidentemente dal modus operandi di un allenatore che antepone la bravura all’esperienza.

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Lovato, non c’è due senza tre

Le ragioni di uno dei dogmi del credo calcistico di Juric affondano le radici nell’ottobre di quasi due anni fa. Il giorno di JuventusGenoa chi legge la distinta pre partita quasi non crede ai propri occhi.

Il nome di Cristian Romero, all’epoca poco più che ventenne senza nessuna presenza nella massima serie, è certamente sconosciuto a tutti ma di lì a poco saranno in tanti ad accorgersi del suo talento. Un carneade, capace da quel momento in poi di inanellare una serie di prestazioni di così alto livello da convincere ben presto la Juventus a rilevarne il cartellino. 

Intuizione vincente, replicata anche all’alba della stagione scorsa quando un ragazzino di soli diciannove anni cresciuto nel settore giovanile gialloblù viene lanciato in prima squadra già dalle prime amichevoli estive senza più uscire dal campo, ma addirittura spiccando il volo verso la Roma in cambio di diversi milioni di euro e ben tre calciatori durante il mercato estivo.

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Nonostante la giovane età Marash Kumbulla può essere ormai considerato uno dei migliori difensori del nostro campionato. Qualcosa di impensabile soltanto dodici mesi fa, resa possibile soprattutto grazie al coraggio messo in mostra ancora una volta dall’ex vice di Gian Piero Gasperini.

Matteo Lovato aveva esordito in A lo scorso 18 luglio al cospetto di un avversario discretamente probante come l’Atalanta. Qualche minuto utile a vincere l’emozione della prima volta e assaggiare quello che un giovane dotato di fisico e spiccata intelligenza tattica avrebbe probabilmente trovato sulla propria strada nel prossimo futuro. Nessuna certezza, solo tanto lavoro e applicazione.

Senza due terzi della difesa titolare, l’Hellas Verona cominciava la nuova stagione con tanti volti nuovi e altrettante certezze, derivategli dall’importante conferma di tutto lo staff tecnico. L’infortunio occorso a Empereur nei primi minuti della sfida alla Roma, ha spalancato le porte al ragazzo padovano classe ‘00, destinato a ripercorrere le orme del suo coetaneo più celebre.

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Volti nuovi, antiche certezze

 

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Rispetto al primo Kumbulla ammirato in riva all’Adige, Lovato appare leggermente meno sicuro. Un diamante grezzo dal potenziale sconosciuto, che soltanto la continuità nelle prestazioni potrà rendere così brillante da eguagliare gli illustri predecessori.

Nonostante prediliga il piede destro, l’ex capitano della Primavera del Padova si è sistemato sul lato sinistro della retroguardia a 3 fortemente voluta da Juric. Sono due le caratteristiche del suo gioco ad aver maggiormente colpito in queste prime battute: l’aggressività e la bravura nel gioco aereo.

Fondamentale per il tipo di gioco dei gialloblù è recuperare palla lontano dalla propria area, sfruttando gli 1 vs 1 a tutto campo. Anche i difensori sono così spesso chiamati fuori dalla zona di loro esclusiva competenza, con il chiaro intento di interrompere l’azione avversaria e innescare una veloce ripartenza.

Lovato sembra essere riuscito a calarsi alla perfezione in questa veste, assurgendo il compito quasi da veterano. I dati Wyscout raccontano di un giocatore capace di far suoi il 65.1% dei “duelli” e addirittura il 60% dei “duelli aerei”. Davvero niente male per un ragazzo che paga chiaramente in termini di esperienza ma che dimostra di possedere tutte le caratteristiche per imporsi a grandi livelli.

I 4.14 “intercetti” di media a partita totalizzati faranno certamente felice un allenatore per il quale concedere fiducia ai giovani sta diventando una piacevole abitudine, piuttosto che un fastidioso assillo. 

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