Senza idee né fantasia: la Colombia ha bisogno di James Rodriguez

L’assenza di James Rodriguez ha nettamente ridimensionato la qualità offensiva della Colombia: Rueda, nonostante alcuni problemi extra campo, è pronto a richiamarlo in nazionale

Il triplo impegno di qualificazioni a Qatar 2022 ha messo in evidenza alcune questioni che, soprattutto in Sudamerica, stanno tenendo particolarmente banco. Per esempio, il pareggio a reti bianche della Colombia contro l’Ecuador non ha solo rappresentato un’occasione mancata per i Cafeteros, ma pone anche interrogativi sulla bontà del progetto tecnico imbracciato dalla federazione.

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Che le cose non andassero benissimo si era già capito dalla separazione con Carlos Queiroz, esonerato – nonostante il suo vincolo pluriennale firmato a inizio 2019 – dopo meno di due anni al comando della nazionale. Il portoghese, incaricato di condurre la Tricolor al Mondiale, ha pagato la mancanza di qualità e anche una situazione politico-sociale interna che non la affatto aiutato.

Rueda, il grande ritorno

Così, una volta salutato Queiroz, la federazione colombiana ha pensato bene di richiamare Reinaldo Rueda, nel frattempo cacciato dal Cile in luogo di Martin Lasarte. Questa scelta è stata fatta in funzione nostalgica, visto che proprio il ct nato a Cali nel 2006 aveva riportato al Mondiale la selezione nazionale dopo anni di anonimato.

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Rueda ha cominciato il suo cammino nel gennaio scorso e, anche se per ora il ruolino di marcia è nella media, la classifica verso Qatar 2022 dice che la Colombia non ha ancora inserito l’acceleratore per staccare le inseguitrici e insediarsi dietro ad Argentina e Brasile.

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Contro l’Ecuador, oltre tutto, è mancata totalmente la produzione offensiva, il che ha decisamente indispettito stampa, media e tifosi locali. Infatti, nonostante lo zoccolo duro della nazionale sia composto da calciatori che militano a un buon livello europeo, non c’è attualmente nessuno in grado di fare la differenza.

L’incognita James Rodriguez

Qualche giorno fa James Rodriguez ha firmato un ricco contratto con un club del Qatar e, proprio in quei giorni, era tornato a parlare del suo rapporto con la Colombia. Il Bandido è fuori da giro per motivi che non riguardano solo la sfera sportiva, ma anche professionale.

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Il punto però è che in patria si domandano se a questa mancanza totale di qualità negli ultimi venticinque metri di campo non possa corrispondere un suo ritorno in nazionale. Infatti, l’impressione è che la Colombia non ami più giocare palla al piede, ma solo attendere per sfruttare gli strappi delle punte.

Uno snaturamento che, storicamente, non fa onore a una squadra che ha sempre premiato palleggio e fantasia come input per crearsi una identità. Mentre Quintero fatica, James Rodriguez manca: d’altronde i suoi numeri con i Cafeteros sono unici e Rueda, prima o poi, dovrà rendersene conto.

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A novembre la Tricolor affronterà Paraguay e Brasile, con quest’ultimo probabilmente già aritmeticamente qualificato al Mondiale. Se Rodriguez si farà trovare pronto, i tifosi colombiani possono apprestarsi a riabbracciare il loro numero 10.

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