La crisi di Lautaro: 2 mesi senza gol e sirene dall’estero

Lautaro Martinez è il simbolo perfetto dell’Inter che rallenta in campionato: l’argentino, sulla carta la stella dei nerazzurri, non segna da metà dicembre.

L’Inter di Simone Inzaghi difende la testa della classifica (considerando che deve recuperare un match rispetto alle dirette avversarie), ma che stia rallentando la sua corsa è sotto gli occhi di tutti. A tre giorni dal ritorno in Europa con la sfida col Liverpool, i nerazzurri hanno raccolto solo 1 punto nelle ultime due di Serie A.

C’è da sorridere perché, almeno, l’attacco continua a segnare (nel 2022, è rimasto a secco solo contro l’Atalanta), ma per contro emerge il problema Lautaro Martinez: la punta argentina, indiscutibilmente il giocatore di maggior valore della rosa, non segna più su azione da quasi due mesi, dalla vittoria del 17 dicembre sulla Salernitana.

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La crisi del gol di Lautaro

Nessuno ha segnato quanto lui, nell’Inter di quest’anno, nemmeno Edin Dzeko: questo spiega sicuramente qualcosa del calo più recente della squadra di Inzaghi, che ha di fatto perso il suo principale terminale offensivo in una fase decisiva della stagione.

17 reti complessive, per Lautaro, nella scorsa stagione, quando divideva il peso del gol con Lukaku. In quella attuale, divenuto il vero leader del reparto avanzato interista, l’argentino aveva soddisfatto le aspettative (almeno in campionato, perché in Champions non è ancora arrivata nessuna rete), timbrando il cartellino 11 volte in 16 partite, a volte addirittura giocando appena una mezzoretta (vedi contro Venezia e Salernitana).

Un radicale mutamento del gioco offensivo della punta, chiamato a essere il vero finalizzatore della squadra, come dimostrano anche i numeri degli assist, scesi ad appena 2, mentre l’anno scorso furono in tutto 11. Poi, però, il vuoto: 9 partite senza gol tra tutte le competizioni, e le critiche su di lui che sono iniziate a crescere.

I numeri sugli xG di Lautaro sono un altro indicatore della sua crisi realizzativa: fino alla gara contro la Salernitana, l’ultima in cui è andato in gol, la sua media di expected goals a partita era di 0.84, per un totale di 12.65 (a fronte di 11 gol effettivamente realizzati). Una precisione, quindi, del 87%, che da Salerno a Napoli è completamente crollata: zero reti segnate su una media (comunque non molto alta) di 0.22 xG, per un totale di 1.12.

Significa, in parole povere, che Lautaro Martinez non solo non segna più, ma proprio non ha più la stessa pericolosità offensiva di prima: non riesce più a trovarsi con la stessa facilità in condizione di fare gol. E tutta l’Inter ne sta soffrendo.

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Dalla crisi al possibile addio in estate

In sua assenza, almeno dal tabellino dei mercatori, l’Inter si è consolata con Dzeko, Perisic, Alex Sanchez e Barella, ma i problemi al gol di Lautaro rappresentano un ostacolo che Simone Inzaghi deve superare quanto prima, per non compromettere la corsa scudetto.

Anche perché attorno all’argentino risuonano già sirene di mercato, che la prossima estate lo vorrebbero a Barcellona o a Manchester, sponda United. Il suo contratto con l’Inter scade solo nel 2026, quindi è ovvio che chiunque lo vorrà dovrà sborsare una grossa cifra (80 milioni?) per togliergli di dosso la maglia nerazzurra. E non è da escludere che, sentendosi già un quasi ex, Martinez stia oggi con la testa altrove.

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