Emiliano Sala, la verità dopo quasi tre anni: “Tutta colpa mia”

La morte di Emiliano Sala ha finalmente un responsabile: ecco cosa successe la sera del 30 gennaio 2019, quando l’attaccante argentino lasciava il Nantes per il Cardiff City.

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Finalmente una svolta, nelle indagini sulla morte di Emiliano Sala, l’attaccante argentino di 28 anni che nel gannaio 2019 morì in un incidente aereo mentre si traferiva in Galles dalla Francia, a seguito della trattativa di mercato che lo aveva visto lasciare il Nantes per il Cardiff City.

Un uomo di 67 anni, David Henderson, si è dichiarato colpevole nelle scorse ore, assumendosi la responsabilità della decisione di mettere il giocatore su un aereo in condizioni non sicure, portando alla tragedia.

Cos’è successo ad Emiliano Sala

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Emiliano Sala era un centravanti italo-argentino cresciuto calcisticamente tra il paese sudamericano e la Francia, dov’era arrivato nel 2010, quasi ventenne, per giocare nelle giovanili del Bordeaux. Successivamente ha vestito le maglie di vari club minori, affermandosi tra il 2015 e il 2019 nel Nantes, dove ha vissuto i suoi anni migliori a livello realizzativo.

Quando aveva da pochi mesi compiuto 28 anni, nel gennaio 2019, ricevette la chiamata nel campionato inglese, firmando un contratto con scadenza nel 2022 con il Cardiff City, società all’epoca militante in Premier League. I gallesi aveva pagato 17 milioni di euro al Nantes per il cartellino dell’attaccante.

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Vista l’urgenza del Cardiff City di avere il giocatore a disposizione il prima possibile per gli allenamenti settimanali e per poi farlo esordire in campionato pochi giorni dopo, Emiliano Sala fu fatto partire per il Regno Unito la sera del 21 gennaio 2019 a bordo di un piccolo monomotore Piper PA-46 Malibu del 1984, intorno alle 20.15. Un quarto d’ora dopo, mentre doveva trovarsi sopra al Canale della Manica, l’aereo sparì dai radar.

Circa una settimana dopo, due cuscini da sedile vennero rinvenuti sulla spiaggia di Surtainville, in Normandia. Il 3 febbraio, il piccolo aereo su cui viaggiava Emiliano Sala venne rinvenuto a 67 metri di profondita nel Canale della Manica, e successivamente il suo corpo fu identificato all’interno del relitto, assieme a quello del pilota David Ibbotson.

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Le indagini e le ultime novità

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Le indagini sulla morte del calciatore hanno presto fatto emergere problemi strutturali al velivolo, oltre alla grave negligenza del pilota, la cui licenza per i voli commerciali era scaduta a novembre 2018, ovvero ben due mesi prima dell’incidente. In aggiunta, Ibbotson non aveva mai ottenuto l’abilitazione a pilotare di notte.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, durante il volo l’aereo avrebbe iniziato a perdere monossido di carbonio, causando lo svenimento e, successivamente, il soffocamento di Emiliano Sala. Il pilota, rimasto cosciente, avrebbe cercato una manovra rischiosa per non perdere il controllo del mezzo, con la conseguenza di danneggiarlo in maniera irreparabile e farlo precipitare in acqua.

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Ora, un altro tassello si aggiunge alla verità sulla morte dell’attaccante argentino: Davide Henderson, 67 anni, ha ammesso la propria colpevolezza in merito alle accuse contro di lui. È infatti sua la responsabilità di aver organizzato il volo, su mandato di Willie e Mark McKay, gli agenti incaricati dal Nantes delle trattative col Cardiff City.

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