Liga senza Messi e Ronaldo, il campionato spagnolo riparte da 5 calciatori

Dopo Cristiano Ronaldo anche Messi ha lasciato la Liga, un campionato che nel giro di tre anni si scopre orfano di due dei migliori giocatori di tutti i tempi e che si trova a metà del guado, senza più uomini-copertina.
Su cosa puntare? Ormai i top in quanto a stipendio e aspettative vanno in Premier, la Germania è un succoso laboratorio, la Ligue 1 ha Messi e la Serie A ha Ronaldo, appunto. Che si fa, allora? Da chi si riparte? Abbiamo scelto cinque calciatori destinati a diventare gli uomini-copertina della Liga.

Luis Suarez (Atletico Madrid)

Partiamo dall’uomo-simbolo dei campioni in carica: Luis Suarez. A gennaio farà 35 anni, numeri da pre-pensionamento, ma in realtà se i Colchoneros hanno vinto un po’ a sorpresa l’ultimo campionato il merito è stato prevalentemente suo e della sua incredibile precisione sotto porta: 21, i gol realizzati, compresi quelli del timbro sul titolo.

Grande amico di Messi, a cui ha lasciato un ultimo messaggio toccante dopo il passaggio dell’argentino al Psg, suo compagno per sei anni nonché vicino di casa, dovrà sperare che accanto a lui Joao Felix torni quello devastante dell’autunno scorso e che Rafa Mir, che pare in procinto di arrivare al Wanda Metropolitano, confermi le ottime sensazioni lasciate con l’Huesca e con la Spagna olimpica. Altrimenti reggere tutto l’attacco da solo sarà un peso troppo grande anche per un fenomeno come lui.

MESSI VIA DAL BARCELLONA: I MOTIVI

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Fonte: Instagram @karimbenzema

Karim Benzema (Real Madrid)

A proposito di pesi sulle spalle, Karim Benzema è stato per larghi tratti l’unico attaccante decente dei blancos nella passata stagione. Meglio ancora, è stato l’unico ad arrivare in doppia cifra: 30 gol, con i secondi, Asensio e Casemiro, lasciati a distanza siderale, a quota 7. Quattro volte e passa di più.

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Da quando Ronaldo se n’è andato alla Juventus è toccato sempre a Benzema tappare i buchi di una squadra che quest’anno sarà anche priva, dopo 16 anni, di Sergio Ramos. Il fatto è che davanti Vinicius e Rodrygo non vedono mai la porta, Hazard passa più tempo in infermeria che in campo e il mega-acquisto Jovic è sul mercato in cerca di acquirenti.
Per fortuna che fin qua il fisico di Karim ha retto alla grande, ma anche per lui il tempo passa inesorabile: a dicembre saranno 34 primavere.

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Fonte immagine: @sportli26181512 (Twitter)

Antoine Griezmann (Barcellona)

Quando Messi se n’è andato molti tifosi se la sono presi con Antoine Griezmann, accusato di essere stato tra le cause (economiche) dell’addio dell’argentino. Grizou effettivamente era costato tanto, 120 milioni, ma in confronto ad altri acquisti disastrosi dei blaugrana cari come il fuoco (Dembelé?) ritenere il francese un errore di mercato è sbagliato.
Certo, il rapporto tra Griezmann e Messi, più che altro tra i rispettivi clan, era diventato teso negli ultimi tempi e questo sarà sempre rinfacciato all’ex dell’Atletico Madrid. Però ora tocca a lui prendersi le responsabilità che erano dell’argentino in attacco, nonostante gli arrivi di Depay e Aguero (già rotto, peraltro).

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Fonte: IG (@lukamodric10)

Luka Modric (Real Madrid)

In fondo è stato l’unico a vincere il Pallone d’Oro in questo decennio abbondante di “dittatura” Messi-Ronaldo, no? Sarà anche vecchiotto, ma anche all’Europeo di recente Luka Modric ha dimostrato di sapere fare ancora la differenza.
Difficile che giocherà tutte le partite, ma se il Real ha la minima ambizione quantomeno di vincere la Liga deve sperare che Modric si faccia un bagno nell’acqua di “Cocoon” e rimanga in forma il più possibile. Giocatore-barometro se ce n’è uno e Carlo Ancelotti lo sa bene.

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Fonte: @frenkiedejong (Instagram)

Frenkie De Jong (Barcellona)

Meno male che lui è rimasto. Frenkie De Jong è il più giovane di queste stelle che sono ormai sulla trentina, se non oltre. L’olandese è diventato ancora più fondamentale sotto la gestione Koeman, è stato l’uomo che ha effettuato più passaggi per partita nell’ultimo campionato, 75.3, completandone il 91.9%.
Ormai accantonato Pjanic, assieme all’inesauribile Pedri e all’eterno Busquets, potrebbe l’unico ad accendere un po’ la luce in un Camp Nou che senza Messi si ritroverà come minimo smarrito.

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Alessandro Ruta
Alessandro Ruta
Milanese, classe 1982, vive vicino a Bilbao. Ha scritto una quindicina di libri, non solo di sport. In passato ha lavorato per La Gazzetta dello Sport e Mediaset, oggi collabora con varie testate italiane e spagnole

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