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Perché il Milan ha venduto Locatelli

Manuel Locatelli è l’uomo del momento, dopo una grande stagione al Sassuolo e un ottimo avvio di Europei con la Nazionale: ma perché il Milan lo ha venduto?

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Due ottime gare da titolare agli Europei, condite dalla doppietta alla Svizzera che qualifica l’Italia agli ottavi di finale. Manuel Locatelli è l’uomo del momento, e non solo nel nostro Paese, ma viene anche da una convincente stagione da 4 gol e 3 assist in 34 partite col Sassuolo.

Eppure, solo tre anni fa il nuovo centrocampista dell’Italia di Mancini veniva sostanzialmente scaricato dal Milan, club in cui era cresciuto e che lo aveva fatto esordire tra i professionisti. Il Sassuolo pagò ai rossoneri appena 13,5 milioni di euro, mentre oggi ne vale quasi il triplo. Perché il Milan ha venduto Locatelli?

Gli esordi al Milan e i cambi societari

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“Su una panchina di Milanello i dirigenti mi dissero che non ero più importante per loro, è stato veramente devastante. Ho fatto il tragitto in macchina piangendo”. È stato lo stesso Locatelli, lo scorso marzo, a raccontare pubblicamente cosa avvenne nell’estate del 2018. Il primo a credere in lui era stato Sinisa Mihajlovic, che lo aveva aggregato alla prima squadra nel 2015, quando Locatelli aveva solo 17 anni, anche se poi era stato Cristian Brocchi a farlo esordire in Serie A, il 21 aprile 2016.

manuel locatelli lorenzo insigne italia
Fonte: @locamanuel73 (Instagram)

L’anno seguente, con Vincenzo Montella allenatore, il giovane centrocampista era divenuto un elemento importante della rosa del Milan, ma il club era in una fase di transizione delicata, con il passaggio della proprietà da Berlusconi a Yonghong Li. Nella stagione successiva, Montella venne sostituito in corsa da Gennaro Gattuso, e Locatelli vide drasticamente ridursi il suo minutaggio: da 1.689 a soli 668 minuti in Serie A.

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Nel frattempo, nell’estate del 2018 la proprietà dei rossoneri era nuovamente cambiata, passando al gruppo Elliott e la dirigenza era stata completamente rivista: via Fassone e Mirabelli, Scaroni divenne presidente, Gazidis amministratore delegato, e l’area sportiva venne affidata a Leonardo (direttore generale dell’area tecnico-sportiva) e a Paolo Maldini (direttore sviluppo strategico dell’area sportiva).

Perché il Milan ha venduto Locatelli

In quella situazione societaria, molte cose cambiarono. Al Milan c’era aria di novità, ma anche delusione per l’esclusione dalle coppe europee a causa del fair play finanziario; Gattuso, confermato in panchina, non vedeva particolarmente Locatelli, e ne approvò la cessione. Il Milan, in compenso, aveva scelto di puntare su nomi già affermati, dopo i deludenti affari di Bonucci, Kalinic e André Silva: a centrocampo arrivarono quindi Laxalt e Bakayoko, e a gennaio alla rosa si sarebbe aggiunto Lucas Paquetà.

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Per Manuel Locatelli, quindi, non c’era più spazio, e il gicoatore fu mandato in prestito al Sassuolo. Il club emiliano pagò 2 milioni subito e inserire nella trattativa l’obbligo di riscatto a 10 milioni più bonus, il che di fatto significava la cessione a titolo definitivo dell’allora 20enne centrocampista italiano.

manuel locatelli sassuolo
Fonte: @locamanuel73 (Instagram)

La dirigenza del Milan scaricò del tutto Locatelli, come dimostra la cifra relativamente bassa accettata per giocatore così giovane ma già con 62 presenze da professionista, ma anche la decisione di rinunciare a una clausola di recompra o a una percentuale di guadagno sulla futura cessione del giocatore. Una decisione che oggi, tre anni dopo, non può che far mordere le mani ai dirigenti rossoneri.

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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