L’Europeo 2021 ha perso alcune sedi

L’Europeo 2021 ha ufficialmente perso Bilbao e dublino come sedi, ma è arrivata la conferma da Monaco di Baviera

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L’Europeo inizia tra meno di due mesi, e sono già saltate alcune sedi di un torneo su cui la UEFA punta molto, soprattutto visto il piano per riportare finalmente i tifosi negli stadi.

Se, infatti, nelle scorse settimane sono state ufficializzate alcune sedi, tra cui Roma, almeno tre erano rimaste in dubbio, e tra queste due (Bilbao e Dublino) hanno comunicato che non ospiteanno alcun match del torneo continentale.

L’idea dell’Europeo itinerante

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Non un singolo paese organizzatore, o due congiunti, ma bensì tutto il continente. Questa è stata l’idea che la UEFA ha proposto nel lontano 2012 per l’Europeo 2021 (originariamente del 2020, ma poi rinviato di un anno causa pandemia): 12 differenti sedi in tutta Europa, con solo semifinali e finale in un’unica nazione.

La decisione è stata presa per motivazioni chiaramente mediatiche e simboliche, per dare un’idea di un torneo che abbracci veramente tutto il continente, ma anche perché l’organizzazione singola richiede grandi costi, non facili da sostenere per un’unico paese.

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All’inizio, le candidature aveva riguardato la Turchia, che da tempo cerca di ospitare un grande torneo di calcio (e che è già stata sede di finali di coppa), l’affascinante candidatura congiunta britannica tra Irlanda, Scozia e Galles, e quella più curiosa di Georgia e Azerbaijan, che insieme volevano già ospitare un’Olimpiade.

Le sedi dell’Europeo 2021

12 sedi differenti ai vari angoli del continente, scelte sia per motivi storici e di appeal e sia per motivi economici. Sono così state previste partite a Roma, Monaco di Baviera, Dublino, Glasgow, Londra, Amsterdam, Bilbao, Copenaghen, e anche in paesi dell’Est come Bucarest, Budapest, San Pietroburgo e Baku.

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Spicca ovviamente l’assenza di una sede in Francia, in casa dei campioni del mondo in carica, ma può essere facilmente compresa se si pensa che il paese transalpino ha già organizzato l’intera edizione dell’Europeo 2016, vinto dal Portogallo.

focolaio covid nazionale
Fonte: @azzurri (Instagram)

Il ritiro di Bilbao e Dublino

Dal 2012 a oggi molte cose sono cambiate, a partire proprio dalla pandemia del coronavirus. Oggi, il Regno Unito – che ospiterà undici match tra Londra e Glasgow, comprese le semifinali e la finale – è una delle nazioni che sta contenendo meglio i contagi ed è più avanti con il piano vaccinale, per cui il momento clou del torneo è al sicuro.

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Le cose vanno però diversamente altrove. Sono tre i paesi che hanno chiesto e ottenuto dalla UEFA una proroga fino a domenica prima di poter confermare o meno la propria sede: si tratta di Germania (Monaco di Baviera), Irlanda (Dublino) e Spagna (Bilbao). La situazione pandemica in questi paesi è infatti particolarmente delicata, e le autorità locali avrebbero chiesto di verificare la possibilità di cambiare sede.

Nella mattinata di giovedì 22 aprile, Bilbao ha comunicato che non ospiterà alcuna partita dell’Europeo 2021, e che quindi la federcalcio spagnola dovrà trovare un nuovo stadio per ospitare le quattro partite previste. La scelta di Bilbao aveva inoltre già causato diverse polemiche nei Paesi Baschi, poiché era stata vista come una mossa politica di Madrid per rivendicare come Spagna un territorio attraversato da forti correnti indipendentiste.

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Nella mattina di oggi, venerdì 23 aprile, la UEFA ha comunicato ufficialmente il trasferimento delle partite di Bilbao a Siviglia e quelle di Dublino a San Pietroburgo, dove già ne erano previste altre quattro. Questo fa della Russia la federazione che ospiterà più partite dell’Europeo 2021, e la seconda nazione dopo il Regno Unito. Monaco di Baviera ha invece confermato la sua presenza.

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