HomeCalcio EsteroCostruzione dal basso e difesa a 3 stanno cambiando il calcio spagnolo

Costruzione dal basso e difesa a 3 stanno cambiando il calcio spagnolo

Della costruzione dal basso si parla anche sulla stampa spagnola, dpo che le principali forze della Liga stanno virando verso la difesa a 3

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Chiunque sia solito seguire l’Atletico Madrid si sarà accorto che, quest’anno, gli uomini di Simeone hanno subito una trasformazione tattica inaspettata: dal granitico 4-4-2 degli anni passati, i Colchoneros hanno virato verso una difesa a 3 che, soprattutto all’inizio della stagione, ha dato ottimi risultati.

Del cambio di pelle dell’Atletico Madrid hanno scritto in tanti. Pur senza rinnegare il suo credo tattico, Simeone ha avvertito il bisogno di modificare il proprio approccio per sfruttare al meglio l’elevato tasso tecnico dei suoi giocatori. È cambiata, innanzitutto, la fase di possesso, divenuta più sensibile dalla costruzione dal basso, grazie al ruolo centrale svolto dal difensore Mario Hermoso.

Il ritorno della difesa a tre

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“Da Hermoso e dal suo contributo con il pallone dal basso, quindi, nasce il nuovo Atletico” ha spiegato Federico Raso su Rivista Undici. Questa rivoluzione copernicana, per un allenatore spesso accusato di difensivismo, racconta in verità un Simeone molto più ricettivo e malleabile rispetto a quello che siamo abituati a immaginare.

costruzione dal basso
Fonte Immagine: @mhermoso22 (Instagram)

Già da qualche anno si parla del ritorno della difesa a 3 che, nel corso degli anni Duemila, era stata data per morta, paragonata più o meno espressamente a un relitto anacronistico del passato. Figlia del Sistema di Chapman degli anni Venti, la difesa a 3 era già entrata in crisi negli anni del catenaccio e, poi, del totaalvoetbal, per rinascere negli anni Ottanta grazie a Carlos Bilardo. Però, già nel 2008 Jonathan Wilson evidenziava la netta crisi dello schieramento, indicando nel Napoli di Reja uno degli ultimi baluardi dei tre difensori affiancati.

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La difesa a 3 del Napoli, però, non era improntata al possesso e la costruzione dal basso non era assolutamente una sua prerogativa. Proprio quell’anno, comunque, Pep Guardiola iniziava ad allenare la prima squadra del Barcellona, e le cose cambiavano: il catalano importava nei massimi livelli del calcio europeo due principi destinati a fare scuola, la difesa a 3 sul modello di Bielsa e la salida lavolpiana, che consentiva il passaggio dalla linea a 4 alla linea a 3 in fase di possesso, tramite l’abbassamento del mediano tra i centrali difensivi e l’avanzata dei terzini.

Dieci anni esatti dopo, il discorso era completamente ribaltato e sull’Ultimo Uomo Alfredo Giacobbe pubblicava un pezzo dal titolo emblematico Perché la difesa a 3 ha così successo?. Il ritorno della difesa a 3 ha coinciso, appunto, con l’evoluzione del calcio verso un gioco più di possesso, più propositivo, e si è così imposto il tema colleterale della costruzione dal basso.

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Costruzione dal basso e difesa a 3 nella Liga

Il gioco di posizione reso di strettissima attualità da Guardiola ha attecchito bene o male dappertutto, ma prevalentemente con l’utilizzo della linea difensiva a 4, tradizionalmente considerata ancora la più sicura ed equilibrata (tanto che pure Guardiola tende a preferirla, pur non in maniera assoluta).

costruzione dal basso
Fonte Immagine: @casemiro (Instagram)

In questa stagione, però, le cose almeno in Liga stanno cambiando. Il cambiamento all’Atletico Madrid, forse in qualche modo figlio dei successi del Leeds di Bielsa, ha diffuso una nuova consapevolezza in merito alla difesa a 3 come arma decisiva nella costruzione dal basso. È quello che fa notare Enrique Ortego su El Pais, evidenziando come le quattro principali potenze del campionato spagnolo stiano tutte più o meno aprendosi al nuovo schieramento arretrato.

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Zinedine Zidane è un’altro fedelissimo della linea a 4, per questo il suo progressivo avvicinamento, pur se più tiepido rispetto a Simeone, alla difesa a 3 colpisce. Raramente la utilizza dall’inizio (per esempio, nel 2-0 sul Getafe del 9 febbraio), ma spesso il Real Madrid assume questo atteggiamento a partita in corso. Mentre terzini molto offensivi come Vazquez e Mendy salgono, è spesso il metronomo Casemiro a scendere in difesa tra Nacho e Varane, per favorire la costruzione dal basso. Un’espediente divenuto necessario soprattutto a causa dell’infortunio di Sergio Ramos, principale portatore di palla della retroguardia.

Così, anche Ronald Koeman ha cercato di dare più equilibrio al suo Barcellona spostando in avanti Jordi Alba e Dest e lasciando dietro Piqué, Lenglet e un canterano tra Mingueza e Araujo, due novità della sua gestione. Al Siviglia, Lopetegui ha dimostrato finora di preferire la difesa a 3 contro avversari molto chiusi, e così pure lui, come Zidane, parte a 4 per poi arretrare all’occorrenza un mediano (Fernando o Gudelj) tra i due centrali.

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Valerio Moggia
Valerio Moggia
Nato a Novara nel 1989, è il curatore del blog Pallonate in Faccia, ha scritto per Vice Italia e Rivista Undici, e collabora con la rivista digitale Linea Mediana.

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