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Splende la stella di Malinovskyi e l’Atalanta ha sempre meno bisogno di Ilicic

Nell’Atalanta sta brillando sempre di più la stella di Ruslan Malinovskyi. È pronto a prendersi il ruolo di Ilicic?

Non accenna a placarsi l’ascesa dell’Atalanta. La squadra bergamasca anche quest’anno sta vivendo una stagione di altissimo livello, proiettata verso un’altra qualificazione in Champions e finalista di Coppa Italia. Tra i segreti della società lombarda c’è quello di riuscire a scovare un numero impressionante di grandi talenti e di saper sostituire sapientemente le pedine che vengono cambiate.

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La rottura tra Gasperini e il Papu Gomez, il vero leader del miracolo atalantino, e l’addio dell’argentino a gennaio potevano davvero avere la forza per distruggere la squadra. Ciò però non è avvenuto, anzi l’Atalanta si è ricompattata e ha trovato nuovi grandi protagonisti che la stanno guidando in questa seconda parte di stagione. Tra questi Ruslan Malinovskyi, sempre più cruciale nella Dea.

Malinovskyi
Fonte: profilo ufficiale Twitter @Atalanta_BC

La stagione di Malinovskyi

Ucraino, classe ’93, Malinovskyi è arrivato all’Atalanta nel luglio 2019, per circa 14 milioni di euro. Il talento ucraino si era messo in mostra con la maglia del Genk e non ha faticato a far vedere le sue qualità anche con la casacca nerazzurra.

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Nella sua prima stagione all’Atalanta Malinovskyi ha messo a referto 9 gol in 44 presenze, dando un importante contributo a un’altra grande stagione nerazzurra. Quest’anno l’ucraino si sta confermando, finora sono 4 i gol e 8 gli assist in 34 presenze. Giocando 1660 minuti, l’ex Genk ha praticamente partecipato a un gol ogni partita e mezzo della Dea.

Ciò che però impressiona, al di là dei numeri, è la crescente importanza che sta acquisendo Malinovskyi nell’Atalanta. La squadra di Gasperini ha vissuto quest’anno dei momenti difficili, legati soprattutto alle frizioni col Papu Gomez. La partenza, brusca, di un leader tecnico e carismatico come l’argentino avrebbe potuto mettere in ginocchio la squadra, ma come detto ciò non è successo.

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Anzi, chi è rimasto si è responsabilizzato maggiormente e giocatori come Muriel, Pessina e appunto Malinovskyi non hanno assolutamente fatto rimpiangere il Papu. Oltre che doti tecniche non indifferenti, l’ucraino ha dunque mostrato anche importanti qualità caratteriali, si è saputo far trovare pronto e ha accettato un maggiore carico di responsabilità e ora si sta consacrando.

Malinovskyi è l’erede di Ilicic?

Dopo Gomez, un altro grande pilastro del miracolo Atalanta degli ultimi anni potrebbe salutare. Il futuro di Josip Ilicic è sempre più in bilico, tra la chiamata di una big come il Milan e un rapporto con Gasperini che vive di alti e bassi. Lo sloveno quest’anno ha alternato grandi prestazioni a preoccupanti passaggi a vuoto, dimostrando di essere ancora uno dei giocatori più decisivi del campionato quando è in forma, ma anche troppo scostante per essere completamente affidabile.

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Se l’assenza di Ilicic qualche mese fa poteva essere vista come un ostacolo difficilmente aggirabile, oggi quest’evenienza fa meno paura. Proprio grazie alla crescita di Malinovskyi, che sembra il giocatore più idoneo a raccogliere l’eredità dello sloveno in nerazzurro. Ilicic è sempre stato il jolly di Gasperini, il giocatore capace di far saltare il banco con le proprie giocate, di vincere le partite da solo. Meno costante del Papu, ma più travolgente.

Una similitudine si può vedere con i due nuovi astri nascenti dell’Atalanta: Pessina, che come costanza somiglia più al Papu, e Malinovskyi, che come incisività ricorda molto Ilicic. L’ucraino ha ancora molto su cui lavorare, tra cui la concretezza in zona gol, ma si sta già dimostrando una pedina fondamentale, soprattuto in fase di rifinitura, come testimoniano gli 8 assist stagionali.

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L’ucraino ha tutte le carte in regola per diventare l’erede di Ilicic all’Atalanta e può contribuire a quel ricambio che spaventava tanto, ma che sta avvenendo in maniera totalmente naturale e può far restare l’Atalanta ancora a lungo ai vertici del calcio italiano.

 

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Danilo Budite
Danilo Budite
Romano, classe '95. Amo il calcio, soprattutto raccontarlo. Scrivo di tutto ciò che mi circonda.

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