Manchester United, tutte le cessioni sbagliate: da Lingard a Lukaku

In questi anni, il Manchester United ha speso molti soldi in giocatori che hanno reso sotto le aspettative, per poi esplodere immediatamente altrove

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Sembra di poter dire che al mondo esistono due Jesse Lingard: uno è un giocatore spento e poco incisivo visto all’opera al Manchester United l’anno scorso, e poi letteralmente sparito nella prima parte di questa stagione (187 minuti complessivi giocati); l’altro è il fenomeno che sta facendo sognare al West Ham la Champions League, con 8 reti e 4 assist segnati in sole 9 partite del 2021.

Ma questo non è un altro dei (doverosi) articoli su Lingard, bensì sull’altro lato della medaglia. Per un giocatore che sembra essere rinato in pochi mesi, c’è un club che a dispetto del secondo posto in Premier League negli ultimi anni ha speso milioni di sterline per giocatori inconcludenti, divenuti fortissimi appena lasciati i Red Devils.

Lasciare Manchester

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Che il Manchester United stia vivendo una complessa crisi nel post-Ferguson è sotto gli occhi di tutti. Dal 2013 a oggi, esclusa la parentesi di Mourinho, i Red Devils hanno sempre avuto a disposizione giocatori di primissimo livello senza mai riuscire ad avere una chiara idea di gioco e, sopratutto, senza più tornare a vincere il campionato o la Champions League.

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Fonte Immagine: @jesselingard (Instagram)

Dall’addio di Sir Alex, la società inglese ha speso circa 1.205 milioni di euro sul calciomercato per giocatori come Mata, Fellaini, Di Maria, Shaw, Depay, Martial, Lukaku, Matic, Fred, Maguire, Bruno Fernandes e altri ancora. Molti di essi si sono rivelati completamente buchi nell’acqua (Van de Beek, 39 milioni per 319 minuti in Premier League), mentre altri non hanno mai reso come ci si aspettava (tra questi spicca ovviamente Paul Pogba, pagato 105 milioni).

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Il punto è che spesso il Manchester United è stato poi costretto a cedere questi calciatori deludenti a un prezzo inferiore a quello d’acquisto, per poi vederli subito aumentare il proprio rendimento in maniera esponenziale. Ne sa quacosa l’Inter, che sta vincendo in carrozza la Serie A con ben quattro ex-United in rosa: Young, Darmian, Sanchez e Lukaku, affermatosi come uno dei centravanti più dominanti al mondo.

I Red Devils avevano speso 155 milioni per assicurarseli, e a parte Young nessuno ha mai convinto veramente, mentre per le loro cessioni sono stati incassati appena 78 milioni. Ma i nerazzurri non sono stati i soli a beneficiare degli errori manageriali del club inglese: sempre nel campionato italiano, la Roma negli ultimi anni ha saputo rilanciare prima Smalling e poi Mkhitaryan.

Il successo lontano dal Manchester United

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Ad aprire questa infausta tradizione è stato però uno dei giocatori da qui meno ce lo si sarebbe atteso: Daley Blind. Lo United lo aveva acquistato nel 2014, con l’arrivo in panchina di Van Gaal, per 17,5 milioni dall’Ajax. L’olandese, in quattro stagioni, non ha lasciato il segno ed è così stato rimandato ad Amsterdam in cambio di 16 milioni, tutto sommato una buona cifra. Coi Lancieri, però, Blind si è trasformato in un leader e ha subito trascinato la squadra alle semifinali di Champions League.

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Fonte: @memphisdepay (Instagram)

Ander Herrera (36 milioni) e l’eterna promessa Adnan Januzaj possono raccontare storie simili. Entrambi scartati dal Manchester United, si sono ritrovati non appena trasferitisi altrove: il basco, pur non essendo certo una colonna del PSG, ne è comunque uno degli elementi più utilizzati, e in Francia ha raggiunto la finale di Champions. Il belga, dal suo approdo alla Real Sociedad, è tornato ad avere un ottimo rendimento.

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Clamoroso è il caso di Memphis Depay, costato 34 milioni nel 2015, quando aveva solo 21 anni, e frettolosamente scaricato al Lione dopo un anno e mezzo per 16 milioni. La sua esperienza a Manchester conta 7 gol e 6 assist in 53 presenze, mentre solo nella sua prima metà di stagione in Ligue 1 era già a quota 5 reti e 8 assist. Oggi, Depay è considerato uno degli attaccanti migliori al mondo e il Barcellona è da tempo sulle sue tracce.

A questa lunga e impietosa lista, si potrebbe volendo anche aggiungere Zlatan Ibrahimovic. Il rendimento dello svedese nei Red Devils è stato piuttosto buono, se consideriamo che fu minato da un brutto infortunio, ma dopo una sola stagione già si era deciso di liberarsene, perché ritenuto ormai al tramonto. Nel gennaio 2020 Ibra è tornato in Europa e ha cambiato il volto del Milan, che qualche settimana fa è andato molto vicino a eliminare il Manchester United dall’Europa League, unico trofeo che Solskjaer e i suoi ragazzi possono sperare di conquistare in questa stagione.

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