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Chiesa può essere il leader della Nazionale italiana

Federico Chiesa sta vivendo una grande stagione con la Juventus e si candida a essere uno dei protagonisti in maglia azzurra nel prossimo Europeo.

La sosta per le Nazionali porta con sé sempre riflessioni e bilanci, specialmente quando è l’ultima prima di un Europeo. Questa sera l’Italia comincerà il proprio percorso di qualificazione a Qatar 2022, ma il mirino è puntato sull’Europeo di quest’estate, l’attesissimo ritorno degli Azzurri in una grande competizione dopo la clamorosa assenza dall’ultimo Mondiale in Russia.

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L’attenzione intorno alla Nazionale di Mancini è massima, si iniziano a fare previsioni sull’andazzo e sui possibili convocati per quest’estate. Chi è sicuro di un posto è Federico Chiesa, autore di una grandissima stagione con la Juventus e in forma strabiliante. Il bianconero è cresciuto in maniera esponenziale nell’ultimo anno e la domanda che tutti si pongono ora è se possa vestire i panni del leader anche in maglia azzurra.

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La stagione di Chiesa

Nell’ultimo aggiornamento pubblicato da Transfermarkt, si evince che il giocatore in Serie A che ha aumentato maggiormente il proprio valore di mercato è proprio Federico Chiesa. Un dato che testimonia la netta crescita vissuta dal calciatore dal suo arrivo in bianconero e che offre anche importanti spunti di riflessione sulle potenzialità che il classe ’97 può ancora esprimere.

Snocciolando in numeri la stagione, Chiesa ha finora messo a segno 12 gol in 37 presenze, confezionando anche 10 assist. Numeri impressionanti, che contestualizzati con i minuti giocati, 2503, affermano l’incisività dell’esterno bianconero a un gol ogni 208 minuti e un assist ogni 250. Poco più di ogni due partite Chiesa fa un gol e un assist, contribuisce in pratica a una rete in ogni match della Juventus in media.

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Oltrepassando i numeri però, ciò che impressiona maggiormente è l’incisività del giocatore, capace non solo di fornire un rendimento di alto livello, ma anche costante e soprattutto presente nei momenti clou. Le doppiette a Milan e Porto sono probabilmente i momenti più alti della stagione di Chiesa, che ha saputo farsi carico della squadra e assumere il ruolo del leader.

Nella disfatta col Porto l’ex Fiorentina ha praticamente da solo coltivato le speranze Champions della Juventus, segnando il gol della speranza all’andata e ribaltando il risultato nella ripresa prima del triste epilogo dei supplementari. Oltre i gol e gli assist Chiesa c’è sempre, anche nei momenti più complessi. Doti da leader messe in mostra in un contesto non semplice come quello della Juventus.

Chiesa, il fiore nel deserto

La Vecchia Signora sta vivendo una stagione difficile, tra lo Scudetto ormai utopistico e l’eliminazione agli ottavi di Champions per mano del Porto. Trovare dei lati positivi in un’annata del genere è molto difficile e l’unico, o comunque uno dei pochi, a provare a farlo è proprio Federico Chiesa, oasi nel deprimente deserto che troppo spesso è stata la Juventus di Pirlo quest’anno.

L’ex Fiorentina si è affermato come una pedina fondamentale nello scacchiere bianconero, in grado di giocare su entrambe le fasce nel 4-4-2 di Pirlo, ma anche di adattarsi come esterno a tutta fascia nella difesa a tre o, saltuariamente, di agire da seconda punta. Chiesa ha giocato 17 partite a sinistra e 15 a destra, trovando rispettivamente 4 gol e 5 assist e 7 gol e 4 assist.

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Non cambia il rendimento di Chiesa con la posizione in campo, sintomo della duttilità del giocatore, ma anche della sua attitudine a dare sempre il 100%. Prima che preziosa pedina tattica infatti l’esterno è stato il jolly capace di far saltare in banco, con giocate importanti e imprevedibili. Il bianconero completa infatti una media di quasi due dribbling a partita, portando a buon fine più della metà dei dribbling che prova. Tenta inoltre anche più di due tiri in media ogni match, cogliendo la porta almeno la metà delle volte.

Sono numeri da grande giocatore, che esemplificano quanto Chiesa sia stato importante nella Juventus quest’anno. Il tutto, non va sottolineato, nel contesto di una squadra che si è trovata spesso in difficoltà, senza un’identità tattica ben precisa, e in cui il giocatore è approdato solo quest’anno.

La speranza azzurra

Tornando al capitolo Nazionale, un Chiesa così promette di essere davvero un’arma in più. Mancini ha detto che l’esterno bianconero può diventare un giocatore in grado di fare tanti gol e assist, vedendo i numeri di questa stagione già lo è. Un banco di prova importante sarà l’Europeo di quest’estate, dove Chiesa avrà l’occasione di dimostrare la propria leadership anche con la maglia azzurra.

La stagione della Juventus, salvo imprevisti, si appresta a dirigersi verso una qualificazione in Champions, che sia secondo, terzo o quarto posto cambia poco. La finale di Coppa Italia può essere una sorta di ancora di salvezza, ma nulla di più. Dunque per Chiesa, che già tanto ha dimostrato in maglia bianconera, il mirino più che su questo finale di stagione a Torino è sull’Europeo estivo.

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Federico Chiesa promette di arrivare al meglio a quest’appuntamento, ad oggi è sicuramente uno dei giocatori più in forma. È lecito pensare all’ex Fiorentina come a un leader di questa Nazionale? I numeri e la stagione con la Juventus dicono di si, l’esterno ha dimostrato di poter garantire un rendimento alto e di saper reggere anche palcoscenici importanti.

L’Italia pare aver trovato una nuova stella, la prova del nove ci sarà quest’estate. Poi per Chiesa arriverà un compito ancora più difficile, la conferma in maglia bianconera nella prossima stagione. Ma questo pensiero può attendere, ora l’obiettivo è caricarsi sulle spalle la Nazionale come ha fatto con la Juventus, con la speranza stavolta di trovare maggiore collaborazione.

Danilo Budite
Danilo Budite
Romano, classe '95. Amo il calcio, soprattutto raccontarlo. Scrivo di tutto ciò che mi circonda.

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