Filip Djuricic, il soldato di De Zerbi

Da trequartista discontinuo a elemento offensivo dal grande impatto: Filip Djuricic è uno dei punti di forza del Sassuolo di De Zerbi

Classe, talento, una continuità trovata per la prima volta in carriera e, ovviamente, il numero 10 sulle spalle, che magari non fa la differenza ma mentalmente responsabilizza. Potrebbero riassumersi così gli ultimi due anni di Filip Djuricic, una delle pedine fondamentali del Sassuolo di De Zerbi. Il serbo è diventato titolare inamovibile grazie a una crescita esponenziale principalmente dal punto di vista mentale.

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Da genio discontinuo a risorsa irrinunciabile, il passo non è stato affatto breve, ma a 28 anni il ragazzo originario di Obrenovac ha deciso di dare finalmente una svolta alla propria carriera. Lo ha fatto nella squadra a lui più congeniale, mettendo a disposizione del Sassuolo tutte le sue migliori qualità in cambio di un contesto sano, costruttivo, razionale e ragionato, che ha saputo coinvolgerlo in pieno fino alla defintiva trasformazione.

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Djuricic – De Zerbi, un binomio che funziona

Nonostante la stagione 2020/21 sia solo agli albori, Filip Djuricic ha già dimostrato di essere fondamentale sfornando gol, assist e giocate di livello purissimo per i compagni. Tocchi e iniziative quasi mai banali, poco fini a loro stesse ma sempre al servizio del collettivo. Un concetto, quello del “noi davanti all’io” sul quale molti allenatori battono insistentemente. Uno di questi è Roberto De Zerbi, che Djuricic se lo è praticamente ritrovato in squadra a Benevento, intuendone sin da subito le potenzialità.

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Un elemento grezzo, ma di materiale particolarmente plasmabile. Bastava prenderlo dal verso giusto: con l’attuale tecnico del Sassuolo in panchina, gli Stregoni non manterranno la categoria ma, se non altro, salveranno la faccia. Djuricic, in tutto questo, era diventato la chiave della squadra giallorossa, il filo d’unione capace di legare i reparti e dare assistenza al gigantesco Diabaté. Prima mezzala destra, poi trequartista e infine esterno alto a sinistra. Tanti ruoli, una sola certezza: su di lui si può scommettere.

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L’approdo a Sassuolo

De Zerbi, che sa quel che vuole da un suo sottoposto, decide di portarselo dietro al Sassuolo, che lo strappa alla Sampdoria addirittura a parametro zero. Si può quasi dire, quindi, che Djuricic era stato scaricato praticamente da chiunque. Ma non dal tecnico bresciano, pronto a responsabilizzarlo a patto che il ragazzo limasse alcuni limiti caratteriali che influivano attivamente sul rendimento in campo.

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“Lo conosco – confidò tempo fa De Zerbi – so che può darmi tanto: se lo vedete in campo significa che sta lavorando bene, ma da lui pretendo molto quindi se molla, torna in panchina”. Tenerlo sulla corda ha pagato: nella stagione 2019/20 Djuricic ha migliorato sensibilmente il suo apporto alla manovra offensiva rispetto all’annata precedente. E, per come ha iniziato il nuovo campionato, le premesse sembrano incoraggianti.

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La maturazione definitiva

Da quando Roberto De Zerbi ha adottato definitivamente il 4-2-3-1, Filip Djuricic si è trasformato in un esterno d’attacco. Per lui, nato trequartista nelle giovanili della Stella Rossa, è stata un’evoluzione importante. La sua carriera, d’altronde, lo ha portato a girare l’Europa e ad approcciarsi a diverse tipologie di calcio: dopo gli esordi in Serbia ha militato brevemente nell’Olympiakos e poi nell’Heerenveen, club nel quale è esploso definitivamente.

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Il Benfica all’epoca scommise 8 milioni di euro, lo controllò per quattro lunghi anni durante i quali Djuricic finì ovunque: Mainz, Southampton, Anderlecht e poi la Sampdoria, dove però l’amore con Marco Giampaolo non sbocciò mai. Benevento gli ha permesso di tornare a sorridere, De Zerbi ha fatto il resto. Il suo destro è capace di imbastire giochetti illeggibili per l’avversario, ubriacato dalle skills di questo classe 1992 che, se ti punta, (quasi sempre) ti salta.

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Un inizio incoraggiante

Contro lo Spezia, alla seconda giornata di una Serie A ancora agli albori, ha inaugurato il match con una rete straordinaria: passaggio chiamato quasi sulla linea laterale sinistra, finta con smarcamento a rientrare, avversario superato con un tunnel e diagonale imprendibile sul secondo palo. Il tutto in tempistiche davvero risicate.

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Djuricic piace a De Zerbi per la velocità di pensiero e per la rapidità nella giocata. Il serbo si è inserito bene nel mood tattico del suo allenatore a tal punto che, ormai, gioca a memoria. In più, ci sta mettendo del suo a livello psicologico: meno orpelli più sostanza, più partecipazione attiva e tanto movimento senza palla. Obiettivi che, fino a non troppo tempo fa, sembravano impossibili da raggiungere. E invece oggi, Djuricic, è uno dei calciatori più impattanti della Serie A.

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Andrea Bracco
Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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