Cosa c’entra lo Schalke 04 con la guerra tra Russia e Ucraina

Lo Schalke 04, club tedesco di seconda serie, è al centro delle critiche per il suo ruolo nella guerra tra Russia e Ucraina, a causa dei rapporti con Gazprom.

A molti suonerà assurdo, ma al centro della crisi tra Russia e Ucraina c’è anche un club di calcio della seconda divisione tedesca. Stiamo parlando dello Schalke 04, una nobile decaduta che dopo anni ad alto livello l’anno scorso ha vissuto un clamoroso tracollo, retrocedendo in 2. Bundesliga, dove ora si trova quinto a -2 dalla vetta.

Lo Schalke è molto criticato, negli ultimi giorni, in Germania a causa del suo storico sponsor, Gazprom, il colosso energetico russo che da tempo viene considerato uno strumento del governo di Putin per infilarsi nelle economie straniere e instaurare legame non solo economici ma anche geopolitici. Gli affari di Gazprom sono molto legati al settore del calcio: la società possiede lo Zenit San Pietroburgo ed è lo sponsor principale della Champions League, nonché un finanziatore di primo piano dei Mondiali del 2018.

I rapporti tra Gazprom e Schalke 04

L’accordo di sponsorizzazione è stato firmato nel 2006, e nei successivi cinque anni e mezzo ha portato nelle casse del club di Gelsenkirchen 125 milioni di euro, per poi essere rinnovato fino ai giorni nostri. I fondi russi hanno permesso allo Schalke 04 di consolidare la sua posizione di vertice nel calcio tedesco, sfiorando un paio di volte lo scudetto, conquistando una Coppa e una Supercoppa di Germania, e ottenendo una storica semifinale di Champions League sotto la guida di Ralf Rangnick.

Fin da subito, però, in molti hanno segnalato come l’intervento di Gazprom nel calcio tedesco fosse uno stratagemma del governo russo per migliorare i propri rapporti con la Germania, un partner economico fondamentale per Putin. Pochi anni dopo, infatti, il consorzio russo Nord Stream AG ha lanciato un progetto per la costruzione di un gasdotto tra Vyborg, in Russia, e Greifswald, in Germania, così da rifornire di gas naturale tutta Europa.

Nord Stream AG è una società fondata nel 2005 e controllata al 51% da Gazprom, il cui CEO è però un tedesco, Matthias Warnig. Si tratta di un ex-agente della Stasi, il servizio segreto della Germania Est, che negli anni Ottanta collaborò strettamente con il KGB ai tempi in cui c’era Vladimir Putin; i due si sono poi ritovati negli anni Novanta a San Pietroburgo, a lavorare nell’ufficio del sindaco. E, con l’ingresso di Gazprom nello Schalke 04, Warnig è entrato nella dirigenza del club, sedendosi nel consiglio di sorveglianza.

Le critiche allo Schalke 04

La situazione dello Schalke, a livello di relazioni più che sportivo, si è complicata molto in questi giorni, con l’aumento delle tensioni tra Mosca e Kiev. L’attacco più duro contro il club è arrivato dalla Bild, noto giornale tedesco, che ha deciso di ritoccare per protesta le foto della squadra, coprendo il marchio d Gazprom con una scritta che recita “Libertà per l’Ucraina”.

Questo ha costretto il club a correre ai ripari, emettendo un comunicato in cui prende le distanze dal conflitto nell’Est Europa e in cui ha dichiarato di essere a favore della pace e di non parteggiare per nessuna delle due parti. Una risposta che non ha placato le polemiche, e anzi è sembrata abbastanza di comodo.

Nel frattempo, nella mattinata di giovedì 24 febbraio è arrivato un altro importante comunicato: quello relativo alle dimissioni di Warnig dalla dirigenza. Non sono ancora chiare le motivazioni, ma sembra facile che oggi lo Schalke 04 ritenga molto compromettente avere nel proprio organigramma societario un uomo ritenuto il principale alleato di Putin in Germania. Ma oltre a questo c’è da considerare che il clima nel paese è cambiato rapidamente: due giorni prima delle dimissioni di Warnig, il governo tedesco aveva annunciato lo stop al progetto di Nord Stream 2, come ritorsione contro l’azione russa in Ucraina.

Nel primo pomeriggio di giovedì, il giornalista di Goal.com specializzato in calcio tedesco Ronan Murphy ha infine annunciato la decisione dello Schalke di rimuovere lo stemma di Gazprom dalle proprie maglie, rimpiazzandolo con il nome del club e ponendo così fine a una discussa partnership durata oltre 15 anni.

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