Diversi calciatori si sono schierati sulla crisi Russia Ucraina (anche in Italia)

La crisi tra Ucraina e Russia è sfociata in una guerra, e già diversi calciatori hanno iniziato a prendere posizione, all’estero ma pure qui in Italia.

Alla fine la guerra è scoppiata: la Russia ha iniziato l’invasione dell’Ucraina, dopo settimane di tensione, facendo ciò che ormai molti analisti ritenevano scontato. Quello tra Russia e Ucraina è un conflitto complicato, che in pratica è iniziato a bassa intensità già nel 2014 con le crisi in Crimea e Donbass, e che ha spesso toccato il mondo del calcio, come abbiamo già provato a raccontare.

Ora che l’escalation ha raggiunto il suo apice, molte importanti personalità stanno iniziando a prendere posizione sulla guerra, e anche in questo caso il calcio non è indifferente. Anche perché il 28 maggio la finale della Champions League si dovrebbe giocare proprio in Russia, a San Pietroburgo, e il colosso energetico russo Gazprom è il principale sponsor della competizione.

Quali calciatori stanno prendendo posizione sull’Ucraina?

Nella giornata di mercoledì 23 febbraio, diversi giocatori si sono schierati pubblicamente sui social, per adesso principalmente in favore dell’Ucraina, un paese con una Nazionale e dei club molto competitivi, che esporta molti giocatori nei principali campionati europei.

Il caso più eclatante è stato quello di Roman Yaremchuk, attaccante del Benfica che mercoledì sera, segnando un gol nel match degli ottavi di Champions contro l’Ajax, ha mostrato una maglietta che raffigura lo stemma dell’Ucraina. Ma già in giornata aveva parlato Oleksandr Zinchenko, difensore del Manchester City e capitano della Nazionale, scrivendo su Instagram: “Il paese appartiene agli ucraini, e nessuno potrà appropriarsene”.

Importante anche la presa di posizione di Andriy Shevchenko, ex-attaccante del Milan, vincitore del Pallone d’Oro, stella e poi ct della Nazionale, che sempre sui social ha scritto: “L’Ucraina è la mia patria! Una nazione di cittadini sinceri, laboriosi e amanti della libertà!”. Due prese di posizione abbastanza importanti, quelle di Sheva e Zinchenko, dati i personaggi: Shevchenko in passato venire spesso accusato di essere filo-russo, mentre Zinchenko lasciò Donetsk dopo la crisi del 2014 nel Donbass per trasferirsi proprio in Russia, andando a giocare nell’Ufa.

Anche in Serie A qualcuno ha detto la sua sulla crisi nell’Est Europa: si tratta di Viktor Kovalenko, centrocampista dello Spezia ma di proprietà dell’Atalanta, che nelle sue stories su Instagram ha condiviso dei messaggi pro-Ucraina. Kovalenko ha vissuto l’esilio del suo Shakhtar da Donetsk, dopo che i ribelli filo-russi hanno preso il controllo della regione ormai quasi otto anni fa.

L’Atalanta, inoltre, è uno dei pochi casi al mondo di club che ha attualmente in rosa sia un giocatore ucraino, Ruslan Malinovskiy, che uno russo, Aleksey Miranchuk. Per adesso, però, solo il primo ha preso posizione sul conflitto, chiedendo su Twitter di fare donazioni online all’esercito ucraino.

Poteva arrivare in Italia in estate, ma alla fine è rimasto in Premier League, Andriy Yarmolenko, esperto centrocampista del West Ham, che di recente ha pubblicato su Instagram un altro messaggio in favore del suo paese: “Invito ogni ucraino a mostrare la sua lealtà al paese, a sostenere il nostro esercito. La nostra forza è la libertà, il diritto di scelta, il rispetto e i valori umani. La nostra scelta è l’Ucraina europea”.

Yarmolenko è un altro personaggio diviso tra Ucraina e Russia, dato che è nato a San Pietroburgo, dove i suoi genitori si era trasferiti per lavoro alla fine degli anni Ottanta. Inoltre, nel suo post ha usato come immagine la controversa maglia della Nazionale che doveva essere usata (ma poi fu vietata dalla UEFA) agli scorsi Europei, che raffigura i confini nazionali, includendo però anche la Crimea, oggi territorio russo.

Un’altra presa di posizione che fa discutere, anche se non riguarda dei calciatori, è quella della Bild, importante quotidiano tedesco, che ha deciso di portare avanti una protesta contro lo Schalke 04, club di Gelsenkirchen che da 15 anni viene sponsorizzato da Gazprom. Negli ultimi numeri del giornale, le immagini dei giocatori dello Schalke sono state ritoccate, coprendo lo sponsor sulle maglie con la scritta “Libertà per l’Ucraina”. Una di queste immagini è stata ricondivisa sui social proprio da Kovalenko. Dal canto suo, lo Schalke ha replicato di non avere una posizione sul conflitto, e di sostenere invece la causa della pace.

Altre voci e aggiornamenti

Dopo le prime voci, gli avvenimenti drammatici di questa mattina stanno interessando molte figure note del mondo del calcio, come ad esempio Roberto De Zerbi, che dalla scorsa estate siede sulla panchina dello Shakhtar Donetsk. Il tecnico ha detto di trovarsi, assieme ai suoi giocatori e al suo staff, in un hotel di Kiev: “L’Ambasciata italiana ci aveva sollecitato di andarcene ma non potevo, ripeto, io uomo di sport, girare le spalle al club, al calcio e andarmene così e alla fine hanno chiuso lo spazio aereo e si sta qui” ha dichiarato.

La stessa cosa è stata riportata anche nelle storie su Instagram a Junior Moraes, noto attaccante dello Shakhtar di origine brasiliana ma naturalizzato ucraino: “La situazione è grave, siamo chiusi in un hotel aspettando un modo per uscire”. Un’altra vecchia conoscenza della SerieA, l’allenatore della Dinamo Kiev Mircea Lucescu, ha detto che non lascerà il paese: “Mi auguro che questa guerra iniziata da degli idioti si fermi il prima possibile”.

Nel frattempo, si è espresso anche il primo calciatore russo, Fedor Smolov della Dinamo Mosca, che sui social ha pubblicato un messaggio per chiedere la pace. Un’altra significativa presa di posizione è stata quella di Yaroslav Rakitskiy, difensore ucraino che si è espresso sui social per la pace, pubblicando la bandiera del suo paese: Rakitskiy gioca allo Zenit San Pietroburgo, la squadra di proprietà di Gazprom, che stasera affronterà il Betis a Siviglia in Europa League.

Le prese di posizione del giovedì sera

Altri messaggi sono arrivati nella serata di giovedì 24 febbraio, quando sono andate in scena le partite di Europa League e Conference League. Nei match delle 18.45, l’ucraino Ruslan Malinovskyi ha segnato una doppietta per l’Atalanta contro l’Olympiacos, festeggiando mostrando una maglietta con su scritto “Niente guerra in Ucraina”.

Poco dopo, nei match delle 21.00, Napoli e Barcellona sono scesi in campo riunendosi prima del fischio d’inizio dietro a un altro striscione pacifista. A Siviglia, dove il Betis ospitava lo Zenit San Pietroburgo, c’è stata una manifestazione pacifista fuori dallo stadio Benito Villamarin, mentre all’interno dell’impianto i cori dei tifosi russi sono stati coperti dai fischi di quelli di casa.

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