HomeSerie ALa consacrazione di Vlahovic con la Fiorentina non deve stupire

La consacrazione di Vlahovic con la Fiorentina non deve stupire

Il 2021 della Serie A in fatto di attaccanti ha consacrato Dusan Vlahovic, capace di alzare vertiginosamente la sua media realizzativa diventando un valore aggiunto per la Fiorentina

Da oggetto misterioso a bomber implacabile. Il tutto, nell’ultimo mese. Dusan Vlahovic è il centravanti più efficace di quest’ultimo mese che ha accavallato il 2020 al 2021: con la rete segnata al Bologna, l’attaccante serbo della Fiorentina è salito a quota 18 gol complessivi, quasi tutti decisivi per rilanciare le ambizioni di classifica della compagine viola.

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Meglio di Vlahovic ha fatto solo Luis Muriel, ma è ovvio che i due non possano essere assolutamente messi a paragone. Infatti, da un parte il colombiano ha la fortuna di poter giocare in un contesto di alto livello, che spesso ne esalta le caratteristiche; viceversa, il serbo ha sempre faticato a tradurre nell’ultimo terzo di campo le poche occasioni prodotte dalla Fiorentina.

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Fonte immagine: @Fantacalcio (Twitter)

Il 2021 di Vlahovic

Eppure, oggi Vlahovic viaggia a una buonissima media realizzativa. Infatti, nei primi undici turni di Serie A, il centravanti scoperto da Pantaleo Corvino aveva trovato soltanto una volta la via del gol, una segnatura peraltro inutile arrivata in occasione della sconfitta casalinga contro la Sampdoria. Dal 16 dicembre in poi, invece, c’è stata una seria inversione di rotta.

A sbloccarlo è stato il gol contro il Sassuolo, seguito poi da quelli contro il Verona, la Juventus e Lazio. Infine, prima di castigare il Crotone, Vlahovic ha anche regalato tre punti salvezza di platino nello spareggio contro il Cagliari. Poi Samp, Fiorentina, la tripletta contro il Benevento e le reti segnate contro Genoa e Atalanta – doppietta -, Verona e Juventus hanno completato il quadro di una stagione molto positiva.

Vlahovic tra Milan e Roma

L’obiettivo principale, quello di superare la doppia cifra stagionale, è stato centrato, ma con un buon numero di partite a disposizione c’è la possibilità di incrementare ulteriormente il bottino. Nel frattempo, cominciano a infittirsi le voci di mercato su di lui: secondo La Gazzetta dello Sport il Milan lo avrebbe messo nel mirino, ma anche la Roma vedrebbe nel serbo l’ideale post Dzeko.

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Fonte immagine: @calciofanblogs1 (Twitter)

Titolarità meritata dopo le difficoltà

E pensare che l’estate scorsa la Fiorentina aveva seriamente valutato di mandarlo in prestito. In tal senso, si era fatto avanti il Verona, con Juric che – prima di ripiegare su Favilli e Kalinic – aveva pensato di puntare forte proprio su Vlahovic. Inutile dire che l’ambiente Hellas non avrebbe potuto che fargli del bene, mentre a Firenze, almeno all’inizio, il serbo qualche problemino lo aveva palesato.

I suoi oltre 190 centimetri abbinati a movimenti mediamente sgraziati non lasciavano trasparire nulla di buono. In Primavera segna tanto perché ha un fisico da corazziere, si diceva. Invece qualche gol di pregevole fattura se lo è concesso lo stesso. Il problema principale, indiretto ma implicito, è portato dalla sua giovane età, che imporrebbe alla società di metterlo nelle condizioni di rendere al massimo.

Giocare, magari segnare ma soprattutto sbagliare: in tal senso, il contesto Fiorentina non è il massimo, tra cambi in panchina e mercati rivoluzionari che, all’atto pratico, non rivoluzionano nulla. Prandelli, anche per mancanza di alternative – Cutrone è tornato in Inghilterra, Kokorin è e sarà una scommessa – lo ha reso un punto fisso.

Lui sta ripagando sgrezzandosi anche in fase di non possesso, sacrificandosi e facendo respirare la squadra sfruttando il fisico e la bravura nel proteggere la palla. Calcia bene con entrambi i piedi e rende al massimo con uno o due sotto punta – Ribery e Castrovilli, quando sono in giornata, sono ideali per questo compito – perchè, nonostante il fisico, Vlahovic sta migliorando anche nel fraseggio. In età calcistica da apprendistato, ha davanti grandi margini di crescita. Se in viola, si vedrà.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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