Inghilterra contro il betting: ban degli sponsor sulle maglie da gioco

L’Inghilterra proibirà la pubblicità sulle maglie da calcio da parte delle aziende di scommesse, all’interno di un processo più ampio che mira a limitare la diffusione del betting

Il governo inglese ha deciso di vietare alle società di scommesse di sponsorizzare magliette da calcio. La delibera è arrivata in seguito alla recente revisione delle leggi sul gioco d’azzardo in vigore in Regno Unito. Secondo il Daily Mail, questa decisione farebbe parte di una parte più ampia di norme che verranno varate entro l’inverno.

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Si comincerà infatti a mettere il niet definitivo per le magliette, ma l’obiettivo reale – viene raccontato – potrebbe ben presto essere esteso alle pubblicità delle scommesse in tutto lo sport, compresi i cartelloni presenti a bordo campo e gli spot televisivi.

Werner Borussia Dortmund
Fonte immagine profilo Twitter @TimoWerner

Inghilterra, stop al betting: il veto sulle maglie

In questa stagione, nove dei 20 club della Premier League hanno società di gioco d’azzardo come main sponsor, ma a loro ne vanno aggiunte altre sei che militano attualmente in Championship, nella seconda divisione. Il totale di queste sponsorizzazioni supera, secondo le stime pubblicate dai media britannici, i 100 milioni di sterline.

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Un vero e proprio capitale, che certifica come le aziende di betting sappiano muoversi nel mercato del calcio. Uno studio recente ha anche scoperto che tutti i club (tranne uno) della Premier League collaborano, in qualche modo, con società di scommesse.

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Tali accordi potrebbero invece essere permessi: il tema è già stato discusso in Parlamento, con alcuni politici che si sono apertamente schierati al fianco dei club meno abbienti, che quindi hanno bisogno di ricavi per andare avanti senza aprire voragini nei bilanci.

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Goalscorer Sadio Mane of Liverpool (l) celebrates with Mohamed Salah of Liverpool (c) and Roberto Firmino of Liverpool (r) during the Champions League Semi Final 1st Leg match at Anfield Stadium, Liverpool. Picture date: 24th April 2018. Foto Simon Bellis/Sportimage/ Imago/Insidefoto

Il nuovo Gambling Act

Diverse fonti vicine alla federazione assicurano che sarà solo questione di tempo per vedere bandite le aziende di betting dal calcio inglese. Infatti, di recente, è anche stata lanciata una revisione del Gambling Act del 2005 varata dal Dipartimento per il digitale, la cultura, i media e lo sport (DCMS).

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Le modifiche sono già state proposte e, entro il mese di marzo, dovrebbe arrivare il via libera per le nuove disposizioni. Il ‘white book’ del governo – un documento politico che espone proposte per la futura legislazione – dovrebbe uscire alla fine di quest’anno o al massimo nei primi mesi del 2022.

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La deputata laburista Carolyn Harris, parlando al Mail, ha detto: “Vietare gli annunci pubblicitari sulle maglie è ovviamente la cosa giusta da fare, ma è solo un inizio”. “Purtroppo siamo bombardati da annunci che promuovono il gioco d’azzardo e la cosa deve finire. Le pubblicità dovrebbero essere completamente vietate per prevenire i danni della ludopatia”.

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Fonte: @mancity (Instagram)

Politici ed ex calciatori si schierano

Il vicepresidente Iain Duncan Smith, ex leader conservatore, ha aggiunto: “Anche se accolgo con favore qualsiasi mossa per ridurre la pubblicità sul gioco d’azzardo e la rimozione delle pubblicità dalla parte anteriore delle magliette, ci sarà ancora molto da fare”.

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Questo perché “gli annunci sono ovunque: sui cartelloni pubblicitari, sulle riviste, online e in TV. L’unico modo per evitare che i bambini siano esposti agli annunci pubblicitari di gioco d’azzardo – ha chiosato – è vietarli.’

mustafi arsenal
Fonte: Insidefoto

La scorsa settimana Peter Shilton, il calciatore con più presenze in Inghilterra, si è unito agli attivisti per consegnare una petizione con 12mila firme al numero 10 di Downing Street. Il 71enne ex portiere, che ha avuto una dipendenza dal gioco d’azzardo per 45 anni, ha consegnato una lettera al primo ministro Boris Johnson.

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Si deve, in qualche modo, cambiare: questo è il nodo cruciale. Un divieto per gli sponsor sulla parte anteriore delle maglie, una volta ufficializzato, sarebbe il più grande cambiamento nella storia degli sponsor sportivi da quando, nel 2003, il Regno Unito mise fuori legge la promozione del tabacco.

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