Il Frosinone è decimato dal Covid, ma deve giocare lo stesso

Il Frosinone si ritrova in piena emergenza in vista della sfida di Serie B di oggi, con pochissimi titolari disponibili, ma per un cavillo burocratico è impossibilitato a chiedere un rinvio a cui avrebbe diritto, e rischia di compromettere la sua corsa verso la promozione.

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Situazione molto complicata nel Frosinone, quinto in Serie B a quattro punti dalla vetta, che oggi alle 15.00 ospita il Pordenone: l’allenatore Alessandro Nesta può infatti contare su appena 15 giocatori, di cui solo 11 di movimento, a causa dei numerosi contagi nella rosa.

Di norma, la società ciociara si trova nella situazione ideale per ottenere un rinvio, secondo quanto stabilito dal protocollo della FIGC, ma sappiamo già che questo non avverrà. La partita si giocherà lo stesso, anche se l’avversario è a pieno organico: cerchiamo di capire perché.

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Perché il Frosinone non può chiedere il rinvio

Fino a ieri pomeriggio, il Frosinone contava appena quattro contagiati, ma una nuova nota della società ha annunciato che se ne erano aggiunti altri nove, portando il numero totale degli indisponibili causa Covid a 13. Cioè, abbastanza per chiedere un rinvio della partita: Nesta, infatti, ha a disposizione un numero di giocatori estremamente risicato, e per raggiungere il numero minimo di convocati per la sfida col Pordenone ha dovuto inserire in lista ben quattro portieri. Tra gli 11 giocatori di movimento disponibili, ci sono appena tre difensori e due attaccanti.

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Tra i numerosi assenti, Nesta dovrà fare a meno anche di alcuni elementi fondamentali della sua squadra, come i difensori Marco Capuano e Lorenzo Ariaudo, uomini di grande esperienza come Matteo Ardemagni e Federico Dionisi, ma soprattutto delle due stelle della squadra: il bomber Andrija Novakovich e il regista svedese Marcus Rohdén.

Il rinvio, tuttavia, non sarà possibile poiché i regolamenti prescrivono un preavviso minimo di 48 ore per fare richiesta: essendo emerse solo ieri le nuove positività, il Frosinone non ha avuto a disposizione abbastanza tempo per comunicare le sue intenzioni di non giocare. Così, il club sta già preparandosi a chiedere il rinvio della prossima sfida, che si dovrebbe giocare mercoledì a Pisa, e per la quale difficilmente avrà recuperato un numero sufficiente di giocatori.

Le difficoltà del Frosinone

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Già lo scorso martedì il Frosinone era stato a un passo dal rinvio, anche se non a causa propria: il Cittadella, che doveva ospitare i ciociari, si trovava con 9 assenti causa coronavirus, ma aveva infine deciso di giocare lo stesso e di conservare il jolly per il futuro. Contro un Frosinone anch’esso in emergenza per i contagiati, il Cittadella aveva ottenuto un’importante vittoria per 1-0.

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Considerato tra le favorite del campionato, dopo la promozione mancata nella scorsa stagione nella finale dei play-off contro lo Spezia, il Frosinone ha fatto un solo punto nelle ultime due partite anche a causa delle assenze, allontanandosi dalla vetta della classifica, e oggi col Pordenone rischia di attardarsi ulteriormente per un cavillo burocratico.

Questo caso mette in mostra altre complicazioni e contraddizioni del protocollo anti-contagi della FIGC, che per evitare il più possibile il rinvio delle partite in questa stagione già difficoltosa e condensata – tra la sospensione momentanea di quella scorsa e gli Europei e Olimpiadi della prossima estate – arriva a creare situazioni paradossali come quella che ha colpito il Frosinone.

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