Cos’ha detto Draghi a Gravina sullo stop della Serie A

Draghi Serie A: il Presidente del Consiglio ha parlato ieri sera con quello della FIGC Gravina, a proposito di un possibile stop del campionato. Ecco cosa si sono detti.

Stop al campionato o partite a porte chiuse? Sono queste le ipotesi che circolano al momento sull’imminente futuro della Serie A, il cui girone di ritorno è iniziato giovedì scorso con quattro partite sospese su dieci a causa dei troppi contagi nelle squadre.

LEGGI ANCHE: Protocollo Serie A Covid: quando si gioca la partita

Una situazione che deve essere risolta nell’incontro tra il governo nazionale e quello del calcio di mercoledì prossimo, ma che coinvolge diversi aspetti. Uno riguarda la salute dei tifosi, ed è quello che ha spinto il Presidente del Consiglio Mario Draghi a chiamare quello della FIGC Gabriele Gravina già venerdì sera.

Draghi Serie A: cosa si sono detti lui e Gravina

Il tema di cui si è più discusso in questi giorni, e che sarà al centro dell’incontro di mercoledì, è quelo dell’intervento delle ASL nel bloccare le trasferte delle squadre, oltre che ovviamente dell’uniformità di giudizio delle varie autorità sanitarie regionali. Ma la chiamata di ieri sera tra Draghi e Gravina ha riguardato il rischio per la salute dei tifosi, non tanto dei giocatori, e sono state messe sul tavolo due opzioni: match a porte chiuse o due settimane di stop al campionato.

Come riportato da tutte le fonti giornalistiche, il colloquio tra i due non ha visto tensioni nè aut aut da parte del governo nazionale: Draghi si è limitato a esprimere le sue preoccupazioni e valutare alcune soluzioni con Gravina. Il presidente della FIGC ha spiegato che lo stop dei campionati dalla B in giù si è potuto fare perché, a livello di calendario, è più semplice recuperare le partite rispetto alla Serie A.

LEGGI ANCHE: Il Napoli ha schierato tre giocatori che non potevano scendere in campo contro la Juventus

pasalic
Francesco Acerbi of SS Lazio and Mario Pasalic of Atalanta BC compete for the ball during the Serie A football match between Atalanta BC and SS Lazio at Atleti Azzurri d Italia stadium in Bergamo (Italy), October 30th, 2021. Photo Image Sport / Insidefoto

Di fronte ai dubbi di Draghi, quindi, Gravina ha riportato quella che è la volontà emersa nell’ultima riunione della Lega di Serie A, che riunisce i club del massimo campionato italiano: lo stop, anche se breve, metterebbe ulteriormente a rischio la stabilità economica del sistema. Le società, quindi, premono per continuare a giocare con le attuali regole.

Anche l’ipotesi delle porte chiuse, o anche solo della riduzione della capienza degli stadi, non è stata accolta positivamente dal calcio italiano. Una nota della Lega di Serie A, infatti, precisa che per il settore l’unica vera urgenza è “individuare in modo chiaro degli strumenti di coordinamento delle ASL territoriali per assicurare una gestione uniforme delle situazioni da covid-19 nelle squadre”.

Draghi Serie A: rischio scontro

Sebbene non ci siano state tensioni nella telefonata di venerdì tra Draghi e Gravina, la situazione potrebbe essere costretta a un cambio nelle prossime settimane. I club chiaramente non sono disposti a sacrificare introiti economici e vedono solo il problema dei contagi tra i giocatori, mentre il governo sembra interessato maggiormente a quelli tra i tifosi.

LEGGI ANCHE: Coppa d’Africa 2022, dove vederla e date

Se l’andamento dei contagi nel paese dovesse mantenere questi ritmi, il governo potrebbe dover porre un freno anche al calcio, e le società sarebbero costrette ad accettare una soluzione che, comunque, qualche danno economico la causerà.

Al momento, lo scenario più probabile è che, se non si vedranno miglioramenti da qui a fine gennaio, FIGC e Lega Serie A dovranno sedersi a un tavolo con Draghi e, molto probabilmente, accettare le partite a porte chiuse o almeno a capienza fortemente ridotta.

Siamo su Google News: tutte le news sul calcio CLICCA QUI