Kramaric

Andrej Kramarić l’ha fatto di nuovo. Nella sconfitta con l’Eintracht Francoforte, infatti, ha realizzato l’unico gol dell’Hoffenheim, portando il totale della sua stagione a 8: numeri mostruosi, che certificano la crescita di quello che a tutti gli effetti è diventato il vero trascinatore della squadra di Hoeneß, oltre ad esserne il miglior marcatore di tutti i tempi.

Dalla lotta con Mamic all’affermazione in Croazia

La carriera di Kramarić inizia in Croazia, nella famosa accademia della Dinamo Zagabria, dove da sempre crescono i migliori talenti del calcio croato. Lui è uno di questi e lo dimostra sin da piccolo, segnando caterve di gol nelle selezioni giovanili, fino ad arrivare in prima squadra a 18 anni.

Dopo una stagione da titolare, però, Kramarić decide di lottare contro il “sistema economico” di Zdravko Mamić (per cui il 50% dei ricavati da ogni cessione andava ad arricchirlo personalmente), che al tempo, oltre ad essere l’uomo più potente del calcio croato, è anche il presidente della Dinamo Zagabria. Kramarić non ci sta e decide di opporsi, diventando, però, un vero e proprio separato in casa.

Per questo decide di trasferirsi prima alla Lokomotiva Zagabria e poi al Rijeka, dove riesce finalmente ad affermarsi come uno degli attaccanti croati più forti della sua generazione, arrivando ad esordire con la nazionale maggiore.

Kramarić

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Le difficoltà in Inghilterra

Nel gennaio del 2015, dopo una prima metà di stagione straordinaria con la maglia del Rijeka (28 gol segnati in 31 partite), Kramarić approda nel calcio che conta, trasferendosi per 9 milioni di euro al Leicester di Pearson, dove non riesce a trovare sufficiente spazio. Con l’arrivo di Ranieri, di fatto, il croato esce dal progetto di quella squadra che a fine stagione avrebbe vinto la Premier League: in 6 mesi gioca appena 234 minuti, di cui solo 22 in campionato.

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La seconda chance all’Hoffenheim e l’affermazione

A gennaio l’attaccante croato decide di cambiare aria, per ritornare ad essere quell’attaccante che aveva fatto innamorare mezza Europa. I club che si fanno avanti sono molti, ma alla fine la spunta l’Hoffenheim, che decide di portarlo in Bundesliga. A Kramarić bastano sei mesi per conquistare i cuori dei tifosi: 5 gol e 4 assist convincono la squadra tedesca ad acquistarlo per 11 milioni di euro.

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E, con Nagelsmann in panchina, Kramarić diventa finalmente quell’attaccante letale che ha conquistato la Bundesliga a suon di gol e grandi prestazioni: innanzitutto è stata la nazionale croata a beneficiarne, risolvendo alcuni problemi offensivi proprio con Kramarić, che giocherà da titolare anche il Mondiale del 2018.

Nelle prime due stagioni in Germania, inoltre il croato segna rispettivamente 15 e 13 gol (con 8 assist a stagione), conducendo l’Hoffenheim fino a gironi di Champions League nella stagione 2018-2019. La squadra di Nagelsmann non riesce ad andare oltre al quarto e ultimo posto, ma il classe 1991, con 5 gol e un assist, si conferma come un attaccante degno di stare fra i migliori bomber d’Europa.

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Kramarić: gol, talento e l’Hoffenheim nel cuore

In Bundesliga, intanto, conclude la stagione con 17 gol e viene eletto miglior giocatore dell’Hoffenheim, attirando su di sé l’interesse di Atletico Madrid e Milan, che però non affondano il colpo, apparentemente per motivi tecnici. Kramarić, però, è un attaccante estremamente duttile, oltre che talentuoso.

Prima punta, seconda punta, ala destra o sinistra e all’occorrenza anche trequartista, il classe 1991 è un giocatore capace di svariare su tutto il fronte d’attacco, rappresentando un importante punto di riferimento per compagni di squadra, oltre ad essere una vera e propria mina vagante per gli avversari. Dotato di buona tecnica di base, grande progressione e eccezionale fiuto del gol, Kramarić ha dimostrato sul campo di essere uno degli attaccanti più temibili di tutta la Bundesliga.

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Finita l’estate, Kramarić si muove da Sinsheim, determinato come non mai a confermarsi come il leader di una squadra che, con l’addio di Nagelsmann, passato al Lipsia, ha perso uno dei fautori della sua straordinaria ascesa.

Sia con Schreuder che con Hoeneß, però, l’ex Dinamo Zagabria ha dimostrato ampiamente di meritare un posto fra i migliori attaccanti di Germania: nella scorsa stagione, pur limitato dagli infortuni, ha realizzato 12 gol in 19 partite, compreso l’incredibile poker al Borussia Dortmund, mentre nella stagione appena iniziata è già a quota 6 (8 in tutte le competizioni).

Un gol ogni 61 minuti. In altre parole, Kramarić è semplicemente un giocatore spaziale. E la maglia dell’Hoffenheim, forse, comincia a stargli un po’ stretta.

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