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Fonte Immagine: @iamzlatanibrahimovic (Instagram)

Zlatan Ibrahimovic è svedese, ma dal nome si intende bene che le sue origini sono slave: ecco qual è la storia personale del campione del Milan.

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39 anni e una carriera che sembra avere ancora molto da dare, Zlatan Ibrahimovic è ancora oggi uno dei giocatori più carismatici e determinanti al mondo. La sua è una storia di immigrazione e periferia, fatta di difficili anni giovanili, che hanno forgiato il carattere dell’attaccante svedese oggi al Milan, condizionandone – in positivo e in negativo – i rapporti con compagni e allenatori.

Nel tempo è diventato uno dei simboli della Svezia multiculturale degli ultimi anni, diventando uno degli apripista di una nuova generazione di calciatori scandinavi figli di immigrati.

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Da dove proviene la famiglia di Ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic è nato il 3 ottobre 1981 a Malmo, città portuale della Svezia meridionale che si affaccia sull’isola di Selandia, dove sorge Copenaghen: le due città, appartenenti a nazioni diverse, sono collegate dal celebre ponte di Oresund.

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Fonte Immagine: Pallonate in Faccia

L’ambiente in cui è però cresciuto Ibrahimovic è un po’ diverso dall’elegante e moderna città commerciale che tutti potremmo immaginare: la sua famiglia abitava nel quartiere popolare di Rosengard, sorto alla fine degli anni Sessanta per risolvere la crisi abitativa della città. All’epoca, Malmo attirava lavoratori da tutta la Svezia, in particolare dalla campagnia, e dovette così espandersi rapidamente per poterli accogliere; ma ben presto la crescita economica del paese iniziò ad attirare anche immigrati stranieri, che si concentrarono nei sobborghi fin dai primi anni Settanta.

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La maggior parte di essi provenivano dai paesi dell’Est Europa, e in particolar modo dalla Jugoslavia, come i genitori di Ibrahimovic. Suo padre Sefik era originario di Bijeljina, al confine tra Bosnia e Serbia, ed era un bošnjak, cioè un bosgnacco, termine con cui si identificano gli slavi bosniaci di religione musulmana: si tratta di un gruppo etnico che è da decenni marginalizzato e discriminato, già oggetto di pulizia etnica durante la seconda guerra mondiale. Sefik Ibrahimovic arrivò a Rosengard nel 1977 e poco dopo conobbe la sua futura moglie, Jurka Gravic, immigrata da Skabrnja (vicino Zara, in Croazia) di religione cattolica.

Sefik aveva già un figlio, nato nel 1973 in Bosnia, Sapko (a cui Zlatan è sempre stato molto legato, e che nel 2014 è morto dopo una lunga malattia), e da Jurka ha poi avuto una figlia, Sanela, nel 1979, e poi un figlio, che è appunto Zlatan. Nel 1983, però, la coppia si separò e il piccolo Ibrahimovic andò a vivere con la madre.

Un’adolescenza multiculturale

Zlatan Ibrahimovic è così cresciuto in quartiere sovraffollato e pieno di problematiche sociali, in una famiglia separata e abbastanza povera: il padre faceva il custode, e avrà poi due figlie da una nuova relazione, Monika e Violeta; la madre era una donna delle pulizie. Inoltre, da ragazzo era di corporatura esile, e per questo fu avviato allo sport, in particolare al calcio: una delle prime squadre in cui andò a giocare era il FBK Balkan, il club degli immigrati slavi di Malmo.

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Fonte Immagine: Life Blogger

Pur crescendo con la madre, è rimasto sempre legato al padre e, quando i genitori hanno ottenuto la cittadinanza svedese, l’hanno trasmessa a lui e a tutti gli altri figli. Ibrahimovic è così cresciuto in un contesto culturale multietnico (per le vie di Rosengard non c’erano solo slavi, ma anche somali, turchi, pachistani, libanesi, afgani, iracheni e curdi), ma anche in condizioni socio-economiche disagiate, che lo hanno spinto a gesti di microcriminalità, come ad esempio piccoli furti.

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I successi nel calcio sono ciò che lo ha portato fuori da una strada pericolosa: nel 1995 è entrato nelle giovanili del Malmo, e quattro anni dopo ha fatto il suo esordio in prima squadra. Nello stesso periodo, ha disputato le prime partite in Nazionale, con la maglia dell’Under-18 della Svezia, passando all’Under-21 nel 2001 e, nel giro di pochi mesi, alla Nazionale maggiore.

Ibrahimovic, la vita privata

Sempre nel 2001, quando aveva 20 anni, Zlatan Ibrahimovic si è sposato con la sua compagnia Helena Seger, una modella undici anni più vecchia di lui. Da lei ha avuto due figli, Maximilian (nato nel 2006) e Vincent (nato nel 2008).

Conosce cinque lingue diverse: è infatti cresciuto parlando svedese e bosniaco, per via del forte influsso di suo padre Sefik, ma ha presto imparato l’inglese, fondamentale per comunicare dopo il suo trasferimento in Olanda; successivamente ha imparato l’italiano e lo spagnolo, durante il suo anno al Barcellona. Tuttavia, pare abbia sempre avuto qualche difficoltà col francese, nonostante il lungo periodo trascorso a Parigi.

Per quanto riguarda la religione, Ibrahimovic ha spesso spiegato di essere cresciuto come cattolico, avendo vissuto dall’età di due anni con la madre Jurka. Ma ha anche precisato che per lui la cosa non è di grande rilevanza: “Per me non cambia niente, perché mio padre è musulmano e mia madre cattolica. Per me è solo questione di rispetto”.

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